Il sogno olimpico di Iman Mahdavi, a Parigi con la squadra dei rifugiati: "L'Iran mi manca ma l'Italia è la mia casa"

Video "Ogni atleta, ovviamente, sogna di vincere una medaglia olimpica con i colori del suo paese. Io non ho più questa possibilità ma devo tutto alla squadra dei rifugiati che mi porterà a Parigi". Iman Mahdavi è un lottatore libero iraniano che, ottenuto lo status di rifugiato politico in Italia, si è guadagnato il pass per le Olimpiadi 2024 nella selezione degli Atleti Olimpici Rifugiati. 29 anni e vincitore di alcune competizioni nazionali nella categoria 79kg, è arrivato in Italia nel 2020 attraversando il confine con la Turchia a piedi: una volta giunto in aeroporto ha preso letteralmente il primo volo disponibile per l'Europa. Di giorno passa le ore in palestra fra pesi e allenamenti, di notte si guadagna da vivere come addetto alla sicurezza nelle discoteche. "Per ora mi sta bene, devo lottare per la mia vita, però - si confida - in futuro vorrei allenare i più giovani". La sua partecipazione alle Olimpiadi è un grande traguardo per il suo team, "la mia famiglia", come lo chiama, ma anche per il nostro paese. Per la prima volta dalla creazione della selezione rifugiati, infatti, due membri della squadra provengono dall'Italia (l'altro è Hadi Tiranvalipour, taekwondo categoria -58kg, anch'egli iraniano). “La selezione di Iman Mahdavi e Hadi Tiranvalipour per le Olimpiadi è un traguardo importantissimo non solo per i due atleti ma per ciò che rappresenta per la causa dei rifugiati e per l'Italia che li ha accolti. Le persone in fuga sognano di poter ricostruire il proprio futuro in sicurezza e dignità. Troppo spesso la narrazione che li riguarda mette in luce solo i bisogni primari tralasciando il talento, il coraggio e la determinazione che portano con se” ha dichiarato Chiara Cardoletti, rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. "Il mio sogno è certamente vincere una medaglia ma - conclude Iman - il mio più grande desiderio è riabbracciare mia madre". Di Andrea Lattanzi

Benedetto XVI, il racconto del sarto dei papi: "Quando nel 2008 ci chiese di modificargli la mitra"

Video "Era il 2008, Benedetto XVI aveva in programma un viaggio apostolico a Genova. L'ufficio celebrazioni liturgiche del Papa mi chiamò al telefono per chiedermi se potevamo realizzare i paramenti sacri del viaggio". Il sarto marchigiano Filippo Sorcinelli, che da anni realizza vesti e paramenti per la Santa Sede, ricorda quando, nel 2008, il suo atelier realizzò tutti gli ornamenti per il viaggio del Papa. "La mitra è qui perché è stata modificata in alcune parti dopo la visita a Genova. Dopo che Benedetto la indossò, su suggerimento dei suoi collaboratori, si era ritenuto giusto alleggerirla perché era troppo pesante per la figura del pontefice", racconta Sorcinelli. Video di Daniele Alberti