Sharon Verzeni, fermato il trentunenne in bici. La confessione: “Volevo uccidere qualcuno”. In casa aveva una sagoma su cui lanciava coltelli
Salvini attacca: origini nordafricane e cittadinanza italiana, se è stato lui pena esemplare
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Video Moussa Sangare, il 30enne che ha confessato l'omicidio di Sharon Verzeni, durante l'interrogatorio di questa mattina nel carcere di Bergamo, dove si trova in una cella singola dallo scorso venerdì, ha ''risposto alle domande'' della gip Raffaella Mascarino e ''sostanzialmente ha confermato le dichiarazioni che aveva già reso''. Lo ha riferito ha riferito il suo legale, Giacomo Maj. Il legale ha confermato le altre dichiarazioni già rese e che ha ucciso Sharon Verzeni ''senza un motivo'', solo perché ''sentiva il feeling di fare del male''. La procura, che contesta a Sangare l'omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, ha chiesto al gip la convalida del fermo e l'applicazione della custodia cautelare in carcere.
La caccia al killer è durata 30 giorni tra esami delle telecamere, centinaia di testimonianze e sospetti sul compagno
MONICA SERRAA Terno d’Isola strade chiuse e metal detector: si cerca il coltello che ha ucciso
andrea siravoI drammatici momenti dell’aggressione mortale. La confessione: «Volevo colpirla al cuore»
Monica SerraL’avvocato della famiglia: «Si è parlato di “verosimile incapacità” ancora prima di un esame completo»
Italiano di origini maliane, era già indagato per maltrattamenti contro la madre e la sorella
Andrea SiravoL’ex compagno della premier rimette i panni del giornalista per la kermesse di Affari Italiani in Puglia. L’iniziativa a Ceglie Massapica, non lontano dal resort dove Meloni ha trascorso le vacanze in famiglia
luca monticelliVideo “Ha reso piena confessione, non c’è nessun movente. La signora Verzeni si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Lo ha detto la procuratrice aggiunta Maria Cristina Rota, nel corso della conferenza stampa in procura a Bergamo. Prima di scegliere "come vittima" Sharon Verzeni l'assassino, il 31enne Moussa Sangare, fermato nella notte dai carabinieri di Bergamo, "avrebbe puntato il coltello" contro due ragazzini di 15 e 16 anni "minacciandoli", ha spiegato la procuratrice, appellandosi ai giovani che non si sono presentati agli investigatori. Sarebbero stati "vicini alla scena del crimine" e "li invito a presentarsi in una caserma delle forze dell'ordine".
Video "Oggi non vado a lavorare, vado domani". Sergio Ruocco arriva in via Adda a bordo della Punto rossa guidata dal suocero, Bruno, il padre di Sharon Verzeni, sul sedile del passeggero la madre della donna uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo, che non parla e dribbla i giornalisti in attesa. Ruocco, il compagno di Sharon, è tranquillo e alla domanda se per oggi sono previste nuove convocazioni da parte dei carabinieri risponde: "Non penso. Spero che i carabinieri trovino presto il colpevole ma noi non possiamo dare più di tanto una mano. Quello che sappiamo lo abbiamo già detto". I cronisti chiedono che impatto avrebbe scoprire che l'assassino è una persona conosciuta e a quel punto interviene il padre della donna che chiudendo il cancello della villetta dice: "Sarebbe peggio, ma non pensiamo proprio". L'ARTICOLO Omicidio Sharon Verzeni, l’altra verità dei vicini di casa: “Da tempo lei usciva sola di sera tardi”
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