Video I guardiani della Rivoluzione hanno presentato ufficialmente nelle acque del Golfo Persico la prima nave da guerra porta-droni dell'esercito di Teheran. Si tratta di un cargo riadattato per scopi militari e prende il nome dal 'martire' Bahman Bagheri. Alla cerimonia di inaugurazione, il comandante delle Guardie navali, Alireza Tangsiri, ha presentato la portaerei come il "più grande progetto militare navale" nella storia della Repubblica islamica. La nave è in grado di lanciare missili a lungo raggio oltre a trasportare droni ed elicotteri. E' anche attrezzata per la guerra elettronica e può rimanere in mare fino a un anno. Secondo l'agenzia di stampa statale Irna, la nave ha una capacità di 60 droni. Hossein Salami, capo dei Guardiani della Rivoluzione, ha assicurato che l'Iran non vuole minacciare gli altri e "non scatenerà guerre contro i governi che riconosce". Tuttavia, ha aggiunto, "non ci piegheremo alla minaccia di nessuna potenza"
Gli resta il martirio. E come l’imam Hossein lancia un’ultima salva di missili. Ma per lui essere ucciso è la fine più gloriosa e auspicata
Da un lato i repubblicani spingono per colpire i siti nucleari iraniani, dall’altro gli isolazionisti dell’universo Maga, con in testa Tucker Carlson e Steve Bannon che invece si oppongono con forza a nuovi interventi militari all’estero
Tommaso Carboni
Indebolito dalla perdita dei suoi alleati nella regione il regime colpisce duramente la società civile
NARGES MOHAMMADI
I danni dei raid si aggiungono alla crisi economica: «Eravamo vicini all’accordo poi l’America ci ha tradito: Netanyahu criminale»
FRANCESCO DE LEO
I precedenti di Iraq, Libia e Siria: il caos successivo ai cambi di regime
Il governo invoca lo stop al nucleare ma tiene aperti i canali con Teheran L’opposizione chiede un dibattito. Oggi informativa di Tajani in Parlamento
In carcere Cecilia ha mostrato grande tempra ma adesso rivendica la sua autonomia. Non dimenticherà chi si è lasciata alle spalle. Spero che torni a raccontare il mondo
Gli europei puntano soluzione diplomatica ma nel primo summit con il tycoon pesa la volontà Usa
Liveblogging Tajani: «Continuiamo a chiedere l'immediata liberazione di Cecilia»
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