Pd, Schlein alla festa dell'Unità milanese. I militanti: "Avanti a sinistra, basta correnti"

Video I rumors sui mal di pancia della minoranza Pd e l'addio di una trentina di iscritti liguri in favore di Azione tengono banco fra salamelle e birre alla festa de l'Unità di Milano. "Siamo di nuovo al correntismo", dice sconsolato un sostenitore seduto ai tavoli. "Anche le parole di Zingaretti - che secondo un retroscena avrebbe sfiduciato la segretaria - sono state pesanti". All'arrivo di Schlein tutti applaudono e qualcuno grida "sei tutti noi Elly". Anche il sindaco Beppe Sala, invitato sul palco con la segretaria, legittima il suo operato: "È stata eletta con le primarie ed è giusto dia il suo indirizzo al Pd". Nella base c'è chi la sprona a una svolta ancor più a sinistra: "I nove euro del salario minimo sono pochi, ne servono di più".  Tra i giovani dem c'è fiducia, anche in chi sostenne Stefano Bonaccini al congresso: "Un consiglio che potremmo darle è di ascoltare sempre gli iscritti ma - racconta una giovane militante - in generale tutti nel partito dovremmo sostenerla". Intanto Schlein sale sul palco, rinnova l'impegno su salario minimo, sanità pubblica e diritti civili in 45 minuti di discorso. Di Andrea Lattanzi

Milano, scontro Ricca-Pascale. Lui: "Faceva gli spot col Calippo". Lei: "Il suo alito dice tutto"

Video Discussione tra il giornalista Piero Ricca e Francesca Pascale in Piazza della Scala, a Milano. E' accaduto durante le fasi iniziali della manifestazione delle famiglie arcobaleno contro lo stop imposto dal Viminale al sindaco Beppe Sala di registrare all'anagrafe i figli di coppie omogenitoriali. "Quando lei faceva il lecca lecca a Napoli, gli spot con il calippo a Napoli, io facevo già le contestazioni a Berlusconi" afferma Ricca. "Non si rivolga a me con questo atteggiamento perverso e maschilista", replica Pascale. Che aggiunge "Non mi metta le mani addosso, il suo alito già dice tutto".

Video Daniele Alberti

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Regionali Lombardia, il maestro Veronesi da 'Bella Ciao' a Fratelli d'Italia: "Meloni leader di una rivoluzione culturale"

Video "Sono stato di sinistra, oggi sto con Giorgia Meloni". Qualche colpo di tosse, forse, tradisce un piccolo imbarazzo. Queste le parole di Alberto Veronesi, figlio del grande oncologo Sandro, candidato alle regionali in Lombardia con Fratelli d'Italia. Alle ultime comunali di Milano, Veronesi aveva appoggiato nella lista dei Riformisti il sindaco Beppe Sala, candidandosi poi a Lucca con il Terzo Polo. E oggi? "Beppe Sala è ancora un buon sindaco ma non rispecchia più la persona di otto anni fa. In Giorgia Meloni - dice Veronesi - riconosco una grande leader anche rispetto ai temi della cultura, ormai ignorati a sinistra". Nella campagna elettorale per Sala, Veronesi suonò più volte al piano nelle piazze milanesi 'Bella Ciao': "Lo rifarei, non è una canzone partitica, ma - risponde a chi gli fa notare che è difficile cantare 'Bella Ciao' seduto di fianco al presidente del Senato Ignazio La Russa - oggi suonerei l'inno di Mameli o 'Vincerò' di Puccini". L'ARTICOLO Regionali Lombardia, Alberto Veronesi, dalla lista per Sala a FdI: "Idea di candidarmi nata da simpatia reciproca" di Andrea Lattanzi