Video "Se il racconto costruisce il nostro immaginario e dà forma al nostro mondo, tutto ciò che non ci è raccontato o proposto come legittima alternativa finisce per non esistere. Ho vissuto malissimo la scuola, sono stato due anni in terapia farmacologica perché la comunità degli adulti mi dava del malato". L'attore, attivista lgbtq+ e portavoce di Gay Center, Pietro Turano, racconta la sua infanzia dal palco dell'Arena Robinson di Più libri più liberi durante un incontro con lo scrittore Daniele Mencarelli. "C'è un'assenza totale di riconoscimento, nella narrazione con cui ti dicono fin da piccolo come devi vivere, poiché ti costringe a pensare che quello sia l'unico modo di vivere", ha detto nel suo intervento.
di Andrea Lattanzi
Video "Nel governo c'è gente che dice di correggere devianze, usare la parola italiana dispensatore anziché il termine inglese dispenser. Credo che siano fuori tempo massimo e sarà lo stesso tempo a dimostrargli che sono un anacronismo che non fa più ridere". L'autore di Tutto chiede salvezza, romanzo da cui è stata tratta l'omonima e apprezzata serie televisiva, interviene all'Arena Robinson di Più libri più liberi per presentare il suo ultimo libro Il ritorno degli imperi, con il giornalista Gabriele Di Donfrancesco e l'attore Pietro Turano. "Mi ritrovo spesso a discutere con uomini sopra gli anta perché quando affermo che - ha detto nel suo intervento - i vostri nipoti sono meglio di voi la prima reazione è battere i pugni sul tavolo. Questo dimostra quanto sia giusto dire ai giovani che solo loro sono i padroni della loro natura e del loro destino"
Intervista di Gabriele Di Donfrancesco
Riprese e montaggio di Andrea Lattanzi e Luca Pellegrini
Video "Far ridere tutti, ma in particolare i bambini, è la mia missione. C'è sempre bisogno di ridere". Pera Toons, al secolo Alessandro Perugini, si racconta dopo il suo intervento all'Arena Robinson di Più libri più liberi. Pera è passato dalla grafica pubblicitaria al fumetto, soprattutto dopo un'irresistibile ascesa sui social. "In verità il pubblicitario in me è rimasto perché - ha spiegato - lo trasporto nel mondo di Pera Toons dove serve quell'abilità". "Spero di riuscire con il mio lavoro a portare nuovi lettori verso il graphic novel", così ha concluso il suo intervento.
di Sara Scarafia e Andrea Lattanzi
Video "Il sindaco di Milano dice che non ho deleghe e quindi non dovrei parlare? Io parlo perché sono Vittorio Sgarbi, lui non è niente. Non mi deve rompere le scatole". Il sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, intervenuto a Roma al festival della piccola e media editoria Più libri più liberi, torna sulla querelle avuta con il sindaco di Milano Beppe Sala in merito alle richieste fatte dai sindacati del teatro alla Scala al primo cittadino e rispedite da questi al mittente. A un primo attacco di Sgarbi, Sala aveva replicato dicendo che "non mi risulta che abbia ancora una delega. Quando formalmente avrà una delega, se vorrà discuterne, io sono disponibile". "La Scala ha 37 milioni di euro all'anno e con tutti quei soldi non puoi fare una regia da due milioni e - ha spiegato Sgarbi, solidale con i sindacati - non dare soldi alle maestranze è un errore". "Prima Sala era di destra e adesso è di sinistra ma - ha conluso il sottosegretario - che deleghe ha Sala per parlare con me? Ha delle deleghe?"
