Video “Ho bisogno di tempo per assimilare questa bellissima notizia, mi da una sensazione di giustizia e liberazione” Queste le prime parole di Karima el Mahroug, anche nota come ‘Ruby Rubacuori’ dopo l’assoluzione nel processo milanese sul caso Ruby ter. La decisione è stata presa dai giudici della settima sezione penale del tribunale di Milano dopo una camera di consiglio durata circa 2 ore. Sono stati tutti assolti, qualcuno prosciolto per prescrizione per le posizioni minori, anche gli altri 28 imputati tra cui Karima el Mahroug, "Ruby Rubacuori", e le 20 giovani ex ospiti delle serate di Arcore. “Io ho parlato sempre bene di Berlusconi, con me si è comportato sempre bene e posso solo dire che sono grata, ma con il senno di poi, dopo tutto quello che è successo, ho pensato che forse sarebbe stato meglio non conoscerlo”, ha affermato Karima al termine del processo.
Di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video "A Berlusconi dico che Dio esiste, è una persona di grande cuore e tutto prima o poi nella vita torna. Gli faccio auguri di una lunga vita. Si goda questo momento. Lo hanno attaccato e per lui abbiamo pagato tutte". Marysthell Polanco, ex-olgettina assolta nel processo Ruby ter manda così un saluto all'ex-premier Silvio Berlusconi una volta uscita dall'aula bunker del tribunale di Milano. "Berlusconi è stato attaccato per anni e - ha spiegato Polanco - per questo ha avuto una vita molto difficile. Io come le altre siamo stati dei numeri e a nessuno è fregato niente di noi".Di Andrea Lattanzi ed Edoardo Bianchi
Video "Gli anni di questo processo? Sono stati un inferno ma ora è arrivato il momento. Ho sensazioni positive perché non possono condannare una persona che come me non ha fatto niente. Non ci sono evidenze, né foto, né video. Le accuse sono solo chiacchiere e distintivo". Così l'ex-olgettina Marysthell Polanco, entrando nell'aula bunker di piazza Filangeri a Milano dove è attesa la sentenza per il processo Ruby ter nel quale è imputata per corruzione in atti giudiziari assieme, fra gli altri, all'ex-premier Silvio Berlusconi.
Di Andrea Lattanzi ed Edoardo Bianchi
Video Silenzi, battute e un avvertimento: il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, ospite alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, non vuole commentare le parole di Silvio Berlusconi in merito al conflitto russo-ucraino: "Sapete benissimo che ad alcune domande non risponderò neanche sotto tortura. Parlerò soltanto di risultati elettorali, turismo, Milan, sole e amore". Lei incontrerebbe Zelensky, cosa che non avrebbe fatto Berlusconi? "Incontro tutti quelli che trovo qui al Bit", ironizza Salvini. "Ho condiviso tutte le scelte del governo", si limita a dire quando i cronisti gli chiedono se condivide l'idea della premier Meloni secondo la quale per la pace vi deve essere equiparazioni fra gli eserciti di Mosca e Kiev. "L'accompagnerebbe in Ucraina?", lo incalzano i giornalisti, ma Salvini non cambia linea: "Sono ministro dei Trasporti".
di Andrea Lattanzi
Video "I lombardi hanno capito il momento drammatico che abbiamo vissuto, ci hanno apprezzato per come abbiamo gestito la pandemia e le risorse che abbiamo investito per la ripresa". Giulio Gallera, il contestato assessore al Welfare di regione Lombardia durante il periodo più duro dell'emergenza covid, sarà con ogni probabilità rieletto in consiglio regionale. "Per ora sono secondo della mia lista", dice ai cronisti a palazzo Pirelli gongolando per il risultato sotto le aspettative di Letizia Moratti, che lo sostituì nella gestione della sanità lombarda: "Lei è la grande sconfitta di queste elezioni assieme al Terzo Polo, risultato minimale". "Siamo stati premiati per la gestione della pandemia, lo dicono i risultati", ha concluso ripetendosi.Di Andrea Lattanzi, Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video "Siamo soddisfatti e felici, mi sarei stupita del contrario, cioè che il governo si costituisca parte civile in un processo in cui c'è una parte del suo governo". Così Licia Ronzulli , presidente dei senatori di Forza Italia, commentando la revoca della costituzione di parte civile da parte di Palazzo Chigi nel processo Ruby Ter. "Tendenzialmente non ho capito come mai il governo precedente lo avesse fatto - conclude Ronzulli- è sempre meglio aspettare le decisioni della magistratura che costituirsi parte civile". Successivamente, per festeggiare la riconferma del governatore lombardo alle elezioni regionali in Lombardia, ha simulato un bacio con Attilio Fontana in stile Rosa Chemical e Fedez durante l’ultimo Sanremo.
