Delhi, per il G20 il governo rade al suolo un intero slum per abbellire l’area

Video I residenti della baraccopoli  Janta a Delhi sono stati sgomberati perché troppo vicini al veritce del G20 Alcuni abitano in quello "slum" da 20 anni. Molti di loro si sono rivolti all'Alta Corte di Delhi per fermare gli sfratti, ma la corte ha dichiarato illegali gli insediamenti. Poi le autorità cittadine hanno ordinato loro di sgomberare per fare posto al lavoro di abbellimento per il vertice che inizierà il 9 settembre. Qualche migliaio le persone rimaste senza tetto, ad aggiungersi alla massa di poveri della città. "I funzionari governativi del primo ministro Narendra Modi non sentono ragioni: “Le case sono illegali” dicono “costruite su terreni governativi”. Una stima del 2021 calcola in circa 13,5 milioni le persone che vivono negli slum in India, quasi 3 milioni nella sola capitale Delhi. La maggior parte dei residenti lavora nelle zone vicine e vive da decenni negli slum, in piccole case di fortuna.

L'edificio per uffici più grande del Pentagono dove vengono lavorati quasi tutti i diamanti del mondo

Video La città indiana di Surat è diventata uno dei principali centri per l'industria dei diamanti, grazie al nuovo Surat Diamond Bourse, un imponente edificio di 15 piani che si estende su oltre 141.000 metri quadrati. Circa il 95% dei diamanti del mondo viene lavorato qui. Il complesso ospita oltre 65.000 professionisti del settore e si dichiara il più grande edificio per uffici al mondo, superando il Pentagono. Il progetto è stato completato dopo quattro anni di lavoro, con ritardi dovuti alla pandemia di Covid-19. L'inaugurazione è prevista per quest'anno con la partecipazione del Primo Ministro indiano Narendra Modi. La sostenibilità e il risparmio di tempo per i professionisti del settore sono stati obiettivi chiave del progetto. Inoltre, ha suscitato interesse per ulteriori sviluppi nella zona, come il piano per costruire una "città intelligente" di oltre 7 km quadrati chiamata "Dream City".

India, costrette a sfilare nude dopo stupro. La furia delle donne: incendiano casa del violentatore

Video Continuano gli scontri nello stato nord-orientale di Manipur dopo la diffusione di un video nei giorni scorsi che ritraeva due donne di etnia Kukis costrette a sfilare lungo le vie del villaggio dopo aver subito uno stupro di gruppo. Una violenza che risale a maggio e che ha gettato benzina in una situazione già molto tesa. Lo stato infatti da mesi è teatro di scontri costati finora la vita ad almeno 120 persone tra le comunità Meitei, di religione induista e quella Kukis, a maggioranza cristiana.  Dopo la diffusione delle immagini che hanno generato forte indignazione in tutto il paese, il primo ministro Narendra Modi ha definito il fatto come "una vergogna per l'intera nazione". La polizia ha arrestato quattro sospetti e lo stesso giorno un gruppo di attiviste - della stessa comunità Meitei dei sospettati - ha appiccato il fuoco alla casa di uno di loro e l'ha incendiata. Il Manipur è governato dal partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party, lo stesso del premier Modi.

Quei fragili equilibri del disordine globale

Come cambia l’ordine mondiale con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca? In quest’anno elettorale, in cui circa metà della popolazione mondiale ha potuto recarsi alle urne, il voto di gran lunga più importante è stato quello americano. Nonostante sia passata l’era dell’egemonia statunitense...