L'appello di Ada, malata di Sla: "Ogni attesa imposta è una tortura in più"

Video "In meno di 8 mesi la malattia mi ha consumata. Con una violenza fulminea mi ha tolto le mani, le gambe, la parola. La vita è una cosa meravigliosa finché la si può vivere e io l'ho fatto. Ho sempre combattuto per quello in cui credo, come la libertà di scelta". Sono le parole di Ada, 44 anni, affetta da Sla, affidate a un videomessaggio letto da sua sorella. La richiesta di accedere al suicidio medicalmente assistito è stata respinta dalla Asl, che ha riconosciuto solo uno dei quattro requisiti previsti dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale — la cosiddetta sentenza Cappato-Antoniani. La battaglia di Ada è quella di tante persone che chiedono di poter scegliere liberamente sul proprio fine vita. "Politici, medici, giudici - conclude nel vidoe - guardatemi negli occhi: ogni attesa imposta è una tortura in più".  Video Associazione Lucia Coscioni