Il genero di Trump: "La costa di Gaza ha un alto valore immobiliare. Fossi in Israele, manderei i civili della Striscia nel Negev"

Video Jared Kushner, genero dell'ex presidente e probabile candidato repubblicano alle elezioni di novembre Donald Trump, ha dato il suo parere su quello che dovrebbe fare Israele a Gaza. Intervistato dal preside della Middle East Initiative dell'Università di Harvard, Kushner ha suggerito di riprovare a convincere l'Egitto ad accettare civili da Rafah e soprattutto spostare gli abitanti della Striscia nel deserto del Negev, nel Sud di Israele, per permettere all'esercito israeliano di "completare il lavoro" contro Hamas. Kushner, che è stato anche consigliere esperto di Trump, ha inoltre sottolineato l'alto valore immobiliare del lungomare di Gaza. "Né Egitto né Israele vogliono un'organizzazione terrorista incastonata tra di loro", ha detto Kushner. All'intervistatore che gli esponeva i timori di parte del mondo arabo, secondo cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu non farebbe rientrare i civili nella Striscia, il genero di Trump ha risposto: "Forse è così, ma ormai non è rimasto molto di Gaza". Tutti gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente su La Stampa

In attesa dell'operazione di terra israeliana, i palestinesi iniziano a fuggire da Rafah

Video Le famiglie palestinesi hanno iniziato a fuggire anche da Rafah, l'ultima città della Striscia di Gaza in cui l'esercito israeliano (Idf) non ha ancora effettuato un'operazione di terra, se si esclude il raid di lunedì per liberare due ostaggi. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato l'offensiva di terra a Rafah, dove al momento vivono oltre 1,3 milioni di persone tra residenti da prima del 7 ottobre e rifugiati degli ultimi mesi. La città secondo l'Idf è ancora sotto il controllo di Hamas.

La vita in una tenda di nylon: tra i rifugiati palestinesi che temono l'offensiva di Israele su Rafah

Video Madre, padre e figli vivono in una tenda di nylon costruita con mezzi di fortuna lungo il muro che segna il confine con l'Egitto e cercano come possono di occuparsi di due sorelle disabili. Sono fuggiti dalla loro casa, nella striscia di Gaza, a seguito dei massicci attacchi israeliani. "Non possiamo muoverci - spiegano - siamo arrivati al confine con l'Egitto, ma non possiamo andare da nessuna parte. Moriremo qui o torneremo indietro e moriremo nelle nostre case". Nei giorni scorsi il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato ai vertici militari di sviluppare un piano di evacuazione di Rafah, prevedendo poi un massiccio attacco che mira a distruggere le milizie di Hamas.