Video "Non abbiamo mai visto una violenza come quella che stiamo vedendo in questi giorni, e la chiusura totale dei canali di comunicazione ci ricorda il novembre 2019, quando furono uccisi più di 1.500 manifestanti". L'attivista Parisa Nazari, membro della diaspora iraniana residente a Roma, esprime la sua preoccupazione per le manifestazioni in corso nel suo Paese d'origine e la conseguente repressione da parte delle autorità locali. "Chi è sceso in piazza sembra sperare che questa volta il mondo non tollererà più la Repubblica Islamica, che ormai è diventata un cancro, un cancro che deve essere rimosso. La nostra speranza è che il popolo iraniano riesca a farcela da solo".
I giovani scesi in piazza sono “nemici di Dio”. Oggi Erfan Soltani, 26 anni, potrebbe essere la prima a salire sulla forca
La giornalista liberata dal regime un anno fa: «Trentini ha una forza incredibile. Gli auguro di riuscire a curare le ferite: so che ora è una persona spezzata»
Reza Ciro Pahlavi si pone come alternativa agli ayatollah ma le vecchie generazioni ricordano soprattutto il terrore durante il regno del padre. Un passato che pesa e non passa
I piani sono sul tavolo di Trump, che impone dazi del 25% a chi commercia con gli ayatollah
Rete oscurata da giorni, il governo usa jammer militari contro Starlink. Piazze in mobilitazione dagli Usa all’Europa. Reza Pahlavi chiama all’azione
La rivoluzione iraniana non ispira più nessuno in Medio Oriente, l’Iran ha perso credibilità con protetti e clienti
BERNARD GUETTA
In piazza «migliaia di morti». Pezeshkian: ascolteremo i rivoltosi. Domani Trump valuterà i possibili piani d’attacco
Il monito del presidente del Parlamento iraniano. Trump: «Pronto ad aiutare i manifestanti»
Khamenei mobilita i Pasdaran e alza l’allerta: “Reprimete i disordini”. Basi missilistiche sotterranee pronte in caso di minacce esterne
Una società in trasformazione sfida un apparato che non sa riformarsi ma sa reprimere
L’allarme delle protagoniste del movimento “donna vita libertà”: «I nostri diritti non scompaiano dalle priorità della rivoluzione come nel ‘79»
Studentessa di giurisprudenza a Teheran, 30 anni, parla con La Stampa sfidando censure e intercettazioni: «Arresti, fame e repressione. Vogliamo la fine della dittatura, poi deciderà il popolo. Anche se il prezzo è la vita»
Economia e diritti civili: in piazza la protesta invoca il ritorno all’epoca dello Scià. E sui social i militari chiedono di non colpire i manifestanti
Così il presidente Usa ha chiuso la trattativa. E si fa beffe dei sondaggi: «Comunque, i dem non mi applaudiranno»
L’analisi del colonnello americano, già ufficiale dell’intelligence della Aeronautica militare degli Stati Uniti, oggi tra i più ascoltati analisti militari
La premio Nobel per la Pace a tre anni dalla morte di Mahsa Amini: «La sfida delle ragazze a capo scoperto Gaza? La Repubblica islamica utilizza le tensioni internazionali e le guerre regionali per reprimere ancora di più»
Per la prima volta Netanyahu agisce in un Paese alleato Usa
Con il meccanismo dello «snapback» gli E3 vogliono far pressione ma irrigidiscono gli ayotallah
Video L'Occidente usa il programma nucleare iraniano come scusa per uno scontro con la Repubblica islamica. Lo ha affermato la Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha messo in guardia contro nuovi attacchi se l'Iran riprenderà le attività nucleari. "Programma nucleare, arricchimento, diritti umani sono tutte scuse", ha affermato Khamenei in un discorso a Teheran in commemorazione dei comandanti militari e degli scienziati iraniani uccisi durante i 12 giorni di guerra tra Israele e Iran il mese scorso. "Quello che vogliono è la vostra religione e la vostra conoscenza"