Il leader del Kataeb il partito Falangista libanese: «Il Libano è in trappola per colpa di Hezbollah che fa gli interessi dell’Iran, così come Teheran utilizza la causa palestinese pur non avendone a cuore i destini»
francesco semprini
Ecco perché l’idea di avere «boots on the ground» nel teatro bellico rappresenta quanto di più lontano Washington possa volere (al momento)
FRANCESCO SEMPRINI
Il giornalista iraniano-armeno portavoce dell’associazione Articolo 18 riflette sulle proteste che sono esplose dopo l’uccisione di Mahsa Amini
orlando trinchi
L'onorificenza del Pe assegnata durante la plenaria a Strasburgo
Gli scambi di colpi fra Hezbollah e l’esercito israeliano, da sporadici che erano, hanno raggiunto un’intensità mai vista da anni
Giordano Stabile
I Pasdaran minacciano di entrare nel conflitto in caso di invasione di Gaza, ma frenano le loro milizie. Temono un’ondata di raid di rappresaglia, anche americani. Ma incassano l’appoggio della Cina
giordano stabile
La premio Nobel: «Il regime finanzia Jihad e Hamas, alimenta il caos perché un accordo coi Paesi arabi lo indebolisce»
Francesca Paci
Il briefing urgente alla Casa Bianca ha ribadito l’incrollabile e incondizionato sostegno allo Stato ebraico
Alberto Simoni
Video Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la pace 2023 all'attivista iraniana Narges Mohammadi "per la sua lotta contro l'oppressione delle donne in Iran e per la promozione dei diritti umani e della libertà per tutti". Narges Mohammadi, attivista e giornalista di 51 anni, è attualmente detenuta in un carcere della Repubblica Islamica. L'ARTICOLO L’attivista iraniana Narges Mohammadi ha vinto il Nobel per la pace
Attivista dei diritti umani, 51 anni, è stata premiata. Il suo intervento pubblicato sulla Stampa
Narges Mohammadi
Il regime l'ha arrestata 13 volte, condannata cinque a un totale di 31 anni di carcere e 154 frustate: è ancora detenuta nel famigerato carcere di Evin
Video accoglienza trionfale a Teheran, in Iran, per Cristiano Ronaldo: l'Al Nassr, è pronto per la partita di Champions League asiatica contro la squadra locale del Persepolis. La partita stessa è un evento, reso possibile dal recente riavvicinamento diplomatico tra l'Arabia Saudita e la Repubblica islamica dopo anni di gelo, ma è la presenza del cinque volte Pallone d'oro ad aver scatenato già in aeroporto l'entusiasmo dei tantissimi iraniani appassionati di calcio. Il match si svolgerà a porte chiuse a causa di una sanzione imposta al club di casa dalla Confederazione calcistica asiatica (Afc) per un post sui social ritenuto offensivo nei confronti dell'India.
La scrittrice: «Un movimento politico finirebbe con l’eliminazione dei leader ma qui è insorta l’intera società e non si possono arrestare milioni di persone»
Francesca Paci
Tra pochi giorni sarà un anno da quando Mahsa Amini è stata ammazzata dalla polizia religiosa per una ciocca fuoriuscita dal velo
Francesca Paci
Su Internet e nelle piazze la protesta delle donne che non si arrendono
francesca paci
Video L'Iran ha annunciato di aver testato con successo un missile balistico - chiamato Keibar - con gittata di duemila chilometri, pari alla distanza tra la Repubblica Islamica e alcune aree di Israele. Il nome del missile richiama Khaybar, un'oasi nell'odierna Arabia Saudita che era abitata da ebrei e che fu conquistata da Maometto in battaglia nel 628.
"Il nostro messaggio ai nemici dell'Iran è che difenderemo il paese; il messaggio ai nostri amici è che vogliamo contribuire alla stabilità regionale", ha dichiarato il ministro della Difesa iraniano commentando il lancio.
Pochi giorni fa il capo di Stato maggiore delle Forze armate israeliane ha parlato di "possibili sviluppi negativi" nel programma nucleare iraniano che potrebbero indurre Israele a un'azione contro Teheran.
Meidan (Israele): "La prima cosa che controllo al mattino sono i social, lì nasce il populismo"
Video L’aggressione a due donne senza velo a Shandiz sta facendo indignare e discutere l’Iran. Le telecamere a circuito chiuso di un negozio di alimentari della città nel Nord Est del Paese hanno ripreso il momento in cui un uomo, sostenitore del governo ultraconservatore, inveisce contro la madre e la figlia che non indossano l’hijab e gli versa addosso con violenza un vasetto di yogurt. Ma a differenza di quanto accadeva in passato il proprietario del negozio e un altro cliente si ribellano, cacciando l’aggressore dall’alimentari.
L'uomo è stato fermato per "disturbo all'ordine pubblico", ma anche le due donne sono state arrestate per aver mostrato i capelli in pubblico, mentre il negoziante ha ricevuto un ammonimento formale per aver consentito loro l’accesso nonostante non avessero l’hijab.
Da mesi le donne iraniane guidano il movimento di protesta in Iran che ha fatto della battaglia contro il velo obbligatorio uno dei punti cardine di una piattaforma politica più ampia che chiede la fine della Repubblica Islamica e l’avvento della democrazia. In un primo momento sembrava che le autorità iraniane avessero allentato la presa sulla società civile dopo la morte di Mahsa Amini: la cosiddetta polizia morale, che vigilava sui rigidi codici di abbigliamento imposti alle donne, è scomparsa dalle strade. Ma le autorità stanno usando altri metodi per far rispettare le loro regole contestate. Diversi negozi sono stati chiusi per aver consentito l’accesso a donne senza velo, molte ragazze continuano ad essere aggredite verbalmente o arrestate. E gli stessi funzionari pubblici hanno ripreso ad alzare la voce: nessuna tolleranza per chi non indossa l’hijab, ha dichiarato il capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni Ajeei, secondo il quale togliere il velo è un'offesa al sistema e ai suoi valori, e deve essere punito "senza alcuna tolleranza".
di Gabriella Colarusso
Il ministero dell’Interno di Teheran in una nota ricorda che si tratta di «uno dei principi pratici della Repubblica islamica»
Dopo l’arresto di cinque ragazze si moltiplicano i video di sfida a Ekbetan, alla periferia della capitale, in migliaia scendono in strada
francesca paci
La risposta alla confessione estorta alle cinque prigioniere è un fiorire di trailer musicali analoghi nelle strade del Paese e sui social. Ieri sera gruppi di giovani hanno guidato manifestazioni a Teheran, Mashhad, Qazvin, Malayer
francesca paci