Video Carlo Verdone arriva all'Auditorium Parco della Musica, più precisamente allo spazio espositivo AuditoriumArte, con una macchinina bianca biposto. Scende e parte l'applauso dei presenti. Nessun film o serie da celebrare. Protagonista oggi è il suo sguardo, uno di quelli silenziosi, privati: il frutto di una sua passione intima, la fotografia.Qualche giorno fa è stata aperta a Roma la sua mostra, visitabile fino al 2 marzo 2025, intitolata 'Il colore del silenzio'.
(Immagini di Chiara Venuto)
GLI ORARI DELLA MOSTRA
Video Carlo Verdone, ospite di "Che tempo che fa" sul Nove, ha condiviso un divertente ricordo insieme a Margherita Buy su una serata trascorsa con David Bowie. Dopo un concerto dei Tin Machine, i due andarono a una festa a casa di Versace, dove Bowie era presente. L'incontro, però, non andò come sperato: Margherita Buy, che non parlava inglese, si sentì a disagio e lasciò la sua giacca sul divano. David Bowie si sedette proprio sulla giacca, e più tardi anche sua moglie fece lo stesso, suscitando l'irritazione di Buy, che li definì “maleducati”. Alla fine della serata, l'attrice romana riuscì a recuperare la giacca, ma non senza un'ultima lamentela per il trattamento ricevuto.
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Video Si è aperta all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone la mostra fotografica di Carlo Verdone Il colore del silenzio, realizzata in collaborazione con la Fondazione Elisabetta Sgarbi e la Milanesiana. La mostra è un viaggio attraverso le immagini scattate nel corso degli anni dal regista, che ritraggono nuvole, albe e tramonti, fotografie che egli definisce “preghiere senza parole”. "Finalmente riesco a farla vedere ai romani", racconta Verdone. "È la voglia del silenzio come reazione alla 'caciara' del set. Io vivo nel rumore, qua sono solo, sono attimi di grande rilassamento. Amo la potenza e la dolcezza della natura". "Chi si fosse illuso di vedere “solo” paesaggi", ha spiegato Elisabetta Sgarbi, "potrà meravigliarsi del fatto che Carlo Verdone sta raccontando i suoi stati d’animo più reconditi, illustrandoli non con le parole ma con le forme accidentali, ondivaghe, cangianti della natura. A me pare che stia componendo una sua autobiografia musicale in immagini". "Questa mostra è un esempio perfetto di come l’arte possa creare connessioni profonde, stimolare la curiosità e, al tempo stesso, valorizzare il talento straordinario di un artista come Verdone", ha detto l'ad della Fondazione, Raffaele Ranucci. L’ispirazione che guida il regista proviene sia dall’arte pittorica, dalle opere del futurista e divisionista Luigi Russolo fino ai maestri come Tiepolo, Monet, Turner e Constable, che lo spingono a puntare l’obiettivo verso l’alto, sia dalla musica, in particolare dalle composizioni strumentali elettroniche di Brian Eno, Philip Glass, David Sylvian e Robert Fripp. Suoni che lo riportano alla contemplazione e al silenzioso stupore del cielo.
La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 21.00. Il sabato, la domenica e i festivi dalle 11.00 alle 21.00. Il 24 e 31 dicembre dalle 12.00 alle 16.00.
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