La Provincia pavese al Fraschini: l'abbraccio di città e istituzioni

Video Sul palco del teatro Fraschini per festeggiare i 155 anni della Provincia pavese e presentare la nuova proprietà al territorio hanno sfilato Ferruccio De Bortoli, Mauro Repetto, Didi Gnocchi, Drupi, si è parlato anche del delitto di Garlasco con la giornalista Maria Fiore. Il saluto del direttore de La Provincia Pavese ha aperto la serata. Da Giacomo Bedeschi è arrivato un ringraziamento al pubblico e ai giornalisti e giornaliste del presente e del passato, con una menzione speciale per Pierangela Fiorani, ex direttrice pavese, presente in platea. «Siamo gli storici dell’oggi, perché ogni giorno raccontiamo le storie del territorio – ha detto il direttore –. I 155 anni potrebbero essere un peso, sono invece un grande onore che difendiamo con orgoglio».  «L’ultimo festeggiamento, per i 150 anni, era stato in epoca Covid, quindi essere qui oggi è ancora più significativo – ha detto il sindaco di Pavia Michele Lissia –. Sono legato al valore della libertà di stampa, anche quando comporta critiche nei confronti del nostro operato». Dopo di lui è toccato al presidente provinciale Giovanni Palli: «A febbraio 2024 avevo scritto una lettera alla comunità perché ero preoccupato per il futuro del giornale. Oggi grazie a Sae la provincia di Pavia ha la garanzia che il suo mezzo di informazione resiste e a loro va un ringraziamento». La serata è stata l’occasione per Sae, che dalla scorsa estate è l’editore de La Provincia Pavese, di presentarsi alla città. In prima fila c’era il fondatore e presidente Alberto Leonardis, accanto a lui il direttore editoriale Antonio Di Rosa. A rappresentare il gruppo sul palco c’era invece Francesco Svelto, ex rettore dell’Università di Pavia e da poco presidente di Sae Lombardia: «Io non sono un uomo di comunicazione ma ho visto e apprezzato il vostro lavoro dall’altra parte – le sue parole –. Sono onorato di questo ruolo che mi è stato proposto e della bella sfida da affrontare insieme». Tra i soci di Sae Lombardia c’è Fondazione Monte di Lombardia. «Ci teniamo a essere presenti a Pavia e la nostra missione si sposa con quella del quotidiano - ha spiegato il presidente Mario Cera - Sae è un editore indipendente e l’editoria deve esserlo. Questo è un motivo in più per stare al suo fianco in questa sfida». Didi Gnocchi ha raccontato il suo percorso e lo ha fatto partendo proprio da quando, diciottenne, si presentò a Gaetano Rizzuto, allora direttore di una Provincia che era appena entrata nel circuito del gruppo L’Espresso: «L’abitudine di cercare anche il minimo refuso in pagina – ha raccontato – mi ha insegnato l’importanza dell’accuratezza ed è stata utilissima quando sono arrivata in Mediaset». Gnocchi ha poi raccontato della trilogia di documentari dedicati alla storia di Pavia e di un amore che arriva da lontano «anche se ogni tanto Pavia è come quei lampioni che vengono circondati dalla nebbia». Video Garbi

Il prossimo rettore dell'università: «Lavorare tutti insieme per Pavia»

Video «L’Università è un luogo naturale per creare coordinamento e iniziative, ma bisogna lavorare più in sinergia. L’integrazione con il territorio, le imprese e il sistema sanitario può dare quella marcia in più a Pavia. Spero di dare un contributo alla comunità, e non intendo solo quella accademica». È il messaggio di Alessandro Reali nella sua prima uscita pubblica dopo l’elezione a rettore, incarico che assumerà il 1° ottobre. Sul palco allestito nel cortile del Broletto per il Ticinum Festival, Reali si è confrontato nell’incontro – moderato dal direttore della Provincia Pavese Giacomo Bedeschi – con il sindaco Michele Lissia, l’assessora regionale alla Famiglia Elena Lucchini, il presidente della Fondazione Monte di Lombardia Mario Cera, l’onorevole Alessandro Cattaneo. Video Garbi

La voce degli azionisti delle società quotate, il convegno del centro studi Guido Rossi a Pavia

Video Il rapporto tra investitori e società quotate, gli obiettivi che queste sono chiamate a perseguire, le novità del Tuf (il Testo unico delle disposizioni sull’intermediazione finanziaria), in particolare i limiti previsti per la partecipazione alle assemblee. Sono alcuni dei temi dibattuti nel convegno organizzato dal centro studi Guido Rossi nell’aula magna del collegio Ghislieri, introdotto da Mario Cera, direttore scientifico dell’organismo di ricerca, su «La “voce” degli azionisti nelle società quotate». Tra gli interventi, particolarmente interessanti quelli dei presidenti di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, e di Bpm, Massimo Tononi, stimolati da Piergaetano Marchetti, professore emerito di diritto commerciale. «Le grandi società quotate hanno il compito di guidare il cambiamento e la distribuzione della ricchezza, incamminando il pianeta verso sostenibilità ambientale e sociale – ha detto Gros-Pietro – ma anche segnalando quando questi obiettivi non sono realizzabili, come sullo stop previsto dalla Ue ai motori endotermici».