Di Daniele Alberti, Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video "Il primo sentimento è la gioia per i lombardi che hanno capito il nostro lavoro". Lo ha detto il presidente di regione Lombardia Attilio Fontana uscendo dalla sede di via Bellerio. Fontana, confermato dagli elettori per il suo secondo mandato, ha anche confermato la soddisfazione per la sua lista, secondo le prime proiezioni attorno al 6%: "Buon risultato? Sì, sembra di sì". I DATI IN TEMPO REALE
Di Andrea Lattanzi
Video Il corteo degli anarchici in solidarietà di Alfredo Cospito è entrato in contatto con le forze dell'ordine in via Sabotino, nei pressi di Porta Romana. Lanci di petardi, bottiglie e sassi hanno fatto da preambolo allo scontro, con gli anarchici che si sono attrezzati con scudi e caschi in testa. La polizia ha reagito caricando i manifestanti.Di Andrea Lattanzi
Video "Da italiana media non voglio criticare il festival di Sanremo: è un po’ comunista? Sì. Ma tanto, più ci attaccano e più cresciamo. Che festival sarebbe senza polemiche?". Con queste parole, a margine di un evento in duomo organizzato dalla Federazione Italiana Golf, la ministra del turismo Daniela Santanchè ha commentato l'andamento del festival della musica italiana, scivolando sulla risposta all'appello dal palco dell'Ariston dei rapper Fedez e J Ax alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: "Hanno sbagliato il destinatario, noi siamo sempre stati per la droga senza se e senza ma e non abbiamo mai fatto differenze".
Di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video "Uno Stato serio e normale non deve scendere a patti con chi lo minaccia. Vale per la mafia ieri e vale per gli anarchici oggi, se gli anarchici pensano che facendo saltare le auto di qualcuno lo Stato indietreggerà.
Su alcune cose le istituzioni dovrebbero dire compattamente da che parte si deve stare, ma su questo ci sono delle sensibilità diverse".
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine di una riunione in Prefettura oggi a Milano, ha risposto così ai cronisti che le chiedevano se avesse percepito una condanna unanime delle violenze degli anarchici legate alla vicenda di Alfredo Cospito da parte delle forze politiche. "Ho letto ricostruzioni lunari - ha proseguito Meloni - secondo le quali il governo farebbe allarmismo su un pericolo che non esiste per giustificare futuri provvedimenti a restrizione delle libertà".
Di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video "Non penso ci sia bisogno delle dimissioni" degli esponenti di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli (deputato) e Andrea Delmastro (sottosegretario alla Giustizia). La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine della riunione di oggi in Prefettura a Milano, è tornata sul caso Cospito e sulla bagarre esplosa dopo le accuse al Pd formulate da Donzelli anche sulla base di informazioni sensibili fornitegli da Delmastro.
"Il ministero della Giustizia ha più volte detto che quei documenti non erano coperti da segreto", ha aggiunto Meloni. Secondo la premier, in quanto rivelato da Donzelli era già presente sui quotidiani: "Non ho ragione di dire che ciò che sta sulla stampa non possa andare in Parlamento", ha concluso.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d'indagine a carico di ignoti per rivelazione e utilizzo di segreto d'ufficio.
Di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video Oltre 200 persone hanno risposto all'appello delle sigle anarchiche per protestare contro il 41 bis ad Alfredo Cospito. I manifestanti, dopo un iniziale presidio di fronte all'ingresso del penitenziario di Opera, si sono avvicinati alle recinzioni laterali del carcere al grido di "Alfredo Libero". Alcuni di loro hanno lanciato sassi dalla recinzione esterna verso il vialetto che circonda le mura del carcere. Fin dai primi minuti del presidio non sono mancati epiteti e insulti a cronisti, fotoreporter e operatori video.
