Video Un manichino con le sembianze della premier Giorgia Meloni in tenuta militare appeso a testa in giù sotto le Due torri a Bologna. È il gesto shock dei collettivi Cua e Laboratorio Cybilla durante una manifestazione per le vie del centro storico. "Tra poche settimane - dicono gli attivisti- per l'inaugurazione del Tecnopolo arriverà in città Giorgia Meloni ma non sarà mai la benvenuta a Bologna e da nessun'altra parte". La reazione del sindaco Matteo Lepore: "Non solo condanno con fermezza, ma chiedo che i responsabili vengano identificati e che provvedimenti seri siano assunti dalle autorità competenti. Non ci può essere tolleranza, né comprensione".
il retroscenaFrancesco MoscatelliINVIATO A BOLOGNANel piazzale di via Stalingrado 81 le bandiere del Pd, vietate dal prefetto per rispettare le regole della campagna elettorale negli spazi pubblici, sono state sostituite da quelle della pace, da quelle europee e dai tricolori dell'Anpi. I manifesti
calusoÈ stato l'assessore al turismo Roberto Podio, che, indossando la fascia tricolore, ha rappresentato il Comune di Caluso la scorsa domenica 29 maggio in occasione della prima tappa del gemellaggio tra la "città del vino" e Crevalcore, paese di 13mila abitanti in provincia di Bologna, duramente
il sondaggioAlessandro Di Matteo / romaA Bologna niente sorprese, il sondaggio Youtrend realizzato per il gruppo Gedi esclude un bis alla Guazzaloca, il sindaco di centrodestra che nel 1999 riuscì ad espugnare la città rossa per eccellenza. I numeri sono netti: Matteo Lepore - sostenuto da centrosin
Bologna Quando Enrico Letta entra nella luminosa Biblioteca Salaborsa di Bologna, Beppe Grillo ha appena diffuso on line la sua risposta al vetriolo a Conte: «Non ha visione politica, né capacità manageriali», ha messo a punto uno statuto «seicentesco». Il segretario del Pd è atteso per la presentaz
Alessandro Di Matteo / RomaIl Pd stavolta tira un sospiro di sollievo, le primarie del centrosinistra a Roma e Bologna non sono un flop come è capitato a Torino, e il segretario del partito, Enrico Letta, può parlare di «scommessa vinta» e di «successo di popolo». La «scommessa» era soprattutto sull