Video Un grande applauso dei militanti e il coro "Bossi, Bossi. Grazie Umberto" ha accompagnato il feretro del fondatore della Lega arrivato all'abbazia di San Giacomo a Pontida per l'ultimo saluto. Ad accogliere il feretro e la famiglia, la moglie Manuela e i figli, e' stato tra gli altri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che ha abbracciato a lungo la moglie. Applausi per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e Luca Zaia, tra i diversi politici presenti ai funerali del Senatur. Contestazione invece per il leader della Lega Matteo Salvini. "Molla la camicia verde, vergogna": e' la frase che hanno urlato al vicepremier alcuni militanti del Partito popolare per il Nord, promosso da Roberto Castelli. Infatti il leader della Lega si e' presentato ai funerali di Umberto Bossi, indossando una camicia verde.
Video Con la deposizione di una corona d'alloro al sacello del Milite ignoto che ricorda tutti i caduti per l'unita' d'Italia e per la lotta di liberazione, e' stata celebrata all'Altare della patria, la Giornata dell'unita' nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera. Accolto al suo arrivo dal ministro della Difesa Guido Crosetto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sostato alcuni minuti in raccoglimento davanti al sacello. Presenti tutte le massime cariche dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Tre sorvoli delle Frecce tricolori, in composizione ridotta, hanno concluso la cerimonia.
Video Potere al Popolo, Osa, Cambiare Rotta e l'Unione del Sindacato di Base sono scesi oggi in piazza a Roma per manifestare contro la riforma della giustizia - ribandendo il proprio No al referendum - e la guerra in Medio Oriente, in una piazza contro il Governo su vari temi: dai salari, al riarmo, alle aggressioni Usa contro Venezuela e Iran e le minacce del Presidente Donald Trump a Cuba, fino alla riforma Nordio. "Oggi siamo di nuovo tantissimi a ribadire che questo Governo deve dimettersi, noi rappresentiamo l'Italia che soffre e che e' impoverita da salari da fame, tagli a sanita' e istruzione e diritto all'abitare, mentre il Governo pensa solo alla guerra, spende milioni in armi e supporta l'imperialismo coloniale di Trump e Israele in Medio Oriente". Tante le bandiere, tra cui quella della Repubblica Islamica dell'Iran, quella del Venezuela e di Cuba. Bruciate le immagini di Giorgia Meloni e Nordio, dove si vede la premier tenere al guinzaglio il ministro della Giustizia.
Video "Le parole di Giorgia Meloni sono parole in liberta', perche' far credere agli italiani che davvero stupratori, spacciatori e pedofili saranno rimessi in liberta' e non andranno in carcere se vince il no. Significa veramente raccontare frottole al Paese". Cosi' il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, a margine di un incontro a Torino sul referendum. "La realta' - afferma Conte - e' che invece la politica vuole assolutamente sopravanzare la magistratura e questo e' l'unico scopo di questa riforma costituzionale: rivendicare il primato della politica. La politica deve esprimere forza e dignita'. E lo deve fare condannando l'attacco degli Stati Uniti all'Iran e la violazione del diritto internazionale, condannando il genocidio a Gaza, condannando l'attacco in Venezuela e anche assicurando alla giustizia internazionale Al Masri", aggiunge Conte.
Video Al Palazzo del Quirinale si e' riunito il Consiglio Supremo di Difesa nella mattinata di venerdi' 13 marzo presso il Palazzo del Quirinale. Convocato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, qualche giorno fa, all'ordine del giorno si legge: "La guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso.". Il Consiglio Supremo di Difesa e' l'organo preposto all'esame delle questioni tecniche e politiche attinenti alla sicurezza e alla difesa nazionale, ed e' presieduto dal Presidente della Repubblica, Capo delle Forze Armate. Presenti anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il Capo di Stato Maggiore della Difesa. Partecipano per prassi alle riunioni del Consiglio il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica ed il Segretario del Consiglio supremo di difesa. Vari i temi di cui si discutera' in merito alla escalation in Medio Oriente, che negli scorsi giorni ha visto coinvolta anche una base italiana in Iraq, colpita da un drone iraniano senza causare feriti.
Video Il M5s regala simbolicamente cappellini rossi in stile Maga - ma con la scritta "No alla guerra" - alla premier Giorgia Meloni, per ironizzare sulla sintonia della leader con il presidente degli Stati Uniti, Trump. E' successo nell'aula del Senato al termine della dichiarazione di voto del capogruppo del M5s, Luca Pirondini che ha accennato al regalo alla premier. E subito dopo, i senatori del suo gruppo hanno sventolato i cappellini.
Video Il presidente del Senato Ignazio La Russa scherza alla porta di Palazzo Madama in attesa del rientro al Senato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Con i carabinieri e la scorta presente dice: "Ai miei tempi i carabinieri avevano tutti i baffi, che fortunati che siete, tutti i baffi". Poco dopo e' arrivata la premier.
