Le due, secondo l'accusa, avrebbero falsificato gli esiti di un test psicodiagnostico, che tra l'altro non potevano utilizzare, per far emergere un grave deficit cognitivo della donna
Video "Non ha mai chiesto scusa, nemmeno nelle lettere che ha inviato a me e a mia madre, e non le risponderò mai fino a che non chiederà almeno scusa. Io sono contro mia sorella ed è la parte giusta, perché quella che è morta è mia nipote". Lo ha detto Viviana Pifferi, sorella di Alessia, la 37enne a processo con l'accusa di aver lasciato morire di stenti la figlia Diana, di un anno e mezzo, al termine dell'udienza in Corte d'Assise a Milano. La zia della piccola, assieme alla nonna, ossia la madre di Alessia Pifferi, sono parti civili nel processo. Secondo Viviana Pifferi, è "stato giusto" non concedere la perizia sulla capacità di stare in giudizio della sorella: "Per una settimana l'ha abbandonata, non può essere un raptus di dieci minuti", ha aggiunto. "Io non la so più definire mia sorella, se quella è ancora mia sorella".
Si riapre il processo di secondo grado dopo l’accoglimento dell’istanza della difesa della donna condannata all’ergastolo per l’omicidio pluriaggravato della figlia Diana
Alessia Pifferi, mamma della bimba di 18 mesi deceduta dopo esser stata lasciata 6 giorni in casa da sola, è accusata di omicidio volontario aggravato
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Il pm: con i ripetuti colloqui in prigione non è stato fatto un percorso di assistenza
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Gli avvocati della donna accusata di aver lasciato morire la figlia: «Alessia vuole solo che tutta Italia sappia che non voleva uccidere sua figlia. Se avesse potuto parlare, lo avrebbe detto»
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La perizia psichiatrica firmata dallo psichiatra forense Elvezio Pirfo, disposta dalla Corte d'Assise di Milano
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Uccisi da una mamma, dalla persone di cui più si fidavano. Vite interrotte quelle dei piccoli, prima ancora di cominciare, quando ancora gli occhi guardano al mondo pieni di stupore e meraviglia. Dal 2000 al 2023, secondo i dati Eures, in Italia sono stati registrati 535 infanticidi, che costitu...
La donna è imputata per l’omicidio pluriaggravato di Diana, la figlia di quasi 18 mesi rimasta per una settimana a casa da sola. Il caso risale al luglio 2022 e la tragedia avvenne nell’abitazione di Ponte Lambro. Oggi i legali della donna dicono: «Ha un quoziente intellettivo di una piccola di 7 anni, non c’è dolo»
andrea siravo
Si allarga la criticatissima indagine del pm De Tommasi: accertamenti su altre due professioniste della presunta «rete criminale». Avvocati sul piede di guerra
Monica Serra