Video Quattro milioni di argentini sono scesi in strada a Buenos Aires per acclamare la 'caravana del campeon', la parata trionfale del pullman scoperto della nazionale di calcio per celebrare il trionfo in Qatar. La squadra guidata da Lionel Messi ha lasciato alle 11.30 del mattino il cetntro sportivo della federcalcio (Afa) a Ezeiza per dare il via a un tour trionfale che per motivi di sicurezza non toccherà né l'Obelisco, cuore della capitale, né la Casa Rosada, la residenza presidenziale.Il giorno di festa nazionale proclamato dal presidente Alberto Fernandez per la terza Coppa del mondo, vinta dopo 36 anni, ha favorito la mobilitazione dei tifosi.Il faticoso percorso tra immense ali di folla si è svolto a passo d'uomo lungo la tangenziale 'Ricchieri', diretto verso la '25 maggio'. In molte zone di Buenos Aires le folle oceaniche hanno bloccato il traffico e hanno imposto la sospensione di linee della metropolitana e dei bus con la gente costretta a spostarsi a piedi. Anche le linee telefoniche hanno rischiato il collasso e in certi quartieri i cellulari hanno smesso di ricevere.
Video Quattro milioni di argentini sono scesi in strada a Buenos Aires per acclamare la 'caravana del campeon', la parata trionfale del pullman scoperto della nazionale di calcio per celebrare il trionfo in Qatar. La squadra guidata da Lionel Messi ha lasciato alle 11.30 del mattino il cetntro sportivo della federcalcio (Afa) a Ezeiza per dare il via a un tour trionfale che per motivi di sicurezza non tocchera' ne' l'Obelisco, cuore della capitale, ne' la Casa Rosada, la residenza presidenziale.Il giorno di festa nazionale proclamato dal presidente Alberto Fernandez per la terza Coppa del mondo, vinta dopo 36 anni, ha favorito la mobilitazione dei tifosi.Il faticoso percorso tra immense ali di folla si e' svolto a passo d'uomo lungo la tangenziale 'Ricchieri', diretto verso la '25 maggio'. In molte zone di Buenos Aires le folle oceaniche hanno bloccato il traffico e hanno imposto la sospensione di linee della metropolitana e dei bus con la gente costretta a spostarsi a piedi. Anche le linee telefoniche hanno rischiato il collasso e in certi quartieri i cellulari hanno smesso di ricevere.
Video Migliaia di tifosi hanno abbracciato l'Albiceleste campione del mondo appena atterrata a Buenos Aires. Nel video, il pullman della nazionale argentina accompagnato all'uscita dell'aeroporto di Ezeiza dai supporters argentini in festa. A mezzogiorno Messi e compagni faranno poi un giro per le strade della capitale argentina, festeggiati dalla folla, per poi terminare il tour a plaza de Majo.
Video L'Albiceleste è a casa: la nazionale di calcio argentina - che domenica è stata proclamata campione del mondo in Qatar, battendo la Francia in una finale al cardiopalma decisa ai rigor i- è tornata in patria accolta da una folla di tifosi e il Paese si prepara a festeggiarla con una giornata di festa nazionale. L'atterraggio del volo, dopo lo scalo all'aeroporto di Fiumicino, è avvenuto 02:23 ora locale (06:23 in Italia). Il volo AR1915 delle Aerolìneas Argentinas con a bordo la delegazione, guidata dal presidente della Federcalcio argentina, Claudio Tapia, e dall'allenatore dell'Albiceleste, Lionel Scaloni, è atterrato all'Ezeiza Aeroporto Internazionale, in provincia di Buenos Aires. L'Albiceleste passerà la notte nel suo centro di allenamento, che si trova vicino all'aeroporto. A mezzogiorno faranno poi un giro per le strade della città, festeggiati dalla folla e issati in cima ad un autobus per terminare il tour a plaza de Majo. Nei dintorni del complesso sportivo Afa, vicino all'aerodromo, si sono radunati decine di migliaia di tifosi che sperando di vedere i giocatori. L'itinerario che la nazionale percorrerà da Ezeiza al centro di Buenos Aires è stato definito ieri pomeriggio in una riunione del governo ma potrebbe subire cambiamenti su richiesta dei giocatori.
Video Era notte fonda a Dacca quando Gonzalo Montiel ha insaccato l'ultimo calcio di rigore nella finalissima contro la Francia. Ma il tardo orario non ha impedito al popolo bengalese di vedere la partita sui maxi schermi e di esplodere in una festa incontenibile alla vittoria Albiceleste. A vedere i video che arrivano dal Bangladesh, sembra quasi che i veri festeggiamenti si siano consumati in Asia Meridionale più che in Sud America dalle parti di Buenos Aires. Ma a cosa è dovuto tutto questo fervore da parte dei bengalesi nei confronti della nazionale argentina? La risposta ha origine sempre ai Mondiali, ma a quelli del 1986: Maradona e l'Albiceleste affrontano e annichiliscono l'Inghilterra in una partita carica di rivalsa dopo la guerra delle Falkland. Al popolo bengalese, che conobbe in passato il colonialismo britannico, venne quasi automatico simpatizzare per la banda di Diego Armando che aveva con tanta sfrontatezza mandato a casa gli inglesi.
A quasi 40 anni di distanza, il Bangladesh non è riuscito a sviluppare un movimento calcistico capace di ottenere risultati soddisfacenti e, dunque, ha pensato che Leo Messi potesse essere quello che Maradona è stato per le generazioni precedenti, sviluppando verso il campione argentino la stessa empatia e lo stesso sostegno riservato nel 1986 al Piebe de Oro.
