L'impennata del costo del petrolio e del gas è «una tassa che va pagata». Il punto è chi debba pagarla. Se l'Italia non può fare altri scostamenti di bilancio perché i rischi per il debito «sono troppo alti», allora quella tassa «la può pagare sicuramente il più ricco per un periodo temporaneo», sot
il casoNiccolò Carratelli /Roma Non è il momento più propizio per rilanciare il famoso "patto per l'Italia" tra governo, imprese e sindacati. Colui che per primo l'aveva proposto, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, l'ha già dato per morto. Sepolto dal duro scontro che si sta consumando su
L'intervistamarco zatterin«Più che "patto sociale" lo chiamerei "contratto sociale", come fece Jean-Jacques Rousseau nel 1762 nel discorso sulle diseguaglianze per una cittadinanza fondata su pari diritti. E, soprattutto, lo scriverei subito, senza perdere tempo». Maurizio Landini assicura che non b
TORINOSi definisce un oriundo che non vuole entrare troppo nel merito delle decisioni che spettano al governo italiano, ma il messaggio che Paolo Gentiloni lancia dal Festival dell'Economia di Torino, intervistato dal direttore de "La Stampa" Massimo Giannini, è diretto: «Il tema della perdita del p
MILANO «La criminalità organizzata, la corruzione e l’evasione fiscale» hanno «effetti deleteri» sull’economia rendendo «impossibile la costituzione di un ambiente favorevole» alle imprese e riducendo «le possibilità di crescita» e l’appeal dell’Italia per i capitali esteri. Se il nostro P
MILANO «La criminalità organizzata, la corruzione e l’evasione fiscale» hanno «effetti deleteri» sull’economia rendendo «impossibile la costituzione di un ambiente favorevole» alle imprese e riducendo «le possibilità di crescita» e l’appeal dell’Italia per i capitali esteri. Se il nostro P
MILANO «La criminalità organizzata, la corruzione e l’evasione fiscale» hanno «effetti deleteri» sull’economia rendendo «impossibile la costituzione di un ambiente favorevole» alle imprese e riducendo «le possibilità di crescita» e l’appeal dell’Italia per i capitali esteri. Se il nostro P
Alessandro Barbera / romaNon sarà mai leader di nessun partito. Non ha nessuna intenzione di cambiare questo o quel ministro. Il Recovery Plan procede bene, ma c'è molto lavoro da fare, e i partiti ne sono consapevoli. Alla prima conferenza stampa dopo la mancata elezione al Quirinale Mario Draghi v
Non c'è un giorno da perdere. Sergio Mattarella vuole fare in fretta: le consultazioni per la formazione del governo partiranno il prima possibile. Lunedì 17 o martedì 18 ottobre sono le date più probabili, quelle che circolano in queste ore, anche se non si esclude di riuscire ad anticipare a sabat
l'intervistamarco zatterinLo ribadisce lui il «whatever it takes» di Mario Draghi, come è naturale e giusto che sia. Per Ignazio Visco l'azione monetaria della Bce a sostegno dell'economia europea infettata dal Covid-19 «è oggi sufficiente», mille miliardi di acquisti programmati per titoli pubblici