"Finché non saremo libere": l'arte delle donne, dall'Iran e dal mondo, in mostra a Brescia
Video Finché non saremo libere è la mostra allestita negli spazi del Museo di Santa Giulia a Brescia, all’interno del palinsesto del Festival della Pace. Un coro di artiste provenienti da Paesi diversi, alcuni oppressi da regimi totalitari, rivendica una condizione di parità della donna, chiede che i diritti siano uguali per tutti, che garantiscano un'esistenza libera accettata ovunque. Una piccola modifica al titolo del libro “Finché non saremo liberi. Iran la mia lotta per i diritti umani” di Shirin Ebadi, avvocatessa e pacifista iraniana esule dal 2009, prima donna musulmana Premio Nobel per la pace (2003), per abbracciare un progetto di ampio respiro artistico, sociale e politico. “Brescia Musei – ha sottolineato Stefano Karadjov, direttore Fondazione Brescia Musei – intende agire come attore politico e pubblico proponendo un programma culturale che ristabilisca la centralità delle Istituzioni museali quali soggetti consapevoli delle sfide del nostro tempo. Farlo attraverso lo sguardo di artiste militanti come Zehra Dogan e tramite tre generazioni di artiste iraniane, tra cui le maestre Sonia Balassanian e Farideh Lashai, permetterà al pubblico di sentirsi parte attiva di una nuova interpretazione della definizione di Museo”. Nel focus sull'Iran la mostra, curata da Irene Bernardi e organizzata in collaborazione con l'Associazione Genesi, presenta una performance dell'artista Zoya Shokoohi.
a cura di Valentina Tosoni
Info: Museo di Santa Giulia, Brescia, fino al 28 gennaio.
Il 25 novembre, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la mostra è visitabile gratuitamente