Video "Tanto più la richiesta proveniente dalla Corte Penale Internazionale è articolata e complessa, tanto maggiore deve essere la riflessione, anche critica, sul suo procedere logico, sulla sua coerenza argomentativa, sui dettagli degli elementi citati e sulla coerenza delle conclusioni cui perviene. Coerenza che manca assolutamente, è un atto, secondo noi, radicalmente nullo". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri.
Il ministro ha poi denunciato nell'atto di richiesta una "incertezza assoluta" a cominciare, ha sottolineato, "dalla data in cui sarebbero avvenuti i crimini: si dice a partire dal marzo 2015 ma nel preambolo si parlava del febbraio 2011, quando Gheddafi era ancora al potere".
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Video "A seguito della mancata convalida dell'arresto da parte della Corte d'appello di Roma, considerato che il generale Almasri era a piede libero in Italia e presentava un profilo di pericolosità sociale, come emerge dal mandato di arresto emesso in data 18 gennaio dalla Corte penale internazionale, ho adottato un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato ai sensi dell'articolo 13, comma 1, del Testo unico in materia di immigrazione". Lo ha detto in question time al Senato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi rispondendo ad una interrogazione del Pd.
"Il provvedimento - ha aggiunto il ministro - è stato notificato all'interessato al momento della scarcerazione e, nella serata del 21 gennaio, ha lasciato il territorio nazionale. Evidenzio che l'espulsione che la legge attribuisce al ministro dell'Interno e' stata individuata quale misura in quel momento piu' appropriata, anche per la durata del divieto di reingresso, a salvaguardare la sicurezza dello Stato e la tutela dell'ordine pubblico che il Governo pone sempre al centro della sua azione". "Per ogni ulteriore approfondimento - ha ribadito il titolare del Viminale - il Governo riferirà quanto prima al Parlamento in modo più circostanziato"
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