Video "Dopo Geo Barents la sentenza sul risarcimento a Sea Watch? Noi fino a ora abbiamo praticato il confronto con queste sentenze impugnandole e continueremo a farlo. Quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio. Anche in questo caso faremo cosi'". Cosi' il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha risposto a margine dell'evento di questa mattina alla stazione Termini di Roma dove e' stato inaugurato un nuovo ufficio della questura.
Video "Ho visto il post della premier sono pienamente d'accordo e la ringrazio per non aver avuto esitazione nel denunciare una cosa che ci sembra assurda, non deve entrare nella polemica referendaria ma va stigmatizzato un provvedimento che rende sempre piu' difficile far rispettare le leggi. Credo sia sotto gli occhi di tutti la abnormita' di una sentenza che vuole premiare chi aveva speronato una nave italiana delle forze dell'ordine". Cosi' il presidente del Senato Ignazio La Russa a margine di un evento oggi a Roma a proposito della sentenza sulla ong Sea Watch.
Video "Non solo all'epoca la Rackete e' stata assolta perche' secondo alcuni magistrati e' consentito forzare un blocco di polizia in nome dell'immigrazione illegale di massa. Oggi i giudici prendono un'altra decisione che lascia letteralmente senza parole: hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76mila euro, sempre degli italiani, la ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete, perche' dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l'imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro". Cosi' la premier Giorgia Meloni in un video sui social commenta la decisione del Tribunale di Palermo sul risarcimento a favore di Sea Watch. (NPK) Instagram Giorgia Meloni +++ ATTENZIONE: IL VIDEO NON PUO' ESSERE PUBBLICATO SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ ++ HANDOUT - NO SALES +++
In seguito alla morte 94 persone sono accusati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. A loro viene contestato di non aver attivato le operazioni di salvataggio nonostante le segnalazioni dell’agenzia Frontex
La Ong: «La violenza alle frontiere non si ferma nemmeno a Natale»
Altre cinquanta vittime al largo della Libia e due donne inghiottite dal mare a 45 miglia da Lampedusa
La denuncia sui social: “Contro di noi centinaia di colpi. Stiamo bene, ricostruiremo gli eventi”
Vito Iannone e l’odissea di una ragazza etiope e della sua piccola: “Ora bisogna capire dove andranno, hanno bisogno di un luogo sicuro e sereno”
LAURA ANELLO
Il soccorso e il volo disperato in ospedale. La denuncia della Ong: «Due vite in serio pericolo mentre Italia e Malta si rimbalzavano le responsabilità»
Video In un’operazione notturna nel Mediterraneo, la nave Sea-Watch 5 ha recuperato sei persone in mare aperto, tirandole a bordo dalle onde. Poche ore prima, l’equipaggio aveva soccorso altre 67 persone, tra cui una donna incinta per la quale serve un cesareo immediato. Nessuno Stato costiero ha ancora disposto un’evacuazione medica, denuncia la Ong: la vita della madre e del bambino è a rischio.
L’artista romana con maschera bianca e parrucca rossa ha appena inaugurato una nuova opera a Riace: “Ho una sorpresa per i dieci anni di Sea Watch. L’arte è resistenza”
ANDREA CALOGERO
Secondo le prime ricostruzioni della Ong sarebbero rimasti in acqua almeno sei giorni prima di essere avvistati da Seabird, l’aereo da ricognizione di Sea Watch
Video Due bimbi sono morti e una persona è dispersa dopo che lunedì un natante si è capovolto durante il occorso in zona Sar tunisina da parte di un mercantile", afferma Sea Watch. "Avevamo visto la barca in difficoltà con 90 persone a bordo in mare da 3 giorni. Abbiamo chiesto aiuto. Frontex è arrivata 6 ore dopo, ha visto il natante e se n'è andata. Le autorità italiane stanno facendo di tutto per impedire loro di raggiungere l'Italia. C'è il pericolo che la Guardia costiera libica li porti in Libia. La nostra nave Aurora avrebbe potuto intervenire ma è bloccata dalle autorità italiane a Lampedusa con motivazioni senza fondamento", denuncia la ong. (a cura di Alessia Candito)
Leggi l'articolo
La denuncia della Ong: «L’imbarcazione con 90 persone è in difficoltà da tre giorni»
Come capitana della Sea Watch si era resa protagonista di una battaglia giudiziaria con l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini. La Lega: «Sollevati che se ne vada, ma non riporti i barconi in Italia»
Sui social si definisce: «Mamma, giuslavorista, eurodeputata e consigliere comunale a Milano». Pupilla di Berlusconi era stata la leghista più votata nel corso della candidatura al suo secondo mandato in Europa
È stato assegnato un porto sicuro di sbarco: quello di Lampedusa
Video Sono stati soccorsi dalla nave Aurora della Ong Sea Watch i 32 naufraghi che per 4 giorni sono rimasti sulla piattaforma petrolifera Miskar di proprietà della multinazionale inglese British Gas al largo delle coste tunisine, nel Mediterraneo centrale. Le autorità, secondo quanto riferisce la stessa Ong, non hanno ancora assegnato il porto sicuro di sbarco. I naufraghi provengono dalla Libia e viaggiavano a bordo di un gommone quando, viste le precarie condizioni del mezzo, hanno trovato riparo sulla piattaforma petrolifera. "Nessuna delle autorità contattate si è assunta la responsabilità giuridica e umanitaria di un soccorso obbligatorio. Anche questa volta - spiega la portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi - ci siamo assunti la responsabilità di colmare un gravissimo vuoto istituzionale dettato da politiche disumane e profondamente razziste. Il nostro ruolo come società civile è esserci laddove le istituzioni preferiscono girarsi dall'altra parte, in un Mediterraneo dove l'omissione di soccorso è ormai prassi impunita mentre l'obbligo di soccorrere chiunque si trovi in pericolo è regolarmente criminalizzato". LEGGI Migranti, soccorsi dalla Sea Watch i 32 migranti da quattro giorni su una piattaforma petrolifera
Video Da tre giorni 32 migranti sono appollaiati sulla piattaforma petrolifera Miskar in mezzo al Mediterraneo ma nessuno va a prenderli. Tra loro quattro donne e due bambini. Secondo quanto riferito alla Ong Alarm phone una persona sarebbe morte. Le immagini sono state realizzate dall'aereo Seabird di Sea Watch
Oscar Camps: «Il nostro lavoro non si ferma». Linardi di Sea Watch: «Che il potere sia impunito non ci sorprende. L’unico confine da difendere più che mai dopo questa sentenza è l’umanità»