ROMA Quattro uomini decapitati, le teste appoggiate sui cadaveri con le mani ancora legate mentre il sangue tinge di rosso il deserto e le bandiere nere di al Qaeda sventolano. L’orrore torna on-line, e questa volta i protagonisti sono gli jihadisti di Ansar beit al Maqdis, il gruppo vicin
ROMA Quattro uomini decapitati, le teste appoggiate sui cadaveri con le mani ancora legate mentre il sangue tinge di rosso il deserto e le bandiere nere di al Qaeda sventolano. L’orrore torna on-line, e questa volta i protagonisti sono gli jihadisti di Ansar beit al Maqdis, il gruppo vicin
ROMA Quattro uomini decapitati, le teste appoggiate sui cadaveri con le mani ancora legate mentre il sangue tinge di rosso il deserto e le bandiere nere di al Qaeda sventolano. L’orrore torna on-line, e questa volta i protagonisti sono gli jihadisti di Ansar beit al Maqdis, il gruppo vicin
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Mezzo secolo fa era tutto più chiaro in Medio Oriente. Da una parte c’era Israele, dall’altra un mondo arabo che dello Stato ebraico voleva la distruzione totale. Poi sono arrivati gli anni delle guerre (e delle vittorie militari israeliane), quelli dei primi acc
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Mezzo secolo fa era tutto più chiaro in Medio Oriente. Da una parte c’era Israele, dall’altra un mondo arabo che dello Stato ebraico voleva la distruzione totale. Poi sono arrivati gli anni delle guerre (e delle vittorie militari israeliane), quelli dei primi acc
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Mezzo secolo fa era tutto più chiaro in Medio Oriente. Da una parte c’era Israele, dall’altra un mondo arabo che dello Stato ebraico voleva la distruzione totale. Poi sono arrivati gli anni delle guerre (e delle vittorie militari israeliane), quelli dei primi acc