Il Nobel per la Pace assegnato all'attivista iraniana Narges Mohammadi: l'annuncio

Video Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la pace 2023 all'attivista iraniana Narges Mohammadi "per la sua lotta contro l'oppressione delle donne in Iran e per la promozione dei diritti umani e della libertà per tutti". Narges Mohammadi, attivista e giornalista di 51 anni, è attualmente detenuta in un carcere della Repubblica Islamica. L'ARTICOLO L’attivista iraniana Narges Mohammadi ha vinto il Nobel per la pace

A Teheran è CR7 mania, i tifosi inseguono il bus con lui a bordo in giro per la città

Video accoglienza trionfale a Teheran, in Iran, per Cristiano Ronaldo: l'Al Nassr, è pronto per la partita di Champions League asiatica contro la squadra locale del Persepolis. La partita stessa è un evento, reso possibile dal recente riavvicinamento diplomatico tra l'Arabia Saudita e la Repubblica islamica dopo anni di gelo, ma è la presenza del cinque volte Pallone d'oro ad aver scatenato già in aeroporto l'entusiasmo dei tantissimi iraniani appassionati di calcio. Il match si svolgerà a porte chiuse a causa di una sanzione imposta al club di casa dalla Confederazione calcistica asiatica (Afc) per un post sui social ritenuto offensivo nei confronti dell'India.

L'Iran annuncia di aver testato con successo un nuovo missile balistico

Video L'Iran ha annunciato di aver testato con successo un missile balistico - chiamato Keibar - con gittata di duemila chilometri, pari alla distanza tra la Repubblica Islamica e alcune aree di Israele. Il nome del missile richiama Khaybar, un'oasi nell'odierna Arabia Saudita che era abitata da ebrei e che fu conquistata da Maometto in battaglia nel 628.
"Il nostro messaggio ai nemici dell'Iran è che difenderemo il paese; il messaggio ai nostri amici è che vogliamo contribuire alla stabilità regionale", ha dichiarato il ministro della Difesa iraniano commentando il lancio.
Pochi giorni fa il capo di Stato maggiore delle Forze armate israeliane ha parlato di "possibili sviluppi negativi" nel programma nucleare iraniano che potrebbero indurre Israele a un'azione contro Teheran.   Meidan (Israele): "La prima cosa che controllo al mattino sono i social, lì nasce il populismo"

Iran, un uomo tira dello yogurt in testa a due donne perché "non indossavano il velo"

Video L’aggressione a due donne senza velo a Shandiz sta facendo indignare e discutere l’Iran. Le telecamere a circuito chiuso di un negozio di alimentari della città nel Nord Est del Paese hanno ripreso il momento in cui un uomo, sostenitore del governo ultraconservatore, inveisce contro la madre e la figlia che non indossano l’hijab e gli versa addosso con violenza un vasetto di yogurt. Ma a differenza di quanto accadeva in passato il proprietario del negozio e un altro cliente si ribellano, cacciando l’aggressore dall’alimentari.   L'uomo è stato fermato per "disturbo all'ordine pubblico", ma anche le due donne sono state arrestate per aver mostrato i capelli in pubblico, mentre il negoziante ha ricevuto un ammonimento formale per aver consentito loro l’accesso nonostante non avessero l’hijab.

Da mesi le donne iraniane guidano il movimento di protesta in Iran che ha fatto della battaglia contro il velo obbligatorio uno dei punti cardine di una piattaforma politica più ampia che chiede la fine della Repubblica Islamica e l’avvento della democrazia.  In un primo momento sembrava che le autorità iraniane avessero allentato la presa sulla società civile dopo la morte di Mahsa Amini: la cosiddetta polizia morale, che vigilava sui rigidi codici di abbigliamento imposti alle donne, è scomparsa dalle strade. Ma le autorità stanno usando altri metodi per far rispettare le loro regole contestate. Diversi negozi sono stati chiusi per aver consentito l’accesso a donne senza velo, molte ragazze continuano ad essere aggredite verbalmente o arrestate. E gli stessi funzionari pubblici hanno ripreso ad alzare la voce: nessuna tolleranza per chi non indossa l’hijab, ha dichiarato il capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni Ajeei, secondo il quale togliere il velo è un'offesa al sistema e ai suoi valori, e deve essere punito "senza alcuna tolleranza".
di Gabriella Colarusso