Mondiali, a Los Angeles centinaia di iraniani protestano contro la Repubblica islamica

Video Grandi bandiere iraniane con il leone e il sole al centro sventolano accanto a quelle di Israele e degli Usa. Cori contro gli ayatollah e a favore del re Reza Pahlavi e musica persiana dagli amplificatori posti su un piccolo palco su cui si alternano militanti contrari al regime islamista di Teheran. Nel giorno dell'esordio dell'Iran ai Mondiali contro la Nuova Zelanda, 2-2 il risultato finale al Sofi Stadium, circa 500 oppositori iraniani residenti a Los Angeles si sono dati appuntamento davanti all'impianto di Inglewood. Nei serpentoni che avanzano verso gli ingressi e i metal detector si notano - in numero assai inferiore - anche iraniani con la bandiera ufficiale della Repubblica Islamica. Qualcuno la indossa sulle spalle, altri la tengono piegata sotto il braccio. La tensione è sottotraccia, ma il contrasto dei simboli e dei sentimenti è evidente. Attorno all'arena a sud di Los Angeles va in scena la frattura della comunità di esuli più grande del Paese.

Trump: "Non sono fan di Papa Leone, non crede nella lotta alla criminalita'"

Video Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato: "Penso che l'Iran sia in una situazione molto critica. Credo che siano molto disperati. Abbiamo avuto un incontro di 21 ore", aggiungendo: "L'Iran non avra' un'arma nucleare". Domenica, l'esercito statunitense ha annunciato che avrebbe bloccato tutti i porti iraniani entro poche ore dal fallimento dei colloqui di pace in Pakistan, con Washington che ha attribuito la colpa al rifiuto della Repubblica Islamica di abbandonare le sue ambizioni nucleari. Trump, pero' ha anche detto ai giornalisti di "non essere un grande ammiratore" di Papa Leone XIV, dopo che il leader mondiale dei cattolici aveva lanciato un appello alla pace sabato.

Nello Yemen e in Iraq manifestazioni di solidarieta' con il regime iraniano

Video Il Medio Oriente scende in piazza in solidarieta' con l'Iran. Migliaia di sostenitori degli Houthi ieri hanno manifestato a favore della Repubblica islamica a Sanaa. Nella capitale yemenita sono state bruciate le bandiere di Stati Uniti e Israele. Anche a Baghdad, nel quartiere di Kadhimiya, diversi iracheni hanno protestato a sostegno del regime di Teheran.

Gerusalemme, i cristiani celebrano la Domenica delle palme nonostante le restrizioni

Video Mentre la maggior parte dei negozi e delle attivita' commerciali nella Citta' Vecchia di Gerusalemme rimangono chiusi, i fedeli cristiani si riuniscono presso il monastero di San Salvatore per celebrare la Domenica delle Palme e commemorare l'inizio della Settimana Santa che porta a Pasqua. Le autorita' israeliane hanno annullato la processione della Domenica delle Palme a Gerusalemme, a causa delle restrizioni imposte dalla guerra. Israele e' in guerra dal 28 febbraio, giorno in cui Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro l'Iran, provocando una rapida rappresaglia da parte della Repubblica islamica, che ha risposto con attacchi missilistici in tutta la regione.

Trump svela il regalo dell'Iran: "Il passaggio di dieci petroliere"

Video Donald Trump ha affermato che l'Iran ha autorizzato il passaggio di dieci petroliere per lo Stretto di Hormuz come "regalo" nell'ambito dei colloqui indiretti con gli Stati Uniti. Il presidente americano, che martedi' aveva accennato per la prima volta a un misterioso "regalo molto grande" da parte di Teheran, ha rivelato che la Repubblica islamica aveva promesso di autorizzare il passaggio di "otto grandi petroliere" e alla fine ha lasciato transitare "dieci navi".

Haravi: "Non cantare l'inno della Repubblica islamica e' una grande forma di disobbedienza civile"

Video "Le donne iraniane vivono delle preoccupazioni continue e sono tristi per tutto quello che sta accadendo nel loro Paese, perche' non e' possibile pensare che qualcuno sia felice della guerra. Nessuno e' felice della guerra, anche se una parte degli iraniani sta accettando anche l'intervento militare, ma perche' ha quel minimo di speranza che il regime possa cadere. Si deve cercare di porre fine a questo conflitto il prima possibile e procedere con una via che porti alla fine di questo regime e l'inizio di un processo di democratizzazione dell'Iran. Il coraggio e' la forma di disobbedienza piu' forte delle iraniane". Lo ha detto all'ANSA Shervin Haravi, avvocata e attivista iraniana, parlando anche delle giocatrici della Nazionale iraniana di calcio che si sono rifiutate di cantare l'inno della Repubblica islamica: "Questo rifiuto e questa presa di posizione dimostrano una delle piu' importanti forme di disobbedienza civile portate avanti dalle donne iraniane".

