di Maria Berlinguer wROMA «A differenza di quelli che oggi chiedono disciplina e due anni fa hanno capeggiato i 101, noi siamo persone serie, nessuno deve temere da noi franchi tiratori». A una settimana dall’inizio della partita per il Quirinale Stefano Fassina rinfocola vecchi dissapori
di Maria Berlinguer wROMA Per ora l’unica a evocare lo spettro delle scissione è Rosy Bindi ma l’approvazione del jobs act semina veleni nel Pd. E rischia di proiettarsi anche sulla futura battaglia per il Quirinale. Ma Matteo Renzi tira dritto e non sembra preoccupato. L’astensionismo all
di Maria Berlinguer wROMA Per ora l’unica a evocare lo spettro delle scissione è Rosy Bindi ma l’approvazione del jobs act semina veleni nel Pd. E rischia di proiettarsi anche sulla futura battaglia per il Quirinale. Ma Matteo Renzi tira dritto e non sembra preoccupato. L’astensionismo all
di Maria Berlinguer wROMA Per ora l’unica a evocare lo spettro delle scissione è Rosy Bindi ma l’approvazione del jobs act semina veleni nel Pd. E rischia di proiettarsi anche sulla futura battaglia per il Quirinale. Ma Matteo Renzi tira dritto e non sembra preoccupato. L’astensionismo all
di Maria Berlinguer wROMA «Grazie per la serietà, sono orgoglioso del Pd e di ciascuno di voi». È il messaggio che Matteo Renzi spedisce ai grandi elettori mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede per l’elezione di Sergio Mattarella. Lo strappo con Silvio Berlusconi, per il premier
di Maria Berlinguer wROMA «Grazie per la serietà, sono orgoglioso del Pd e di ciascuno di voi». È il messaggio che Matteo Renzi spedisce ai grandi elettori mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede per l’elezione di Sergio Mattarella. Lo strappo con Silvio Berlusconi, per il premier
di Maria Berlinguer wROMA «Grazie per la serietà, sono orgoglioso del Pd e di ciascuno di voi». È il messaggio che Matteo Renzi spedisce ai grandi elettori mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede per l’elezione di Sergio Mattarella. Lo strappo con Silvio Berlusconi, per il premier
di Nicola Corda wROMA «Senza il voto di fiducia, più tutele, lavoro e diritti: grazie ai deputati della maggioranza». A caldo, Matteo Renzi preferisce ignorare la defezione della minoranza del Pd al voto sul jobs act che arriva addirittura con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di
di Nicola Corda wROMA «Senza il voto di fiducia, più tutele, lavoro e diritti: grazie ai deputati della maggioranza». A caldo, Matteo Renzi preferisce ignorare la defezione della minoranza del Pd al voto sul jobs act che arriva addirittura con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di
di Nicola Corda wROMA «Senza il voto di fiducia, più tutele, lavoro e diritti: grazie ai deputati della maggioranza». A caldo, Matteo Renzi preferisce ignorare la defezione della minoranza del Pd al voto sul jobs act che arriva addirittura con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di