Teheran, le voci dei dissidenti: “In Iran c’è chi esulta, ma il regime non cadrà”
Le critiche ai pasdaran e i dubbi sull’accaduto: “Perché Khamenei non ha fatto il massimo per difendersi?”
Giuseppe AcconciaLe critiche ai pasdaran e i dubbi sull’accaduto: “Perché Khamenei non ha fatto il massimo per difendersi?”
Giuseppe AcconciaA madre, padre e fratello di Mahsa Amini sono stati ritirati i passaporti, la premiazione sarà il prossimo 12 dicembre
La cantautrice iraniana si è esibita con la sua band senza hijab e in abito da sera
Video Il regime iraniano ha lanciato una nuova campagna per costringere le donne a indossare il velo islamico e la polizia morale è tornata in strada 10 mesi dopo la morte di Mahsa Amini, la ragazza deceduta dopo essere stata arrestata per non avere indossato correttamente il velo. Il caso aveva scatenato proteste in tutto il paese, per mesi. In conseguenza di ciò la polizia morale si era in gran parte ritirata dalle strade. Le proteste nel frattempo sono terminate e ora la polizia morale è tornata a presidiare le strade. In un video che sta facendo il giro della rete uno dei primi nuovi arresti, un’adolescente fermata, urla e chiede aiuto mentre viene bloccata da un’agente donna.
La ragazza era morta nel 2022 dopo un arresto per non aver indossato correttamente il velo
Il ministero dell'Istruzione ha annunciato che non saranno forniti servizi alle studentesse che «non si attengono al codice di abbigliamento delle scuole»
La risposta alla confessione estorta alle cinque prigioniere è un fiorire di trailer musicali analoghi nelle strade del Paese e sui social. Ieri sera gruppi di giovani hanno guidato manifestazioni a Teheran, Mashhad, Qazvin, Malayer
francesca paci«Non è Israele a dover liberare gli iraniani», ci ha spiegato l’attivista curdo Keivan, 36 anni, da Sanandaj. Questa città del Kurdistan iraniano è stata una delle più coinvolte nel movimento “Donna, vita, libertà”, innescato dall’uccisione di Mahsa Amini per mano della polizia morale nel settem...
GIUSEPPE ACCONCIAL’attivista sfida il regime: ho documentato personalmente casi di torture
Il giornalista, marito di Narges Mohammadi, detenuto a Evin per 13 anni: «Temo che la interrogheranno per farle dire cose da usare contro di lei»