Israele: demolite le case dei terroristi

TEL AVIV La reazione di Israele il giorno dopo la strage alla sinagoga è stata quella promessa: ieri mattina è stata demolita la casa dell’autore di un attentato che costò ad ottobre scorso la vita ad un bebè e ad una donna. È un primo passo che sarà seguito da altri, come ha annunciato lo

Israele: demolite le case dei terroristi

TEL AVIV La reazione di Israele il giorno dopo la strage alla sinagoga è stata quella promessa: ieri mattina è stata demolita la casa dell’autore di un attentato che costò ad ottobre scorso la vita ad un bebè e ad una donna. È un primo passo che sarà seguito da altri, come ha annunciato lo

Israele: demolite le case dei terroristi

TEL AVIV La reazione di Israele il giorno dopo la strage alla sinagoga è stata quella promessa: ieri mattina è stata demolita la casa dell’autore di un attentato che costò ad ottobre scorso la vita ad un bebè e ad una donna. È un primo passo che sarà seguito da altri, come ha annunciato lo

ORA PRIMARIE APERTE E TRASPARENTI

di GIANFRANCO PASQUINO Con le improvvise e amareggiate dimissioni di Vasco Errani dalla Presidenza della Regione Emilia-Romagna esce di scena l’ultimo importante esponente dei bersaniani. Nella rete di rapporti definita “tortello magico” che ha appoggiato Bersani, la figura di Errani, per

Strage a Gaza, missili contro Israele

TEL AVIV Se i razzi non cesseranno, Israele estenderà l’intervento e l’operazione terrestre potrebbe essere inevitabile. Il primo ministro Benyamin Netanyahu, così come il presidente Shimon Peres, non ha nascosto le intenzioni dello stato ebraico mentre il presidente palestinese Abu Mazen

Ragazzo arabo rapito e ucciso per vendetta

Abu Bakr al Baghdadi non si ferma alla Siria e all’Iraq ma punta a Roma: in un audiomessaggio, il “califfo” dello Stato islamico sprona i musulmani: «Se avrete fiducia, conquisterete Roma e il mondo intero, se Allah vuole». Baghdadi nel messaggio esorta i «soldati dello Stato islamico» a «

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pace hamas-olp Da Israele sanzioni e stop ai colloqui Dopo una seduta di sei ore del Gabinetto ristretto convocata dal premier israeliano Benyamin Netanyahu per esaminare le ripercussioni dell’intesa Hamas-Olp, il governo di Tel Aviv ha deciso la sospensione dei colloqui con i palestinesi