Stasi era presente all’udienza, preso d’assalto all’uscita dal tribunale di Pavia. L’avvocato di Venditti: «Grave violazione del codice di procedura penale»
Maria Fiore e Andrea Morana
Video Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, parla ai cronisti davanti al tribunale di Pavia dopo l'interrogatorio del suo assistito (video Studio Garbi)
Video "È stata una giornata molto positiva". E' quanto ha detto Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, all'uscita del Tribunale di Pavia al termine dell'interrogatorio del suo assistito. "Siamo molto contenti di essere venuti e aver risposto a tutte le domande - ha aggiunto - Noi abbiamo avuto fiducia in questa indagine sin dal primo giorno e continuiamo ad averla, sempre più forte". De Rensis non è voluto entrare in particolari dell'indagine o commentare l'assenza di Andrea Sempio.
Condannato per l’omicidio, ogni giorno esce dal carcere al mattino e torna in cella a dormire
Sandro Barberis
Video L'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi ha detto che l'inchiesta della procura di Pavia sul delitto di Garlasco rappresenta "una speranza per tutti i cittadini". "Credo che questo sia un messaggio che deve fare avere fiducia nella giustizia, comunque finisca - ha detto entrando in tribunale a Pavia per l'udienza davanti alla gip Daniela Garlaschelli per l'estensione dell'incidente probatorio alle impronte rilevate sui resti della spazzatura ritrovati nella villetta di via Pascoli - Siamo contenti che ci sia questo ulteriore approfondimento", perché '"tutto ciò che si può fare in più è meglio di ciò che si può fare in meno. Un'indagine, se ha un accertamento in più, mi rassicura rispetto a un'indagine che fa un accertamento in meno. Quando un'indagine dà molte cose per scontate, è pericolosa. Qui invece non si dà per scontato niente, si va a vedere tutto". De Rensis ha espresso soddisfazione sull'inchiesta della procura di Pavia che ha accolto le sue richieste: "è molto seria, è un'indagine a 360 gradi dove fino adesso mi sembra vengano rispettate perfettamente tutte le ritualità. Non so se si può dire la stessa cosa del passato. Certamente l'indagine di oggi nessuno può dire che non venga fatta nel rispetto di tutte le parti e con la massima attenzione alla procedura". Stesso commento da parte della collega Giada Bocellari che ha replicato all'avvocato della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, che accusa la procura di accogliere le richieste del condannato e non della famiglia della vittima a proposito dell'esclusione dall'incidente probatorio dell'analisi della traccia 33, l'impronta palmare repertata sul muro delle scale di casa Poggi in cui è il 13 agosto 2007 è stato trovato il corpo di Chiara e attribuita dagli inquirenti al nuovo indagato Andrea Sempio (sull'attribuzione non concordano le consulenze depositate dalla difesa dell'indagato e dalla parte civile). "Io credo che questa procura proceda nell'interesse della giustizia - ha spiegato Bocellari - L'esclusione dal punto di vista procedurale è assolutamente corretta, perché è un accertamento ripetibile. La differenza sostanziale tra gli accertamenti sui paracetati e la '33' è che i paracetati erano già oggetto dell'incidente probatorio sulla parte genetica, la '33' no. In fase di indagini preliminari non dobbiamo anticipare il processo e fare tutto quello che si può fare"'. Quanto invece al conferimento da parte della gip al dattiloscopista Domenico Marchigiani dell'incarico di confrontare le impronte rilevate con i fogli di acetato nel 2007 con una lunga lista di persone, che include tutti coloro che entrarono nella villetta dopo l'omicidio e chi la frequentava prima del 13 agosto, la difesa di Stasi, che già lo aveva chiesto, sottolinea che il confronto '"è a garanzia dell'indagato e credo a maggior ragione delle persone offese'". L'avvocato Bocellari invita però alla '"prudenza", ricordando che sulle impronte rilevate nella villetta non è stata rilevata la presenza di sangue. L'ARTICOLO COMPLETO
Video Garbi
Delitto di Garlasco. Sono otto, di cui una non attribuita. Sarà decisivo accertare l’esatta misura che all’epoca era stata indicata nel 42
Maria Fiore/
I legali per ora non faranno istanza di revisione del processo: «Non vogliamo agire sull’onda del clamore mediatico, Alberto la pena l’ha quasi scontata»
m. fio.
I suoi legali: «Dimostra che non è mai entrato in quella casa il 13 agosto 2007»
De Rensis, aggiunto telefonicamente oggi, spiega: «Sono ipotesi, vanno confermate»
Sentendo questo nome, citato dai carabinieri, la mamma dell’indagato avrebbe avuto un malore. I difensori: «Procedure scorrette, in udienza faremo tutte le eccezioni del mondo»