Video "A livello europeo stiamo chiedendo di sospendere urgentemente l'applicazione dell'Ets alla produzione di elettricita' da fonti termiche, cioe' dal termoelettrico. Si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Per quando riguarda la questione sorta a causa dell'oleodotto Druzhba, la premier ha detto: "L'eventuale collasso finanziario di Kiev comporterebbe danni incalcolabili per l'intera stabilita' dell'Ue. La questione sollevata dall'Ungheria e dalla Slovacchia, sull'oleodotto Druzhba, tuttavia, richiede a nostro avviso una soluzione politica. Anche su questo l'Italia e' pronta a dare una mano, ma non consideriamo praticabile aggirare il principio dell'unanimita' richiesto per le modifiche al bilancio Ue".
Video "Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo" prendere una decisione "ma ribadisco la decisione in quel caso" sarebbe affidata "al Parlamento. A oggi non e' pervenuta alcuna richiesta". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Ha poi aggiunto: "La situazione in Libano e' delicata", "la decisione di una nuova guerra contro Israele e' scellerata". La premier ha spiegato di essersi sentita con Netanyahu, manifestandogli "la contrarieta' dell'Italia a qualsiasi escalation" fermo restando il diritto di Israele alla sua difesa "agli attacchi di hezbollah". In Libano, ha continuato, "sono presenti oltre mille soldati italiani della missione Unifil. La sicurezza del personale va garantita in ogni momento, reiteriamo la richiesta ad Israele".
Video "L'Europa dice chiaramente che il governo italiano ha tutto il diritto di far funzionare i centri in Albania, perche' il meccanismo che abbiamo messo a punto e' in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo che per alcuni non bastera' neanche questo e non cesseranno le ordinanze di revoca dei trasferimenti in Albania". Cosi' la premier Giorgia Meloni al Senato. Sono "decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, in quella europea e neppure nel buonsenso" ha detto criticando la revoca dei trasferimenti nei cpr in Albania, come "nel caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo, e - e' molto desolante doverlo raccontare - violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti ne' rimpatriati perche' hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale". (NPK) (fonte: palazzo chigi)
Video La premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, ha ricordato la "strage delle bambine nel Sud dell'Iran" chiedendo che "si accertino le responsabilita'". "Va preservata l'incolumita' dei civili e dei bambini. A nome del Governo esprimo ferma condanna per questa tragedia", ha detto Meloni. (NPK)
Video "Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Ha aggiunto: "E' in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre piu' spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano". E riguardo al conseguente aumento dei prezzi dei carburanti "il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese e': consiglio prudenza".
Video "Negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane, attorno a questo Referendum, si e' creato un clima di forte confusione, polemiche, semplificazioni slogan e talvolta informazioni parziali o peggio completamente distorte. Perche' se un magistrato sbaglia, se e' negligente, nella maggior parte dei casi non succede nulla", lo dice la premier Giorgia Meloni nel video postato sui social sul referendum. "Sono storture che negli 80 anni di storia di Repubblica italiana non siamo mai riesciti a correggere. Abbiamo fatto riforme in tantissimi ambiti, ma sulla giustizia, mai in maniera sostanziale, perche' ad ogni tentativo la reazione e' stata sproporzionata. La sinistra si oppone a qualsiasi forma di modernizzazione di questa nazione", ha aggiunto.
Video Non una di Meno torna in piazza contro patriarcato e guerra nelle strade di Roma. Il corteo transfemminista, partito da Piazzale Ugo La Malfa di fronte a Circo Massimo, e diretto verso Piazza Vittorio, ha radunato decine di migliaia di persone che sono scese in piazza per la giornata internazionale per i diritti delle donne. Numerosi gli slogan e i cartelli contro la guerra, al centro delle cronache internazionali di questi giorni, che richiamano alla sovrapposizione tra guerra e patriarcato. Dal carro Non una di Meno risponde alle provocazioni di Giorgia Meloni di questi giorni: "Cara premier, ci hai chiesto dove sono le femministe quando strumentalizzate casi di violenza per fare propaganda razzista. Allora ti rispondiamo: siamo qui, in piazza contro ogni violenza e contro ogni guerra. Casomai ti chiediamo: dove sei tu? Che mentre il mondo brucia neanche vieni a riferire in Parlamento"
Video Un applauso ha accolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, entrato nel parterre dell'Arena di Verona per assistere alla cerimonia di apertura delle XIV Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Lo spettacolo si intitola "Life in Motion". Il capo dello Stato e' seduto a fianco del presidente del Comitato Paralimpico internazionale, Andrew Parsons. Nell'anfiteatro e' giunta anche la presidente del Consiglio, la premier Giorgia Meloni. "Dichiaro aperti i Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina 2026": con queste parole Mattarella ha ufficialmente aperto, tra gli applausi, le Paralimpiadi invernali nella cerimonia di inaugurazione che si e' svolta ieri sera, venerdi' 6 marzo 2026, nella splendida e suggestiva cornice dell'Arena di Verona, dove ha fatto ingresso la fiamma paralimpica. E' stata Bebe Vio, icona globale del movimento, l'ultima tedofora che ha portato il sacro fuoco nell'Arena per il via ufficiale della competizione paralimpica. (NPK) Fonte: u.s. Quirinale