di Andrea Lattanzi
Video "Cospito sbaglia a non condannare le violenze anarchiche, poiché ne è indirettamente responsabile. Ma la battaglia per un 41 bis umano è giusta. Che bello sarebbe se lui, o anche un mafioso, potessero ricevere un fumetto in detenzione dopo il vaglio della censura?". Michele Usuelli, consigliere regionale lombardo di +Europa/Radicali e candidato alle prossime regionali, torna così sulla sua visita ad Alfredo Cospito, recentemente spostato nel carcere di Opera presso Milano. "Non sono il suo confessore né il suo avvocato ma - ha spiegato Usuelli - ho cercato di convincerlo a migliorare la sua condizione. Vuole vivere e proprio per questo fa lo sciopero della fame al fine di ottenere un 41 bis più umano". Il consigliere regionale, che ha invitato senza successo Cospito a riprendere l'alimentazione fino a cessazione delle violenze anarchiche, ha inoltre spiegato come il detenuto tema di essere giudicato dagli altri reclusi ad Opera come "oggetto di trattamenti di favore" e che per lui "non sussistano differenze fra il carcere di Sassari o quello milanese per le sue necessità". L'ARTICOLO "Cospito è vigile, reattivo e respira bene. E non vuole trattamenti di favore". Il resoconto di Usuelli (+Europa) che lo ha incontrato in carcere
di Andrea Lattanzi
Video L’omicidio di Roberto Franceschi 50 anni dopo. Lo studente di 20 anni fu ucciso da un colpo di pistola il 23 gennaio del 1973 davanti all’Università Bocconi. A sparargli fu un poliziotto, ma i tribunali non trovarono mai un colpevole. La sorella di Roberto e gli amici dell’epoca raccontano quella vita spezzata.
Di Andrea Lattanzi e Massimo Pisa
Video “Va tutto bene, nessuna guerra tra noi”. A dirlo sono in coro tutti i principali esponenti del Governo Meloni che hanno partecipato all'evento di Fratelli d'Italia a Milano in vista delle regionali lombarde. Tutto bene fino a quando il presidente del Senato Ignazio La Russa non perde le staffe a chi gli chiedeva in che veste fosse venuto all'evento elettorale: “Scrivi il c***o che vuoi” risponde. Non è tutto: ad apertura lavori il ministro della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida ha stuzzicato l'Irlanda a proposito delle etichette sul vino: “Non mi sembra loro lo producano, la birra la usano per idratarsi”. Non si è risparmiato neanche il ministro Gennaro Sangiuliano che ha dato a Dante Alighieri il titolo di “fondatore del pensiero di destra”. Infine tra i candidati presente anche Alberto Veronesi, figlio del grande oncologo Sandro, candidato alle regionali in Lombardia con Fratelli d'Italia che alle ultime comunali di Milano aveva appoggiato nella lista dei Riformisti il sindaco Beppe Sala.
di Daniele Alberti e Andrea Lattanzi
Video "La Repubblica ha scritto che la mia presenza alle riunioni di Fratelli d'Italia sarebbe come se Mattarella andasse a una riunione del Pd. Paragone inappropriato, rosicano perché uno di destra è stato eletto presidente del Senato". Ignazio La Russa, riprendendo un commento a firma di Carmelo Lopapa su Repubblica, si difende così dalle critiche sul suo modo di interpretare il ruolo di presidente del Senato. Ma nella giornata che FdI ha organizzato a Milano per coinvolgere i candidati alle regionali, sul senso delle istituzioni l'inquilino di palazzo Madama ha dato ben altri spunti: un microfono fatto cadere a un cronista, il verso alla moglie disgustata dalla sua passione per le lumache, una lunga - e appassionata - enunciazione della sua ricetta per la pasta alla Norma e, non da ultima, una battuta evidentemente riferita alla senatrice dem Monica Cirinnà, sulla storia dei 24.000 euro trovati nella cuccia del suo cane. "Aveva dei soldi senza saperlo la vicepresidente greca del parlamento Europeo?", ha interloquito Pietro Senaldi. "Aveva anche un cane?", ha replicato La Russa. Tra gli applausi della platea, d'altronde, aveva avvertito tutti: "Non sono paludato".
