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a cura della redazione

Parla il ministro degli Esteri iraniano al Consiglio per i diritti umani dell'Onu: alcuni Paesi vanno via

Video L'UNCHR ha invitato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian a rivolgersi all'organismo per la sessione annuale di apertura del 27 febbraio, nonostante la Repubblica islamica abbia arrestato migliaia di manifestanti e li abbia torturati e picchiati. Negli ultimi mesi la Repubblica islamica ha affrontato un intenso controllo per le sue violazioni dei diritti umani e per la discriminazione istituzionalizzata nei confronti delle donne iraniane, culminato con la rimozione dell'Iran dalla commissione femminile dell'ONU nel dicembre 2022. L'invito del 27 febbraio è stato accolto da aspre critiche da parte di Paesi, ONG e attivisti per i diritti umani. I diversi appelli diffusi affinché tutte le nazioni democratiche abbandonino l'evento quando il Ministro iraniano sarebbe salito sul podio - uno sforzo guidato dall'ONG UN Watch, è di fatto avvenuto. Alcuni membri del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sono stati visti uscire prima che il Ministro prendesse parola. Hillel Neuer, direttore esecutivo di UN Watch, ha dichiarato: "Non si può far finta di niente quando il rappresentante di questo regime assassino viene invitato sul podio del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Chiediamo a tutte le democrazie di mostrare solidarietà al popolo oppresso dell'Iran uscendo dalla sala quando gli verrà data la parola, proprio come hanno fatto quando il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha parlato alla stessa assemblea l'anno scorso".

Partita a scacchi tra il premier spagnolo Sanchez e Sara Khadem: sfidò l'Iran gareggiando senza velo

Video Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha incontrato la scacchista iraniana Sara Khadem, 25 anni, nota per aver giocato senza velo all'ultimo campionato mondiale di scacchi, Rapid e Blitz, svoltosi ad Almaty, in Kazakistan. Così facendo si è schierata apertamente contro la morte di Mahsa Amini e contro le repressioni pepetrate dalle autorità a Teheran. L'atleta iraniana, al termine dell'evento, ha deciso di non tornare in patria ma di trasferirsi in Spagna ed evitare future rappresaglie.   Khadem e Sanchez hanno giocato una partita davanti ai giornalisti e fotografi presenti. Sanchez, invitando l'atleta al Palazzo della Moncloa ha voluto esprimerle personalmente il suo sostegno. Khadem, nota anche come Sarasadat Khademalsharieh, si è trasferita in Spagna all'inizio di gennaio con il marito, il regista Ardeshir Ahmadi, e il figlio Sam di 10 mesi.   In un'intervista rilasciata domenica scorsa a El Pais (rilasciata in una località segreta per ragioni di sicurezza) Khadem ha dichiarato che prima del torneo di Almaty avrebbe indossato l'hijab solo "se ci fossero state le telecamere, perchè in quel momento rappresentavo l'Iran". "Ma con il velo non sono me stessa, non mi sento più a mio agio, e quindi volevo porre fine a questa situazione. E ho deciso di non indossarlo più". Le atlete iraniane sono tenute a rispettare il rigido codice di abbigliamento femminile della Repubblica islamica, principalmente coprendo il capo, quando rappresentano il loro Paese in eventi internazionali. Khadem ha detto di sperare che i suoi parenti in Iran non subiscano "rappresaglie perché se c'è qualcuno che deve dare spiegazioni per le mie azioni, sono io, non loro, dato che la decisione è stata solo mia". Ha detto di aver iniziato a pensare di trasferirsi all'estero dopo la nascita di suo figlio. "Ho iniziato ad apprezzare il fatto di vivere in un posto dove Sam potesse uscire per strada e giocare senza che noi fossimo preoccupati, e molte altre cose del genere. La Spagna era l'opzione migliore". Khadem ha detto che vorrebbe continuare a rappresentare l'Iran nei tornei di scacchi e che intende diventare una streamer online, presentando programmi di scacchi. "Ho quest'idea da anni, ma non volevo farlo dall'Iran e indossando il velo".