A Roma, nei panni di una docente precaria che vuole interrompere la gravidanza, tra i consultori privati pubblicizzati sul web accanto al servizio pubblico. Squilli a vuoto e proposte assurde: «Chiamiamo il ministero per trovarle lavoro»
Flavia Amabile
Prevenzione e lotta ai tumori al centro della 26ma edizione dell’evento. Domenica 11 la maratona rosa a Roma. L’impegno dell’Esercito
Video È partita la nuova campagna 2024 di Gay Help Line 800 713 713 e della chat Speakly.org, realizzata grazie al supporto della Regione Lazio. Il servizio, che offre ascolto e supporto alla comunità LGBTQ+, è sostenuto anche da UNAR - Presidenza del Consiglio, dal Comune di Roma, dai fondi 8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, dalla Chiesa Valdese e da donazioni di aziende e privati. Lo spot della campagna si svolge durante una festa di compleanno adolescenziale, dove un momento di gioia viene rovinato da una lettera di auguri intrisa di scherno. Il messaggio evidenzia come l'omobitransfobia possa insinuarsi anche nei contesti di festa, con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico su questo tema. Il video è stato diretto da Flavio Stano, con Alessandro Guida come creative producer. Alla scrittura ha collaborato Annapaola Ragno, con la fotografia di Claudio Cascavilla e il montaggio di Gianluca Conca. Scenografia a cura di Francesca Papi, con la produzione di Elena Andreutti, aiuto regia di Yuri Falco, e protagonisti Francesco Ferrario e Anna Maria Sabatino.
Era finito al centro delle polemiche per via di alcune sue dichiarazioni sulla strage di Bologna
Marcello De Angelis non è più il responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio. Il dirigente, con un passato nell'estrema destra e da settimane al centro di polemiche, ha rassegnato le dimissioni al governatore di centrodestra Francesco Rocca. Esulta il centrosinistra, a partire
Video Alcune immagini dei concerti dell’attuale responsabile comunicazione della Regione Lazio: nel 2004 davanti alla platea dei giovani di An (presieduti da Giorgia Meloni) cantava le “hit” della sua band 270bis, da Claretta e Ben a Settembre nero che gli è valsa in questi giorni la nuova accusa di antisemitismo. Al termine delle esibizioni, dal pubblico saluti romani e “Boia chi molla” (di Paolo Berizzi)
Video Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha partecipato questa mattina, 5 marzo, all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università di Cassino. Prima dell’intervento degli studenti si è alzato e, insieme ai rappresentanti del centrodestra, è andato via. Un gesto che ha sollevato polemiche. “Senza vergogna”, hanno detto gli studenti. E a criticare quanto accaduto è stato anche il Pd, dall’ex presidente Nicola Zingaretti al segretario regionale Daniele Leodori. “Polemiche surreali”, ha replicato l’assessora azzurra Luisa Regimenti.
La rivelazione del quotidiano Domani
Marcello De Angelis, uomo di stretta fiducia del governatore Francesco Rocca, eletto in quota Fratelli d’Italia attacca le alte cariche dello Stato. Anche il presidente del Senato La Russa aveva parlato di «strage neofascista»
giuseppe salvaggiulo
Video "Non ricordare mai nelle stragi nazifasciste le responsabilità del fascismo, sia quello repubblicano che quello del ventennio, è vergognoso". Sergio Fogagnolo è il figlio del partigiano Umberto, uno dei 15 che vennero prelevati dal carcere di San Vittore il 10 agosto 1944 per essere fucilati in piazzale Loreto. Al termine del suo discorso commemorativo, tenuto davanti a oltre 200 persone nella stessa piazza che fu il teatro dell'esposizione pubblica dei corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci nel 1945, esprime il suo punto di vista anche sulla polemica scatenata dal portavoce di Regione Lazio Marcello De Angelis rispetto alla strage di Bologna: "C'è una volontà di scindere le proprie responsabilità politiche dalle radici che invece rivendicano. Una forma di schizofrenia politica, interessante per i politologi, ma dannosa per il paese". Con lui anche il presidente provinciale dell'Anpi di Milano, Roberto Cenati: "Inaccettabile la presa posizione sulla strage di Bologna, anche perché - ha detto Cenati - proviene non da un normale cittadino, ma da un soggetto che ricopre un ruolo all'interno delle istituzioni. Stanno tentando di riscrivere la storia".
Di Andrea Lattanzi