Messina Denaro e il vero bunker a pochi passi da casa: dalla porta segreta agli scatoloni, ecco i 6 punti chiave e come è stato scoperto
La stanza blindata si trova a poche centinaia di metri
La stanza blindata si trova a poche centinaia di metri
Video Sono diverse le telecamere che potrebbero aver ripreso i movimenti dell'ex latitante Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza e documentare chi vedeva e cosa faceva, almeno fuori di casa. Nel vicolo S.Vito, dove è stato trovato il covo se ne scorgono due, altre sono disseminate nei dintorni, di fianco a negozi e sui lampioni dell'adiacente via Vittorio Emanuele II. Dala loro acquisizione si potrebbe capire la vita quotidiana del boss.
il reportageNiccolò ZancanINVIATO A CAMPOBELLO DI MAZARAMa almeno stava rintanato? «Non mi pare proprio. Lo vedevo uscire su una Giulietta nera. Andava e tornava. Guidava lui. A me si era presentato come Francesco, diceva di essere un medico in pensione dell'ospedale di Palermo». Il vicino di casa d
Il «super latitante» abitava in una casa normalissima: due piani, facciata grigio piombo, nel vicolo San Vito angolo corso Vittorio Emanuele II
niccolò zancanDal ristorante al supermercato, a Campobello di Mazara girava senza nascondersi. Tra silenzi e appoggi concreti, la rete delle complicità. «Qui non si nascondeva»
Niccolò ZancanVideo "Apprendere che in questo preciso momento si trovasse nella nostra città è un fatto triste che non può che buttare nello sconforto più totale la mia persona e sicuramente la stragrande maggioranza dei nostri concittadini", ha detto Giuseppe Castiglione, sindaco di Campobello di Mazara (TP), comune nel cui centro abitato è stato trovato il nascondiglio del boss latitante Matteo Messina Denaro. Ai giornalisti ha detto anche di conoscere quell'Andrea Bonafede di cui l'ex latitante aveva assunto l'identità. "Abbiamo la stessa età, lo conosco da quando siamo bambini. Lo sapevo un gran lavoratore ma ora sono spiazzato".
Video Le immagini aeree girate col drone della palazzina diventata il covo di Matteo Messina Denaro a Campobello di Mazara. I carabinieri sono al lavoro per i rilievi all'interno dell'edificio. L'appartamento si trova all'interno della palazzina gialla.
Il sanitario, 70 anni, risulta indagato nell’ambito dell’arresto del boss nel 2006 si era candidato per la Regione per l’Udc
Video "Abitava qui sicuramente da almeno 6 mesi" afferma il Colonnello Fabio Bottino, comandante provinciale dei carabinieri di Trapani, davanti al covo di Matteo Messina Denaro individuato a Campobello di Mazara. "E' un appartamento ben ristrutturato, confortevole. Si comprende che le condizioni economiche del latitante erano buone, ma questo lo sapevamo. Arredamento ricercato, oggetti di un certo tenore" ha aggiunto il comandante.
Video L'individuazione del covo a Campobello di Mazara "fa più rabbia, perché un personaggio del genere ha potuto vivere indisturbato in questo territorio". Così commenta la scoperta del rifugio di Matteo Messina Denaro Giuliano Panierino, Comandante della Polizia Municipale del Comune trapanese in cui si trova l'ormai ex rifugio del boss mafioso. Video di Niccolò Lupone/Localteam
Video E' stato individuato nel centro di Campobello di Mazara (Trapani) il covo del boss della mafia Matteo Messina Denaro. Il rifugio è stato perquisito per tutta la notte tra lunedì 16 e martedì 17 gennaio.