Video La premier Giorgia Meloni ha da poco lasciato la cattedrale di Nola dove sono stati celebrati i funerali del piccolo Domenico. All'uscita del feretro in piazza si e' levato un lunghissimo applauso mentre un cielo sono stati fatti volare centinaia di palloncini bianchi. Per l'ultimo saluto al bimbo la folla ha intonato la canzone 'Guerriero' di Marco Mengoni: un omaggio alla definizione "piccolo guerriero" che mamma Patrizia ha piu' volte usato per suo figlio, e che si e' fatta anche tatuare su un polso. Fonte: us comune Nola (NPK)
Video "Domenico e' diventato figlio di tutti noi. I figli 'so' piezzi e core' e il nostro cuore si e' spezzato in questa tragedia". Lo ha detto il vescovo di Nola, Francesco Marino, nel corso dell'omelia per i funerali del piccolo Domenico che si stanno celebrando nella cattedrale alla presenza della premier Giorgia Meloni. Dal vescovo parole di conforto alla mamma di Domenico, Patrizia, e alla mamma del piccolo donatore: "Persino la lingua italiana non riesce a dare un nome a chi perde un figlio". "Noi ci chiediamo il perche'" ha proseguito monsignor Marino, "il male non si cura con altro male" anche se dovra' essere fatta chiarezza sulle responsabilita' dell'accaduto. Il vescovo ha ribadito che "solo il Signore Gesu' potra' consolarci". "Anche quando il cuore di Domenico si e' fermato l'amore di Dio non si e' fermato e ci sara' vicino anche nel pianto. E tu cara mamma Patrizia hai gridato in maniera composta il tuo dolore", ha aggiunto.
Video Migliaia di persone si sono ritrovate nel pomeriggio di sabato 28 febbraio nelle strade di Roma per protestare contro il Ddl Bongiorno. Il corteo, organizzato dal basso e che ha coinvolto Centri Anti-violenza, collettivi femministi e associazioni studentesche, ha ribadito la propria contrarieta' alla modifica proposta dalla senatrice leghista, Giulia Bongiorno, al testo sul consenso che era stato approvato all'unanimita' alla Camera dei Deputati, frutto anche di un accordo tra Giorgia Meloni e l'opposizione. "Dire 'senza consenso e' stupro', e dall'altro lato 'senza dissenso e' stupro', sono due cose completamente diverse. Mettere al centro il dissenso significa credere che i corpi delle donne e delle soggettivita' siano a disposizione degli uomini, e che l'uomo puo' fare quello che vuole finche' non si esprime il proprio dissenso. Ma sappiamo che il dissenso talvolta e' una cosa difficile da esprimere, perche' subentrano varie motivazioni, come la paura di essere uccise." Spiegano alcune manifestanti. "La piazza di oggi e' per fermare questa modifica alla legge 66 del 1996 che ha istituito il reato di violenza sessuale. Questo ddl ci porta indietro a livello normativo e a livello simbolico. Dire che le vittime di violenza sessuale deve esprimere il proprio dissenso sottraendosi vuol dire far ricadere sulle vittime la responsabilita' della subita violenza. Questo Governo e' oscurantista e di origini patriarcali, che vuole limitare la liberta' di tutte e di tutti." Presenti anche partiti e senatrici dell'opposizione, con esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, che hanno specificato di essere in piazza per supportare le realta' organizzatrici.
Video Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto alla premier italiana Giorgia Meloni di non "commentare" gli affari francesi dopo le osservazioni fatte sulla morte del militante nazionalista Quentin Deranque in un pestaggio ad opera di avversari politici. "Che ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite", ha ironizzato Macron da New Delhi, a margine di una visita ufficiale in India, dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio italiana sull'attivista ucciso. "Sono sempre sorpreso dall'osservare che le persone nazionaliste, che non vogliono essere disturbate in casa loro, siano sempre le prime a commentare cosa succede in casa altrui". Cosi' il presidente francese, Emmanuel Macron, ha introdotto la sua risposta critica alle parole della premier italiana, Giorgia Meloni, sul caso di Quentin Dernaque, nel corso di uno scambio con i cronisti a margine del summit sull'Intelligenza artificiale in India.
Video "Non solo all'epoca la Rackete e' stata assolta perche' secondo alcuni magistrati e' consentito forzare un blocco di polizia in nome dell'immigrazione illegale di massa. Oggi i giudici prendono un'altra decisione che lascia letteralmente senza parole: hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76mila euro, sempre degli italiani, la ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete, perche' dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l'imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro". Cosi' la premier Giorgia Meloni in un video sui social commenta la decisione del Tribunale di Palermo sul risarcimento a favore di Sea Watch. (NPK) Instagram Giorgia Meloni +++ ATTENZIONE: IL VIDEO NON PUO' ESSERE PUBBLICATO SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ ++ HANDOUT - NO SALES +++