di Maria Berlinguer wROMA «L’antipolitica è ormai quasi una patologia eversiva». Giorgio Napolitano davanti all’Accademia dei Lincei condanna senza giri di parole il sistema politico che «da due anni è afflitto dall’antipolitica». Un messaggio forte, quasi un testamento politico, che il ca
di Gabriele Rizzardi wROMA In un clima avvelenato dalle manganellate contro gli operai della Tyssen, dal muro contro muro con i sindacati e dalla minoranza del Pd che chiede profonde modifiche al jobs act e alla legge di stabilità, il governo si prepara ad affrontare una delle settimane pi
di Gabriele Rizzardi wROMA In un clima avvelenato dalle manganellate contro gli operai della Tyssen, dal muro contro muro con i sindacati e dalla minoranza del Pd che chiede profonde modifiche al jobs act e alla legge di stabilità, il governo si prepara ad affrontare una delle settimane pi
di FABIO CHIUSI La democrazia digitale diretta non è il motivo dell’incredibile successo del M5S alle scorse politiche, ma sempre più rischia di essere uno dei fattori decisivi nel suo disgregarsi. Quantomeno, l’impressione - suffragata da diversi fatti recenti - è che si presti perfettame
di FABIO CHIUSI La democrazia digitale diretta non è il motivo dell’incredibile successo del M5S alle scorse politiche, ma sempre più rischia di essere uno dei fattori decisivi nel suo disgregarsi. Quantomeno, l’impressione - suffragata da diversi fatti recenti - è che si presti perfettame
di BRUNO MANFELLOTTO Un grande Vaffa lo seppellirà, verrebbe da ironizzare parafrasando il maggio francese. Il processo di rimozione è cominciato, e se n’è reso conto la stessa vittima, Beppe Grillo, che adesso si dice stanco, nomina un direttorio, cerca di salvare ciò che resta della sua
di BRUNO MANFELLOTTO Un grande Vaffa lo seppellirà, verrebbe da ironizzare parafrasando il maggio francese. Il processo di rimozione è cominciato, e se n’è reso conto la stessa vittima, Beppe Grillo, che adesso si dice stanco, nomina un direttorio, cerca di salvare ciò che resta della sua
di Fiammetta Cupellaro wROMA Nessun dibattito, nessun documento programmatico, nessuna mozione da votare. Finisce così il secondo appuntamento della kermesse romana del Movimento 5 Stelle iniziata venerdì. Eppure, quella di ieri era stata annunciata come la giornata clou della festa al Cir
di Fiammetta Cupellaro wRoma «Vi devo chiedere scusa perché quando sono andato ad incontrare Renzi, perché mi avete obbligato, ho agito d’istinto. Adesso lo prenderei per la testa e gli direi: Matteo fai presto a distruggere il Paese, sii più veloce. Sei lento, abbiamo bisogno di uno choc»
Aprirà Beppe Grillo venerdì sera per poi dare spazio alla musica; sabato toccherà ai «politici di professione», amministratori e parlamentari cinquestelle; mentre domenica la chiusura è affidata a Luigi Di Maio e nuovamente a Grillo. Una finestra è stata lasciata per l’eventuale intervento