Omicidio Sharon Verzeni, il legale del reo confesso: "Moussa Sangare conferma di aver ucciso senza motivo"

Video Moussa Sangare, il 30enne che ha confessato l'omicidio di Sharon Verzeni, durante l'interrogatorio di questa mattina nel carcere di Bergamo, dove si trova in una cella singola dallo scorso venerdì, ha ''risposto alle domande'' della gip Raffaella Mascarino e ''sostanzialmente ha confermato le dichiarazioni che aveva già reso''. Lo ha riferito ha riferito il suo legale, Giacomo Maj. Il legale ha confermato le altre dichiarazioni già rese e che ha ucciso Sharon Verzeni  ''senza un motivo'', solo perché ''sentiva il feeling di fare del male''. La procura, che contesta a Sangare l'omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, ha chiesto al gip la convalida del fermo e l'applicazione della custodia cautelare in carcere.

Omicidio Verzeni, la pm: "Piena confessione, prima di Sharon l'assassino ha minacciato con il coltello due sedicenni"

Video “Ha reso piena confessione, non c’è nessun movente. La signora Verzeni si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Lo ha detto la procuratrice aggiunta Maria Cristina Rota, nel corso della conferenza stampa in procura a Bergamo. Prima di scegliere "come vittima" Sharon Verzeni l'assassino, il 31enne Moussa Sangare, fermato nella notte dai carabinieri di Bergamo, "avrebbe puntato il coltello" contro due ragazzini di 15 e 16 anni "minacciandoli", ha spiegato la procuratrice, appellandosi ai giovani che non si sono presentati agli investigatori. Sarebbero stati "vicini alla scena del crimine" e "li invito a presentarsi in una caserma delle forze dell'ordine".

Omicidio Sharon Verzeni, Ruocco: "Spero che trovino presto il colpevole"

Video "Oggi non vado a lavorare, vado domani". Sergio Ruocco arriva in via Adda a bordo della Punto rossa guidata dal suocero, Bruno, il padre di Sharon Verzeni, sul sedile del passeggero la madre della donna uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo, che non parla e dribbla i giornalisti in attesa. Ruocco, il compagno di Sharon, è tranquillo e alla domanda se per oggi sono previste nuove convocazioni da parte dei carabinieri risponde: "Non penso. Spero che i carabinieri trovino presto il colpevole ma noi non possiamo dare più di tanto una mano. Quello che sappiamo lo abbiamo già detto". I cronisti chiedono che impatto avrebbe scoprire che l'assassino è una persona conosciuta e a quel punto interviene il padre della donna che chiudendo il cancello della villetta dice: "Sarebbe peggio, ma non pensiamo proprio". L'ARTICOLO Omicidio Sharon Verzeni, l’altra verità dei vicini di casa: “Da tempo lei usciva sola di sera tardi”