Giornata del laureato, il rettore e la missione internazionale dell'Università di Pavia

Video Un ateneo internazionale che vuole attirare studenti e talenti da tutto il mondo, un ateneo italiano che ha raggiunto il proprio record di iscritti e che non ha paura di formare giovani che andranno a lavorare all’estero. Il rettore Francesco Svelto nel suo intervento alla Giornata del laureato nel cortile Teresiano parla del ruolo dell'università di Pavia nella vita della città e mette l’accento sul fatto che i giovani che vanno all’estero non sono cervelli in fuga, ma ambasciatori dell’Italia migliore. «La vostra stella polare deve essere la crescita formativa e l’apertura di nuovi orizzonti – ha detto ai superlaureati –. Sta alle istituzioni, alla comunità creare tutte le condizioni perché voi decidiate di fare ricerca, lavorare e vivere in Italia. La missione che questa Università si è data è quella di essere sempre più inclusiva, internazionale, con una ricerca di alta qualità. E capace di contribuire a formare un eco-sistema con le imprese più innovative». (video Garbi)

Studenti in protesta sotto il rettorato: "L'Università faccia pressione sul governo Israeliano"

Video Dopo 20 giorni di occupazione pacifica del cortile Volta (sede centrale dell'ateneo) i Giovani per la Palestina ritornano sotto le finestre del rettorato per chiedere la sospensione di tutti gli accordi accademico scientifici tra l'Università di Pavia e gli enti e le società Israeliane: questo lo strumento scelto dagli studenti e le studentesse per protestare contro l'invasione israeliana della Striscia di Gaza, che ha già causato 35mila morti in larga parte civili. La protesta è scoppiata all'indomani delle dichiarazioni del rettore Francesco Svelto, che in una lettera indirizzata agli universitari in protesta ha scritto che interrompere i rapporti accademici con Israele sarebbe una "un modo sbagliato di affrontare la questione, in quanto porterebbe a isolare la società israeliana anche in quella parte, non certo piccola, contraria alla guerra". I giovani per la Palestina hanno risposto lasciando scivolare una lettera sotto le porte della segreteria del rettorato, come risposta alle posizioni assunte da Svelto: "L'assemblea per la Palestina considera legittima e doverosa questa rivendicazione, ritendendo che il boicottaggio accademico possa facilitare il raggiungimento di un punto di svolta perché si tratta di uno strumento per esercitare pressione sulle istituzioni e il governo israeliano. Non si parla di cancellare i rapporti individuali tra intellettuali italiani, israeliani e palestinesi, né di isolare la parte di società contraria al genocidio. Parte che, ricordiamo, è già isolata dal proprio governo. Il rettore sostiene di non essere indifferente al conflitto in Palestina - si legge - ma non adotta misure concrete per raggiungere la cessazione del conflitto, nei limiti delle sue possibilità istituzionali. Invitiamo il rettore a convocare un senato accademico straordinario per parlare di questi temi". Servizio Puccio, video Garbi