Di Andrea Lattanzi e Daniele Alberti
Video Un uomo ha protestato sotto il palco della kermesse di Fratelli d'Italia, in corso a Milano, chiedendo di non dare la cittadinanza all'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro. L'uomo, che si è presentato con un manifesto in cui Giorgia Meloni stringeva la mano a Bolsonaro, ha urlato: "Basta Bolsonaro. Niente cittadinanza a Bolsonaro, non siate complici". Il contestatore è stato poi allontanato e identificato dalla sicurezza.
di Daniele Alberti e Andrea Lattanzi
Video "La destra ha cultura, una grandissima cultura. Io ritengo, e so di fare un'affermazione forte, che il fondatore del pensiero di destra in Italia sia Dante Alighieri". Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, intervistato dal direttore di Libero Pietro Senaldi durante un evento elettorale di Fratelli d'Italia a Milano, rivendica così un'origine dantesca del pensiero di destra italiano. "Quella visione dell'umano e delle relazioni interpersonali che ritroviamo nelle opere di Dante è di destra", ha specificato. "La destra ha cultura - ha concluso - deve solamente affermarla". L'ARTICOLO Sangiuliano: "Dante è il fondatore del pensiero di destra italiano"
di Andrea Lattanzi e Daniele Alberti
Video "Sono stato di sinistra, oggi sto con Giorgia Meloni". Qualche colpo di tosse, forse, tradisce un piccolo imbarazzo. Queste le parole di Alberto Veronesi, figlio del grande oncologo Sandro, candidato alle regionali in Lombardia con Fratelli d'Italia. Alle ultime comunali di Milano, Veronesi aveva appoggiato nella lista dei Riformisti il sindaco Beppe Sala, candidandosi poi a Lucca con il Terzo Polo. E oggi? "Beppe Sala è ancora un buon sindaco ma non rispecchia più la persona di otto anni fa. In Giorgia Meloni - dice Veronesi - riconosco una grande leader anche rispetto ai temi della cultura, ormai ignorati a sinistra". Nella campagna elettorale per Sala, Veronesi suonò più volte al piano nelle piazze milanesi 'Bella Ciao': "Lo rifarei, non è una canzone partitica, ma - risponde a chi gli fa notare che è difficile cantare 'Bella Ciao' seduto di fianco al presidente del Senato Ignazio La Russa - oggi suonerei l'inno di Mameli o 'Vincerò' di Puccini". L'ARTICOLO Regionali Lombardia, Alberto Veronesi, dalla lista per Sala a FdI: "Idea di candidarmi nata da simpatia reciproca"
di Andrea Lattanzi
Video "Nel suo testamento Giuseppe Verdi indicò che i diritti d'autore di tutte e 27 le sue opere dovevano essere destinati a questa casa di riposo. E con essi, investendo in altri immobili oggi affittati, questo posto continua a esistere". Roberto Ruozzi è il presidente di Casa Verdi, la prima (e unica) casa di riposo per musicisti d'Italia e d'Europa. Inaugurata nel 1902, la struttura era stata fortemente voluta, ed interamente finanziata, dal compositore Giuseppe Verdi. Da allora ospita ininterrottamente anziani artisti, compositori, cantanti e musicisti negli ultimi anni della loro vita. Oltreché, da qualche decennio, anche giovani studenti di materie musicali a Milano. "A fine Ottocento non esistevano pensioni per gli artisti e Verdi - racconta l'assistente di direzione, Biancamaria Longoni - sapeva perfettamente che non tutti avevano avuto il suo talento o la sua fortuna". Passeggiare per i corridoi di Casa Verdi, situata nella parte ovest della città, è un viaggio nella storia della musica. I pianoforti appartenuti al compositore si alternano ai canti e alle esecuzioni degli anziani ospiti, impegnati quotidianamente in attività ricreativa. "Lo facciamo perché il vissuto di queste persone è interamente legato alla musica e - dice il responsabile delle animazioni, Ferdinando Dani - rivivere queste esperienze per loro è sicuramente positivo". Casa Verdi è stata sicuramente la più celebre opera di filantropia del Maestro, ma non certo l'unica. "Eppure - ricorda ancora Longoni - non amava pubblicizzare la sua beneficenza. "Sapete quanto la réclame gratuita mi sia sgradito", aveva detto". La struttura ospita un piccolo museo con cimeli originali e quadri, come l'iconico ritratto di Giovanni Boldini che fu per anni effige delle mille Lire, oltreché le spoglie di Verdi e della moglie Giuseppina Strepponi custodite nella cripta.
Di Andrea Lattanzi