il reportageFrancesco Semprini INVIATO A TORKHAM Quando i taleban terminano una guerra, celebrano riempiendo di fiori le case, gli uffici, le caserme e i negozi, li utilizzano persino per adornare blindati e carri armati. Una tradizione a dir poco bizzarra se rapportata ai personaggi in questione an
Giordano StabileINVIATO A BEIRUTL'ultima preda è arrivata all'imbrunire. Herat, seicentomila abitanti, terza città dell'Afghanistan. Da un mese i taleban l'avevano puntata. Sobborgo dopo sobborgo hanno stretto il cerchio. Hanno respinto la controffensiva delle forze speciali elitrasportate, che tene
Giordano StabileINVIATO A BEIRUTSedici, anzi no, diciotto province ormai nelle mani dei taleban. La marea jihadista sale verso Kabul con una forza inarrestabile, dopo aver isolato le forze governative allo sbando, quelle che ancora vogliono combattere. L'hanno soprannominata la strategia «dell'anaco
Giordano StabileINVIATO A BEIRUTIl capo politico dei taleban Abdul Ghani Baradar arriva a Kabul e mette le basi del secondo Emirato islamico dell'Afghanistan. Se l'ideologia è la stessa del regno del terrore del mullah Omar, la forma sarà diversa, in modo da offrire all'Occidente almeno la parvenza