Nazionale di calcio femminile iraniana, l'appello disperato per l'asilo in Australia

Video Un video condiviso sui social mostra un grippo di persone che inseguono un autobus che trasporta la nazionale femminile iraniana di calcio sulla Gold Coast australiana. La folla circonda l'autobus e grida "salvate le nostre ragazze" e "lasciatele andare". Cresce la pressione sull'Australia affinche' offra asilo alla nazionale di calcio dopo che la scorsa settimana si e' rifiutata di cantare l'inno nazionale prima di una partita durante la Coppa d'Asia. Un gesto ampiamente considerato un atto di sfida contro la Repubblica Islamica. RESTRICTIONS: NO USE AFTER: MARCH 19, 2026 03:49:32 GMT NO USE AFTER 10 DAYS / NO RESALE

Iran, la tv annuncia il figlio di Khamenei come nuova guida suprema del Paese

Video La televisione di Stato iraniana ha annunciato la nomina dell'ayatollah Mojtaba Khamenei a nuova guida suprema del Paese. Il religioso e' il figlio dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso nei giorni scorsi. Le immagini mostrano il momento in cui l'emittente ufficiale comunica la decisione presa dall'Assemblea degli Esperti, l'organo incaricato di designare la massima autorita' della Repubblica islamica. Sui social e' circolato pero' un filmato girato in un quartiere di Teheran: la scena, ripresa da una finestra e senza mostrare persone, cattura voci che gridano "Morte a Mojtaba" ("Marg bar Mojtaba"). I cori riecheggiano tra i palazzi della capitale mentre cresce la tensione nel Paese dopo l'annuncio della nuova guida suprema.

Iran, Shervin Haravi: "La caduta del regime per un Paese libero e i diritti delle donne"

Video "La caduta di questo regime puo' aiutare, a seguito di un processo di transizione, l'inizio anche di un Iran diverso, di un Iran libero. E un Iran libero e' un Iran che puo' garantire i diritti agli uomini e in particolare alle donne, che hanno subito di piu' questa repressione in questi 47 anni. La Repubblica islamica ha cercato indirettamente di imporre sempre il controllo sul corpo della donna e sul pensiero della donna. Quindi le donne sono quelle che hanno risentito sempre di piu' le discriminazioni di genere. La testimonianza di una donna vale la meta' di quella di un uomo. E cosi' su tante altre questioni legate alla Costituzione della Repubblica islamica che non ha mai applicato cio' che c'e' scritto e cioe' che dovrebbero essere rispettati i diritti delle donne e che c'e' la parita' tra uomini e donne, ma non e' assolutamente cosi'. Nella prassi le donne sono sempre state quelle che hanno subi'to di piu' questa repressione". Lo ha detto all'ANSA Shervin Haravi, avvocata e attivista iraniana.

Iran, presidio a Roma contro i bombardamenti di Usa e Israele fuori dall'ambasciata

Video Si e' tenuto un presidio davanti all'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran a Roma su via Nomentana. Decine di manifestanti si sono ritrovati per esprimere solidarieta' al popolo iraniano contro "l'aggressione imperialista degli Stati Uniti e del regime sionista" ai danni dell'Iran. Spuntano al presidio anche alcune bandiere di Hezbollah, la milizia libanese storica nemica di Israele, e bandiere della Repubblica Islamica. Qualche momento di tensione tra i presenti quando hanno preso parte al presidio anche esponenti del gruppo dei Mujaheddin del Popolo, considerati antagonisti al regime di Teheran.

Se ora gli Usa appaltano i cambi di regime

Per Freud la coazione a ripetere era l’impulso a rivivere situazioni spiacevoli o traumatiche che il paziente non riusciva a elaborare. Per gli Stati Uniti, e spesso i loro alleati europei, è la tendenza a risolvere le tensioni internazionali con un cambio di regime. Alla base però non c’è un tra...