"L'università di Bologna ha le mani sporche di sangue": il Rettore toglie il microfono alla giovane pro Palestina

Video Alcune ragazze del gruppo dei Giovani palestinesi di Bologna, che hanno preso parte alla manifestazione di mercoledì pomeriggio in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, hanno parlato in teatro prima della chiusura dell'evento, sventolando una bandiera palestinese. "Bernini rappresenta un governo sempre più schierato al fianco dell'entità genocida sionista, tanto da porsi in prima linea nella missione di guerra nel mar Rosso contro gli Houthi e il popolo yemenita che eroicamente sostiene la resistenza del popolo palestinese", hanno detto, ricordando il caso di Anan Yaeesh, detenuto in Italia, che fino a pochi giorni fa rischiava l'estradizione in Israele. Yaeesh e altri, hanno sostenuto le giovani, sono "partigiani che legittimamente resistono con ogni mezzo inclusa la lotta armata contro l'occupante sionista. Diritto che peraltro è ampiamente riconosciuto dal diritto internazionale ed è giusto e doveroso che da una città medaglia d'oro della Resistenza si chieda la loro immediata liberazione". Un passaggio, questo, accompagnato da un lungo applauso in platea. Subito dopo, però, si sono levate le contestazioni per il proseguimento dell'intervento: "L'Università di Bologna e il suo rettore hanno le mani sporche di sangue, tanto che quando a novembre gli è stato chiesto di pronunciarsi per un semplice cessate il fuoco a Gaza, si sono rifiutati di farlo, adducendo un'assurda pretesa di neutralità". Quasi subito il rettore Giovanni Molari ha interrotto l'intervento. "Gli accordi si rispettano", ha detto, mentre le contestatrici replicavano: "Fuori degli studenti sono stati manganellati". Molari aveva introdotto l'intervento con un "ringraziamento a forze dell'ordine, prefetto, questore e a tutti quelli a cui spetta contemperare la manifestazione del legittimo dissenso col rispetto dell'ordine pubblico".

Bologna, Patrick Zaki rimuove dalla facciata del municipio il manifesto per la sua liberazione

Video È iniziata alle 20:00 la festa per il ritorno di Patrick Zaki in Italia organizzata a Bologna. La serata è stata inaugurata con la rimozione dalla facciata del municipio dello striscione giallo che chiedeva la libertà per Zaki da parte dello stesso studente egiziano affiancato dalla fidanzata, dal sindaco Matteo Lepore, dal rettore dell’università di Bologna Giovanni Molari e dalla professoressa Rita Monticelli.

"Finalmente sono qui, è un sogno che si avvera dopo tanti anni", dice (in italiano) Patrick Zaki a Bologna

Video "Questo è un sogno che si avvera dopo tutti questi anni".
Lo studente e attivista egiziano Patrick Zaki, appena rientrato in Italia dopo la grazia concessagli dal presidente al-Sisi, ha cominciato la conferenza stampa al rettorato dell'Università di Bologna leggendo un discorso in italiano, lingua che per ora conosce a un livello elementare.
"Non ci sono parole, in nessuna lingua, che possano descrivere come mi sento", ha spiegato Zaki (cittadino onorario di Bologna al 2021). Di Andrea Lattanzi

Zaki, la gioia e l’impegno

Le frasi choc sessiste degli psicologi (maschi) durante l'incontro con gli studenti di Padova. Scatta la protesta

Video Durante un incontro promosso dalla consulta degli studenti di Padova, che attualmente è presieduta da Azione Studentesca (il gruppo giovanile di Fratelli D’Italia), con circa 130 classi collegate via Zoom, sono stati espressi concetti aberranti. Frasi del tipo: "C'è una latitanza da parte del femminile nell'assumersi cariche pubbliche e politiche tanto che si parla di quote rosa, come se il femminile fosse una specie di panda da proteggere con il Wwf". O ancora: "L'educazione sessuale obbligatoria a scuola non si può fare su larga scala, diventa una sorta di campo di rieducazione maoista". "Bisogna parlare di violenza in generale, e non di genere, perché anche le ragazzine si picchiano tra di loro". Frasi pronunciate da Luca Sammicheli e Marco Inghilleri. Il primo è professore a contratto del Dipartimento di Psicologia all'Università di Bologna, mentre l'altro psicologo, psicoterapeuta e sessuologo, direttore del Centro di Psicologia giuridica, Sessuologia clinica e Psicoterapia di Padova e vicepresidente della Società Italiana di Sessuologia ed educazione sessuale. È quindi scoppiata la protesta della Rete degli studenti medi, che ha denunciato il fatto.  Di Enrico Ferro