di Andrea Lattanzi
Video "Il taglio di 9 milioni di euro che il governo prospetterebbe nella manovra mi fa trasecolare. Abbiamo problemi di sovraffollamento e suicidi e togliere fondi alla polizia penitenziaria è una follia". Il senatore di Italia Viva e membro della commissione Giustizia Ivan Scalfarotto visita il carcere milanese di San Vittore dando seguito a una serie di sopralluoghi nei penitenziari iniziata a Torino. "In questo carcere, comunque al limite della sua capacità, ci sono zone ristrutturate che hanno condizioni positive ma - ha spiegato Scalfarotto - altre, invece, che non sono state toccate da tempo e che palesano una situazione di difficoltà". Il senatore, che ha ricordato come i lavori già finanziati per ristrutturare due raggi del carcere a oggi chiusi non siano ancora partiti, si è detto contrario all'ipotesi di trasferire il carcere: "Spostare i penitenziari in luoghi dove non possono essere visti è un modo per rimuovere dai nostri radar un fenomeno. Invece è importante che il carcere sia qui, in centro, perché è un pezzo della nostra società".
Di Ilaria Carra e Andrea Lattanzi
Video Centinaia i cittadini che si sono radunati in viale Argonne a Milano per presenziare all'inaugurazione della M4, la nuova linea metropolitana di Milano che porterà all'aeroporto di Linate. Durante la cerimonia una curiosa "sfida" a pallacanestro fra il sindaco Beppe Sala e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Un tiro libero su due per Sala, zero su due per Salvini, malgrado l'efficace meccanica di tiro. Il cuore della mattinata, però, è stato prima, quando cioè all'aeroporto di Milano si è svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova opera. Salvini ha qui ricordato Raffaele Ielpo, l'operaio morto sul lavoro mentre partecipava alla costruzione della M4 nel 2020. "Ringrazio i suoi fratelli che sono venuti qui. Raffaele è stato uno dei - ha detto il ministro - protagonisti silenziosi di questa opera. La sua inaugurazione è dedicata a lui e a tutti coloro che ci hanno lavorato". "Con questa nuova linea arriviamo a 118 chilometri di metro e 136 fermate. Ci collochiamo in una dimensione di eccellenza", ha detto invece il sindaco Sala. Alla partenza del convoglio per il viaggio inaugurale i presenti hanno salutato la prima tratta con un lungo applauso.Di Andrea Lattanzi
Video Il ministro delle Infrastrutture e segretario della Lega Matteo Salvini è stato contestato da alcuni giovani all'inaugurazione della nuova linea della metro M4. Epiteti continui che non hanno ricevuto reazione da parte di Salvini che ha proseguito verso la propria auto accompagnato dalla scorta. A sostegno di Salvini è intervenuta l'eurodeputata Silvia Sardone che ha intrapreso un lungo alterco con i contestatori sulle occupazioni di immobili, trasporti pubblici e forze dell'ordine. "Sciacquatevi la bocca prima di parlare della polizia, zecche", ha detto ai manifestanti allontanandosi.
Video di Andrea Lattanzi
Video “Metteremo in campo il meglio di noi per riuscire a ottenere queste cose, anche se magari non sono nelle corde dei nostri alleati”. Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi inaugura a Milano la nuova sede regionale di Forza Italia e stuzzica gli alleati di governo sulle sue proposte per la manovra: "Eliminiamo tutte le autorizzazioni preventive per chi vuole realizzare una casa e detassiamo le imprese per dare lavoro ai giovani". Tanti i parlamentari e i consiglieri locali. Presenti anche i capigruppo di Camera e Senato Alessandro Cattaneo e Licia Ronzulli, oltre a alcuni non candidati come Marco Bestetti e Giulio Gallera. La nuova sede si presenta addobbata ad hoc con vecchie foto del Cavaliere, alcune assieme al vecchio amico Vladimir Putin o ai grandi della Terra, come in occasione del vertice Nato-Russia del 2002. Immancabile un'immagine di Berlusconi che alza al cielo una delle coppe dei campioni vinte col Milan. Il tutto accompagnato da vecchie immagini elettorali e palloncini azzurri. Una storica fan lo ferma fuori dalla nuova sede e gli mostra un vecchio opuscolo elettorale: "Com'era bello", dice al leader azzurro. "L'importante è esserlo ancora", gli replica lui
