il casoNon era in un bunker sottoterra in Calabria, ma a Genova, inginocchiato a pregare nella centralissima cattedrale di San Lorenzo. «Chi siete?» domanda a tre investigatori in borghese. «I carabinieri del Ros» rispondono e lì la paura dipinta sul volto di Pasquale Bonavota, il boss bambino che g
La figlia del Cavaliere scrive al Giornale: non ci si ferma neanche di fronte alla sua scomparsa
Gli omicidi del commissario Beppe Montana e del vicequestore Ninni Cassarà. Nel 1985 il sacrificio di due uomini di legge che sono stati inghiottiti dalla “palude”
Francesco La Licata
Maurizio Delucia: è uno strumento utile per colpire i disvalori
giuseppe legato
m. grazia piccalugaMartedì Giancarlo Caselli, che ha guidato la Procura di Palermo ma è stato in prima linea nei principali fatti italiani, dal terrorismo ai No Tav, incontrerà gli studenti del liceo Copernico di Pavia, nell'ambito del ciclo "Incontri con la scuola" promosso da Costantino Leanti. Do
il casoRiccardo ArenaConiano un neologismo - "scarantinizzazione" - che è brutto da leggere e da pronunciare, ma è ancora peggio se si pensa al significato che i giudici di Caltanissetta gli attribuiscono: avere consentito a un picciotto di borgata di condizionare la Giustizia, al punto da avere pub
Le carte dell’indagine che ha portato all’arresto del noto ristoratore Mario Di Ferro. Nell’inchiesta è finito anche l’ex presidente della giunta regionale
giuseppe legato
«Francis Ford Coppola era un regista poco conosciuto. Nessuno fino a quel momento aveva affrontato un tema difficile come Cosa Nostra»
ALESSANDRO QUAGLINI
Il professionista è un dipendente del Comune. In cella anche il tecnico radiologo che fece la Tac al superlatitante dopo la scoperta della malattia e un operaio che gli fornì un’utenza telefonica. Sono in corso perquisizioni in Lombardia e nella provincia di Trapani
andrea siravo
Riccardo Arena / PALERMOÈ stata la giornata del silenzio, non solo per il classico brano musicale in stile militare, eseguito dalla tromba alle 16,58, l'orario dell'esplosione. Trent'anni dopo la strage, il silenzio lo ha voluto lui, Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e anima delle Agende rosse