Usa, Harris: "Stiamo distribuendo cibo, acqua e generatori nelle zone colpite dall'uragano Helene"

Video La vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris ha iniziato il suo discorso a Las Vegas parlando della devastazione provocata dall'uragano Helene nel sud-est del Paese, dicendo di essere stata informata dalla direttrice dell'Agenzia federale per la gestione delle emergenze Deanne Criswell e parlando della risposta del governo. Joe Biden ha dichiarato che visiterà, accompagnato dalla candidata democratica, le aree colpite questa settimana, a condizione che ciò non interrompa le operazioni di soccorso e recupero. Il bilancio complessivo delle vittime è salito ad almeno 84 persone in diversi stati. Kamala Harris ha affermato che la Casa Bianca sta dando agli stati "tutto ciò che abbiamo" per aiutarli nella reagire alla devastazione dell'uragano.

Kamala Harris a Oprah Winfrey: "Sì, ho un'arma. Se un intruso entra in casa, sparo"

Video Durante un'intervista con Oprah Winfrey, la vice presidente e candidata alla Casa Bianca Kamala Harris ha dichiarato che possiede un'arma e se qualcuno dovesse entrare nella sua abitazione, non esiterebbe a sparare. L'affermazione, fatta mentre si discuteva di leggi sulle armi, è stata seguita da una risata, con Harris che ha riconosciuto di "non aver dovuto dirlo". La dichiarazione arriva in un clima di crescente preoccupazione per la violenza politica, dopo un secondo tentativo di omicidio contro Donald Trump. Harris aveva già detto di possedere un'arma nel 2019, sottolineando che la possiede per motivi di sicurezza personale.

Usa 2024, Biden indossa un cappello pro-Trump e scherza con un elettore repubblicano: "Il mio nome? Non ricordo, sono vecchio! "

Video Divertente siparietto di Joe Biden con un fan di Donald Trump. Durante una visita alla stazione dei pompieri di Shanksville, in Pennsylvania, per le celebrazioni dell'11 settembre, il presidente si intrattiene con un uomo con il cappellino di Trump a cui regala il suo cappellino presidenziale. "Me lo autografi? Ti ricordi il tuo nome?", scherza il supporter del tycoon repubblicano. "No, non me lo ricordo, sono vecchio e sono lento", la replica ironica del capo della Casa Bianca. "Sei un vecchiaccio", insiste l'interlocutore, sorridendo. "Ma anche tu ne sai qualcosa a proposito dell'essere vecchio", controreplica Biden, che aggiunge: "Mi ricorda un ragazzo con cui sono cresciuto nel quartiere". Poi nel consegnare il cappello firmato al trumpiano gli dice: "Ho bisogno di quel cappello", indicando il copricapo con la scritta 'Trump 2024'. "Vuoi il mio autografo?", gli chiede l'uomo porgendogli il cappellino. Infine il presidente, sorridendo, si mette in testa il cappellino della campagna di Trump tra l'ilarità e gli applausi dei presenti, mentre il suo interlocutore indossa quello presidenziale e dice a Biden: "Ora sono orgoglioso di te, vecchiaccio". La Casa Bianca poi ha spiegato che quello del presidente è stato "un segno di distensione e unità in una giornata di lutto e commemorazione per gli Stati Uniti".

Kamala Harris sull'immigrazione: "Correggerò il sistema fallimentare di Trump"

Video Kamala Harris ha promesso di "correggere il sistema dell'immigrazione che è fallimentare". "Donald Trump crede che un accordo sui confini danneggerebbe la sua campagna, quindi ha ordinato ai suoi alleati al Congresso di bocciarlo", ha detto durante la Convention democratica di Chicago in cui ha accettato la candidatura per la Casa Bianca. "Io mi rifiuto di fare politica con la nostra sicurezza". La vicepresidente affronta il nodo dell'immigrazione, suo tallone di Achille che la espone a forti critiche da parte dei repubblicani. Harris si è impegnata a intervenire e riformare il sistema dell'immigrazione, anche offrendo un percorso di cittadinanza a chi lo merita, e risolvere l'emergenza al confine. LEGGI ANCHE: Un futuro di ottimismo contro l’odio di Donald Trump  | Gioia, musica e voglia di libertà: da Oprah a Pink, la Convention diventa pop

Alla Convention dem di Chicago c'è anche Trump. Ma è solo un sosia

Video Donald Trump ha fatto la sua comparsa alla convention Democratica di Chicago. Calmi, non era proprio il tycoon, ma un perfetto sosia, stessa corporatura, viso con il makeup arancione, che si è sistemato dietro un banchetto con copie del “Project 2025”, la contestata agenda di destra che immagina una svolta cristiano nazionalista con il ritorno di Trump alla Casa Bianca. Il tycoon vero ha preso le distanze nelle scorse settimane, dicendo di non saperne niente. Il suo sosia, un attivista democratico, no. In piedi in una piazzola a ridosso del perimetro di sicurezza della convention, ha posato per i media. Inutile chiedergli il nome. “Il mio nome è Donald Trump”, ha risposto ai reporter. Accanto a lui due tipi nei panni di membri del suo staff, chiedevano ai fotografi se volevano “un autografo del presidente”. Il sosia del tycoon ha parlato di “progetto paranoico” all’assalto dell’America. Ha accennato la danza che il vero Trump esibisce a ogni comizio, ma non il movimento a fisarmonica con le mani. Qualcuno gliel’ha chiesto, ma il sosia non ha seguito il consiglio. Già così, però, è apparso molto simile all’originale.