Il filosofo sul parallelo con la Francia: «Meloni, a differenza di Le Pen, è una premier in carica che ha preso le distanze dal passato con pieno riconoscimento internazionale»
francesca paci
Il filosofo: «Richiamare l’antifascismo non può sostituire un programma politico. È un valore fondante della Costituzione ma messe le fondamenta bisogna costruire»
paolo griseri
L’ex presidente Pd: «Non è semplice ma è necessario per creare l’alternativa. Matteo? Se vuole noi, lasci le giunte di centrodestra a Genova e in Basilicata»
francesca schianchi
Video "Non ci sono più leader nè in Europa nè negli Stati Uniti..l'unico vero leader sono io". Queste sono le parole di Silvio Berlusconi trapelate dall'audio esclusivo durante la riunione di FI alla Camera. Il filosofo Massimo Cacciari commenta a Metropolis: "Condivido quando dice che non ci sono più leader validi in Europa. Se ci fossero stati, la situazione sarebbe completamente diversa. Il problema si pone nel momento in cui è lui a dirlo".
Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito.
Il filosofo: «Il problema non è soltanto Le Pen, è da irresponsabili per i Popolari cantare vittoria. Schlein ha capito che seguire Renzi o Calenda sarebbe stata la fine. Meloni dovrebbe proporre Draghi»
annalisa cuzzocrea
Lunedì la prima delle tre serate col prologo di Andrea Moro. Lo scrittore algerino ricercato in patria si collegherà da remoto
Roberto Lodigiani
«Il suo partito a conduzione carismatica è diventato un modello egemone. Nei suoi 30 anni l’Italia è peggiorata. La scelta della sinistra di attaccarlo sul piano giudiziario anziché su quello politico è stata suicida»
andrea malaguti
Il politologo: «Meloni liquiderà il passato della destra con una dolce morte. Il caso Roccella? Violenza e intolleranza abitano qualunque ideologia»
francesco rigatelli
Il figlio del presidente Usa era accusato di possesso illegale di arma da fuoco. A settembre lo attende anche il processo per frode fiscale. Joe non gli darà la grazia: «Rispetto il verdetto, ma resto al fianco di mio figlio»
Alberto Simoni
Da giovane era stato dirigente della Gioventù di Azione cattolica (Giac) negli anni Cinquanta, ma ne era stato radiato, per qualche anno aveva militato nel Partito socialista, dove conobbe Raniero Panzieri e collaborò alla sua rivista «Quaderni Rossi»
Fabio Martini