Video I tifosi riuniti all'Obelisco di Buenos Aires e nell'ex casa di Diego Maradona festeggiano la vittoria dell'Argentina sulla Francia ai rigori nella finale di Qatar 2022. Dopo il rigore decisivo di Gonzalo Montiel esplode la festa per le vie di Buenos Aires
Piazza Dante, Napoli. Ore 10. Mille tifosi argentini si riuniscono all’ombra della statua del sommo poeta
Leonardo Pini
Gli Usa: “Attacchi senza sosta alle infrastrutture”. Tempesta di missili, 10 milioni di persone al freddo e al buio. Putin visita le truppe
A CURA DELLA REDAZIONE
Video Messi & co annichiliscono la Croazia e volano in finale in Qatar. In Sud America si scatena la festa per le strade di Buenos Aires e di tutta l'Argentina. I festeggiamenti sono incontenibili, a tratti anche eccessivi come si vede da questi video apparsi sui social: i tifosi dell'Albiceleste salgono sui semafori e sulle tettoie dei fast food senza pensare troppo alle conseguenze che, immancabilmente, sono disastrose.
Video "Argentina, Argentina". No, il coro non è partito da una piazza di Buenos Aires, ma dagli spalti dell’Aleksandar Nikolic Arena di Belgrado. In quel momento, la Stella Rossa e i lituani dello Zalgiris Kaunas stavano battagliando in un’incertissima gara di Eurolega di basket. Il coro si è elevato nel momento del 3-0 argentino contro la Croazia nella semifinale del Mondiale di calcio. Un coro "patriottico", dei tifosi serbi in funzione anti-croata. Ma c’è di più. Il giocatore di punta della Stella Rossa è l’argentino (nato a Mar del Plata) Luca Vildoza, che proprio mentre la Seleccion batteva Modric ha sfoderato una prestazione sontuosa da 27 punti. In particolare, sul 66-67, Vildoza ha piazzato in appena due secondi 4 punti determinanti per il risultato finale: la gara è finita 77-73. "Incredibile" ha raccontato Vildoza alla fine, "dovunque guardassi, tutti mi aggiornavano sul risultato della gara in Qatar. I serbi sono malati come noi, vivono il basket con la stessa passione con cui noi argentini viviamo il calcio".
Video Milioni di argentini hanno prima seguito e poi festeggiato in piazza la vittoria della loro nazionale nella semifinale mondiale contro la Croazia. Impressionanti le immagini che arrivano da Buenos Aires, da Avenida Acoyte, vicino al Parque Rivadia, con una folla oceanica che canta quello che è diventato l'inno della spedizione in Qatar, Muchachos, il brano di La Mosca Tse-Tse che nel suo testo unisce Maradona e Messi, con Diego che dal cielo, insieme ai suoi genitori, incoraggia Leo.
Video Nel 2005 Diego Armando Maradona fu la stella di La Noche del 10, programma in 13 puntate andato in onda sul Canale 13 di Buenos Aires con ascolti altissimi. Dopo gli anni delle dipendenze, era un momento felice per l'ex numero 10 del Napoli: in forma e sorridente, accolse nel suo studio ospiti come Pelé, Zidane, Ronaldo, Fidel Castro, Mike Tyson, Raffaella Carrà, Robbie Williams. In una puntata organizzò una partita di calcio tennis indimenticabile: da una parte della rete l'ex juventino Carlos Tevez e l'attore argentino Dady Brieva, dall'altra loro due: Diego Armando Maradona e Lionel Messi, uno accanto all'altro. Risate in studio, pura gioia per gli occhi di tutti gli appassionati di calcio.
Antonio BarillàINVIATO A DOHAQuando Lionel Scaloni, nell'ottobre 2016, debuttava come tecnico nello staff di Jorge Sampaoli al Siviglia, Louis Van Gaal viveva al Manchester United la 28ª stagione in panchina. Generazioni lontane, opposte nell'anagrafe dei ct: il guru orange, 71 anni compiuti, è il "
E all'interdizione perpetua dagli incarichi pubblici
Giovanni, ex pescatore 83enne: «Ogni mio sacrificio è in quella casa, anche se rischio non me ne vado»
Niccolò Zancan
Il risveglio dolce del numero 10, decisivo contro il Messico: «Comincia un Mondiale nuovo in cui ci aspettano solo finali. Siamo tornati, alla nostra gente ripeto di avere fiducia»
Antonio Barillà, Inviato a Doha
Andrea Scutellà / ivrea«I nonni italiani? Qui ce li hanno tutti», ci spiega una ragazza con la faccia pitturata albiceleste. Insieme a lei un'altra ventina di persone che gridano «Vamos, vamos Argentina», nella piccola Buenos Aires di Ivrea. Nonni italiani, dunque, ma anche piemontesi? Neanche a dir
Interrogazione della senatrice del Carroccio, Marta Bizzotto sulla “Fuzhou Police Overseas Service Station”
GIACOMO GALEAZZI
BorgialloDall'Argentina a Borgiallo per ottenere la cittadinanza italiana per iure sanguinis, grazie al legame di sangue con un parente emigrato all'altro capo del mondo due secoli fa. I ragazzi che hanno ottenuto la cittadinanza e ricevuto una copia della Costituzione italiana dalle mani del sindac
Mauro Giubellini / ayasAveva deciso di fare un'escursione solitaria sul Corno Bussola in val d'Ayas. Con sè solo la sua inseparabile macchina fotografica, per lei straordinaria passione e strumento di lavoro.Paola Gallo Balma, di 40 anni, nata e cresciuta a Rivarolo, fotografa di fama nazionale, da