Castelvetrano, perquisita la casa di famiglia di Matteo Messina Denaro. Spunta la collezione di Ray-Ban del padrino

Video Il giorno della cattura, lunedì 16, i carabinieri del Ros e i colleghi del comando provinciale di Trapani hanno perquisito anche l'abitazione di famiglia di Matteo Messina Denaro, in via Alberto Mario, a Castelvetrano. Nell'appartamento vive ancora l'anziana madre, che conservava la collezione di Ray-Ban del figlio. E poi alcuni suoi libri di mafia. Sul comodino, l'una accanto all'altra, le foto di padre e figlio: Francesco, autorevole padrino di Trapani, e Matteo Messina Denaro, l'uomo che ha traghettato l'organizzazione mafiosa nella stagione del dopo stragi. Sono decine le perquisizioni dei carabinieri in questi giorni, a caccia degli altri covi del padrino. di Salvo Palazzolo

I Ros arrestano Andrea Bonafede per aver prestato l'identità a Messina Denaro

Video E’ stato arrestato poche ore fa a casa della sorella a Campobello di Mazara, località Tre Fontane. Andrea Bonafede, l’uomo che ha ceduto la sua identità al superlatitante Matteo Messina Denaro che coi suoi documenti si è curato per almeno due anni e mezzo negli ospedali e nelle cliniche della Sicilia occidentale. La posizione di Andrea Bonafede – quello vero – si era complicata da giorni e uno degli ultimi tasselli in ordine di tempo era stata la scoperta che la Giulietta, utilizzata dal latitante per i suoi spostamenti, era intestata alla mamma di Bonafede, C’è poi la conoscenza con Messina Denaro fin da bambini, la vicinanza delle due famiglie fin dai tempi del padre del latitante e dello zio del suo alias, entrambi mafiosi di rango uniti da battesimi, cresime e comparati. Il boss, con l’identità di Bonafede, ha usufruito del medico di base del suo alter ego. Che ha ammesso ai magistrati anche di aver comprato la casa di Campobello di Mazara di via Cb 31/7, ultima, comoda, residenza dell’ex latitante che gli ha consegnato i soldi.

Messina Denaro, parla il vescovo: "Non possiamo avere troppa pietà di lui, ha ucciso innocenti"

Video "Non è una persona per cui possiamo avere troppa pietà. È uno che ha ammazzato tanto, ha sparso tanto sangue, ha ucciso tanti innocenti, il bimbo (il piccolo Giuseppe Di Matteo, ndr). Non credo che possa pentirsi, che abbia voglia di parlare". Lo ha detto il Vescovo emerito della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, riferendosi a Matteo Messina Denaro, all'uscita della parrocchia di Campobello di Mazara, a pochi passi dal vicolo San Vito dove c'era il covo del boss, arrestato lunedì scorso. "Se non ci fossero state tante coperture, per affetto, amicizia o per paura, sarebbe stato arrestato prima. Ha vinto lo Stato, ora spero che vinca la nostra gente, che esca dalla situazione di paura. Usciamo nelle piazze ed esprimiamo la nostra soddisfazione, ma anche il nostro no alla mafia e a tutti i malavitosi. Chi sa, parli, perché potrebbe svelare fatti che possono giovare a tante indagini", ha aggiunto monsignor Mogavero visibilmente emozionato. Servizio di Max Firreri

Messina Denaro, la vicina di casa: "E' un criminale, mi dispiace per chi non la pensa così"

Video "E' stato molto angosciante e pesante da digerire". Queste le parole di una ragazza di nome Vita che vive a pochissima distanza dall'appartamento che gli investigatori hanno individuato come secondo covo di Matteo Messina Denaro, con tanto di bunker. "Praticamente vieni a sapere che il boss potrebbe essere anche dietro l'angolo. E non è un boss qualsiasi. Questi non sono neanche degni di essere chiamati persone. Matteo Messina Denaro è un criminale e deve pagare per tutto quello che ha fatto."   video di Local Team

Il terzo covo visto dall'alto le immagini dal drone

Video Il terzo covo di Matteo Messina Denaro visto dall'alto nelle immagini aeree girate col drone a Campobello di Mazara. La polizia resta schierata davanti. Il covo si trova in via San Giovanni. Intanto, i carabinieri sono sempre all'opera anche nel primo covo individuato all'indomani della cattura del boss (immagini del primo covo nella parte finale del video).

Matteo Messina Denaro, dopo l’arresto in caserma circondato dagli uomini del Ros e in manette

Video Ancora un video e stavolta in manette di Matteo Messina Denaro. Lo diffondono i Ros dei Carabinieri, dopo l’arresto nella clinica “La Maddalena” di Palermo . Si vede il boss con la testa abbassata, in mano un foglio, mente viene condotto all’interno della caserma, intorno gli uomini del Ros che hanno eseguito l’arresto. Aveva colpito in molti il video dell’arresto realizzato dagli stessi Carabinieri mentre usciva dalla clinica (anche se da un altro video ripreso dai passanti si vede come l’arresto sia avvenuto su un lato dell'edificio, fuori dalla clinica ed è li che è stato messo nel minivan. Lo stesso veicolo  sul quale poi sale, uscendo dall’entrata principale, nel video ufficiale dell'arresto. Questo fa pensare in precedenza il boss sia stato fatto scendere da quel van dopo il fermo per strada, sia statto fatto entrare in clinica e poi da questa sia stato fatto uscire per realizzare il video “ufficiale” dalla porta principale a favore di telecamere e con tutta calma (e senza manette).

Messina Denaro, atteso al processo sulle stragi non si presenta e la sedia resta vuota

Video Il boss Matteo Messina Denaro ha rinunciato a essere presente in videoconferenza dal carcere de L'Aquila, dove si trova detenuto, con l'aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta dove si sta svolgendo il processo in cui è imputato come mandante delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Avrebbe rinunciato a essere presente in videoconferenza a causa della sua prima seduta di chemioterapia a cui viene sottoposto in queste ore all'interno dell'istituto penitenziario.