Video "Questa Fiat Croma è l'ultimo luogo che Giovanni Falcone e Francesca Morvillo hanno condiviso. E mi piace pensare che, nonostante fossero consapevoli del rischio che correvano, stessero parlando, scherzando, pensando a cosa fare l'indomani. Cose normali, abitudini di sempre, perché oggi sono degli eroi ma erano persone normali, si comportavano come persone normali". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per la cerimonia dello svelamento della Fiat Croma su cui viaggiavano Falcone e la moglie Francesca Morvillo il 23 maggio del 1992. "Gli eroi non sono persone dotate di poteri straordinari, ma persone che quando si è presentato il momento di dover scegliere hanno saputo da che parte stare, quale fosse la strada giusta da imboccare", ha aggiunto Meloni.
Si parte alle 17, alle 21 Nel tempo che ci resta a teatro Il sindaco: «Per le vittime, ma è un impegno quotidiano»
silvia alberto
Il giornalista sotto scorta Paolo Borrometi oggi sarà allo Zac: «La legalità è bella e conviene, i boss muoiono in galera»
Andrea Scutellà
Nel messaggio di fine anno il presidente ripercorre 80 anni di Repubblica e richiama giovani e politica alla responsabilità, al dialogo e alla coesione sociale
Le parole del Capo dello Stato nel tradizionale messaggio di fine anno
Primo appuntamento il 14 novembre con un testo di Pirandello. Il 16 cominciano anche gli spettacoli dedicati alle famiglie
SILVIA ALBERTO
Video "Per noi è importante essere qui per commemorare Paolo Borsellino e i 5 agenti della sua scorta non solo per la memoria ma per portare avanti quotidianamente l'impegno contro ogni manifestazione del fenomeno mafioso che purtroppo è ancora vivo e presente. Basti pensare agli attentati incendiari, ai beni confiscati in Calabria". Lo ha detto la segreteria nazionale del Pd Elly Schlein in via d'Amelio a Palermo a margine della manifestazione delle Agende rosse in memoria della strage. "Non è che quando la mafia non spara va sottovalutata - ha aggiunto - anzi proprio quando arrivano investimenti bisogna alzare la guardia e tutti gli strumenti di legalità. Bisogna fare prevenzione impedendo che la mafia arrivi prima dello Stato e attecchisca dov'è c'è ingiustizia sociale. C'è un lavoro di prevenzione da fare con la cultura e a partire dalla scuola".
Video La polizia di Stato ha commemorato oggi alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del capo della polizia Vittorio Pisani il 33esimo anniversario della strage di via D'Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i poliziotti della scorta Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. La commemorazione, che ha visto la partecipazione dei familiari delle vittime, di autorita' civili e militari, ha avuto inizio con la deposizione, da parte del ministro dell'Interno, di una corona d'alloro presso la lapide in ricordo dei caduti posta all'interno dell'Ufficio scorte. Per l'occasione Emanuela Loi, omonima nipote dell'agente della polizia di Stato caduta in servizio presso la Questura di Cagliari, ha voluto ricordare la zia, pur non avendola mai conosciuta, con una lettera aperta
Video Il 19 luglio 1992 una bomba fatta esplodere dalla mafia in via d'Amelio, a Palermo, uccise il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Nel 33° anniversario della strage, è stata esposta a Montecitorio la borsa che il giudice aveva con sé quel giorno.
I magistrati di Palermo impugnano la sentenza in Cassazione e scoppia la polemica. Il ministro: “Devono rassegnarsi”. Nordio: “Nei Paesi civili non accade, rimedieremo”
RICCARDO ARENA
La presidente del Consiglio: «Da qui il mio cammino fino a diventare premier»
Tra le novità introdotte dal ministro Valditara una nuova impostazione dell’esame orale
Significa prima di tutto riconoscere che hai di fronte a te un’esistenza che non sei tu e che è degna di stare al mondo tanto quanto te
Liveblogging Al via la prima prova. Sette le tracce tra cui scegliere. Gli studenti hanno sei ore di tempo per consegnare l’elaborato
A CURA DELLA REDAZIONE
IVREA «È un’emozione trovarmi a Ivrea oggi – racconta commosso Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso da dalla mafia nel 1992 –. Questa è la città nella quale venni a vivere nel 1969, a 27 anni, appena laureato in ingegneria. Non potevo lavorar...
E’ accusato di rivelazione di segreto d’ufficio. La sua lettera inviata al ministero della Giustizia: «Decisione maturata da tempo. Grazie ai colleghi per la stima e l'affetto dimostrato proprio in questi giorni»
Il magistrato avrebbe confidato dettagli su indagini legate alla criminalità organizzata a due ex superpoliziotti, Gianni De Gennaro e Francesco Gratteri
L’ex magistrata: «Nel mio teatro non si paga il biglietto, la cultura dev’essere alla portata di tutti»
Emanuela Griglié
Un portacellulare con termini a tema per Cuorgnè dice no alle mafie
Viola Configliacco
È stato sempre così dagli scandali dello Ior alla P2 di Licio Gelli, fino alla tangente Enimont
Gianluigi Nuzzi