di Andrea Lattanzi e Daniele Alberti
Video Una cinquantina di militanti delle associazioni Memento, Lealtà e Azione, Continuità hanno presenziato all'annuale commemorazione del Campo 10 al cimitero Maggiore di Milano, dove sono sepolti circa 900 defunti della Repubblica Sociale Italiana. La cerimonia, come già in altre occasioni, non si è conclusa con il classico "saluto romano", sebbene tra i militanti il modo tradizionale di salutarsi rimanga il saluto del legionario. Giornalisti, anche questo secondo tradizione, tenuti al di fuori del campo durante lo svolgimento dell'iniziativa. "Noi vogliamo la pacificazione, sì, ma soprattutto - ha detto il celebrante Gabriele Leccisi dell'associazione Continuità - vogliamo che questi caduti siano onorati dal popolo italiano". In questo senso, al termine della cerimonia, più di un militante ha esaltato la decisione del presidente del Senato Ignazio La Russa di non presenziare ai festeggiamenti della Liberazione il prossimo 25 aprile: "Questo è un gesto di pacificazione perché - spiega Mario, figlio di un tenente Rsi - ormai è una festa di sinistra. Non è una festa di vittoria o sconfitta, si deve cambiare mentalità ed è un bene che lui non festeggi". "Fra cent'anni siamo ancora a parlare di questa cosa se non la facciamo finita e - dice invece un altro militante, elettore di Fratelli d'Italia - mi auguro che questo governo faccia cose concrete. Ci vogliono ordine e disciplina".
di Andrea Lattanzi
Video "La nostra Costituzione è antifascista. Né Giorgia Meloni né altri esponenti di Fratelli d'Italia si sono mai definiti antifascisti". Il presidente dell'Anpi di Milano e provincia Roberto Cenati commenta così le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, nel suo primo discorso da premier alla Camera, aveva affermato di "non aver mai provato simpatia per i regimi antidemocratici, incluso quello fascista". Per Cenati, intervenuto alla commemorazione in memoria di partigiani e deportati nei campi di sterminio al cimitero Maggiore di Milano, l'aver definito le leggi razziali "il punto più basso" della politica italiana non è sufficiente. "Quelle leggi - ha spiegato - erano una cosa gravissima e facevano parte di un'intera concezione perversa della politica, contro la libertà e razzista. Non c'è stata una condanna generalizzata, ma soltanto a parole e molto formale".
di Andrea Lattanzi
Video Più di trecento persone hanno risposto alla chiamata de I Sentinelli di Milano che hanno organizzato la manifestazione intitolata emblematicamente "Resistiamo!". In piazza Fontana, richiesta non a caso dal portavoce Luca Paladini, si sono alternati sul palco esponenti del mondo Lbgtq+, migranti, esponenti della società civile e famiglie arcobaleno. Presente anche la figlia di Giuseppe Pinelli, legata a piazza Fontana per le accuse dell'attentato del 1969 rivolte al padre: "Questa piazza ha vitsto agire la manovalanza neofascista in epoche che non possiamo considerare remote e - ha spiegato - oggi è significativo essere in questa piazza per rivendicare libertà e diritti". Momento di forte impatto emotivo è stata l'interpretazione dell'attrice Camilla Violante del racconto di una storia di aborto. "Si tratta di una donna, non povera, non malata che in quel momento della sua vita - ha detto l'attrice, visibilmente commossa durante la sua lettura - non si è sentita di proseguire la gravidanza. L'aborto è un diritto e lotteremo per non farcelo togliere". "Con il nuovo governo Meloni - ha spiegato Luca Paladini - la distanza chilometrica con Varsavia e Budapest si è molto ridotta. Loro lo rivendicano. Da piazza Fontana parte la nostra resistenza"
di Andrea Lattanzi