Video Roberto Alajmo, celebre scrittore e drammaturgo palermitano, commenta a Metropolis l'arresto di Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza: "Sono convinto che continueremo a convivere con il male, non si chiude oggi la storia della mafia. Messina Denaro era l'ultimo boss carismatico, ma non sappiamo se ci sono oggi boss in circolazione paragonabili a lui". E sul ruolo dello Stato aggiunge: "Non basta chiedere coraggio, le Istituzioni devono conquistare i cittadini ed essere più convenienti delle mafie". Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica
Video Come si è arrivati alla cattura di Matteo Messina Denaro? Tutti i dettagli emersi nella conferenza stampa del procuratore di Palermo e dei Ros, la ricostruzione di 30 anni di latitanza, i retroscena sulla ricerca del super boss e sull'arresto, le reazioni politiche. Dopo lo speciale di questa mattina, a Metropolis continuiamo a parlare della cattura del super boss Matteo Messina Denaro con Alessia Candito, Salvo Palazzolo da Palermo e Alessandra Ziniti da Castelvetrano. In studio con Gerardo Greco: Lirio Abbate e Carlo Bonini. Chiudono la puntata i sentieri di guerra in video di Gianluca Di Feo. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica
Video "Mi ha dato fastidio non vederlo in manette nel momento dell'arresto". Il 19 luglio '92 Salvatore Borsellino perse il fratello, il giudice Paolo. Oggi a Metropolis commenta le immagini della cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza: "La mia paura è vedere tra pochi anni liberi i fratelli Graviano, come predetto da Baiardo". Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica
Video "Oggi davvero vinciamo tutti: Vince la magistratura, vincono le forze dell'ordine, vince l'Italia". Con queste parole il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di presentazione delle liste di Forza Italia per la Regione Lombardia ha commentato l’arresto di Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza. Video di Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video "A una prima vista del documento non si rivelano falsificazioni grossolane. Sembra un documento autentico. Su questo dovremo aspettare gli accertamenti tecnico scientifici" così il comandante dei Ros Pasquale Angelosanto, nel corso della conferenza stampa a Palermo sulla cattura di Matteo Messina Denaro.
Video Come si è arrivati alla cattura di Matteo Messina Denaro? Tutti i dettagli emersi nella conferenza stampa del procuratore di Palermo e dei Ros, la ricostruzione di 30 anni di latitanza, i retroscena sulla ricerca del super boss e sull'arresto, le reazioni politiche. Dopo lo speciale di questa mattina, a Metropolis continuiamo a parlare della cattura del super boss Matteo Messina Denaro con Alessia Candito, Salvo Palazzolo da Palermo e Alessandra Ziniti da Castelvetrano. In studio con Gerardo Greco: Lirio Abbate e Carlo Bonini. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica
Video Pierfrancesco Dilibero in arte Pif commenta nello speciale Metropolis la cattura di Matteo Messina Denaro poco dopo l'arresto del superlatitante. Palermitano, autore di "La mafia uccide solo d'estate", da sempre voce potente contro la i il potere e le infiltrazioni mafiose nella sua terra, Pif sorride: "È un giorno di festa, non importa avere atteso trent'anni, oggi è un giorno sano, voluto dallo Stato, molto diverso dal caso Riina". E aggiunge: "I carabinieri non possono fare tutto, oggi è inaccettabile che un candidaro accetti chi porta voti mafiosi. Il giorno in cui questo non accadrà, solo allora avremo davvero vinto".
I documenti scottanti sui rapporti mafia-politica mai trovati per il ritardo nella perquisizione del covo del capo dei Corleonesi sarebbero nelle mani del super boss finito in manette oggi a Palermo
giuseppe legatoVideo "Quello di oggi è un evento storico, eccezionale. Onore ai carabineiri del Ros e ai procuratori di Palermo che hanno lavorato su questo caso. Ma Matteo Messina Denaro è un militante di Cosa Nostra e la loro organizzazione è una cosa diversa dal singolo, quindi non abbassiamo la guardia. La mafia è soprattutto un sistema criminale, Dalla Chiesa parlava del polipartito della mafia riferendosi alla compenetrazione dell'organizzazione criminale in pezzi del mondo legale". Il commento dell'ex procuratore capo di Palermo Gian Carlo Caselli, ospite di Metropolis, sull'arresto di Matteo Messina Denaro.
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