Il Niger è l’ultimo di una lunga serie, dalla Libia, alla Siria, alla Russia, dove hanno fallito. Sono inique e colpiscono soltanto i poveracci, ma ci servono a marchiare i “nostri” nemici
domenico quirico
È scaduto l'ultimatum di 7 giorni dell'Ecowas contro i golpisti del Niger che hanno deposto il filo-occidentale presidente Mohamed Bazoum. Ma, molto dietro le quinte, si continua a lavorare per scongiurare una guerra che sarebbe fratricida soprattutto con la Nigeria e infiammerebbe il già disastrato
l ministro degli Esteri: «Serve una nuova politica per aiutare il continente a svilupparsi. La crisi del grano affama i poveri, solo Erdogan può convincere Putin a tornare nell’intesa»
Giovanna Loccatelli
Venti di guerra spirano dal Niger: il capo dei militari golpisti, il generale Abdourahamane Tchiani, ha snobbato la delegazione di alto livello dell'Ecowas (la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale) arrivata a Niamey per sventare il rischio di un conflitto regionale che, in base un
Un piano prevede come e quando schierare le truppe se i golpisti non riporteranno al governo il presidente Mohamed Bazoum
Nel giorno dell'anniversario dell'indipendenza dalla Francia, i sostenitori del golpe in Niger sono tornati a manifestare a migliaia, brandendo le bandiere e gli slogan pro-Putin e contro Parigi. Forti delle parole del loro leader, il generale Tchiani che non intende mollare la presa e cedere a «nes
L’Ecowas a Niamey per evitare un conflitto mentre i generali golpisti volano a Bamako, in Mali a caccia di alleati. Gli europei rimpatriati con voli speciali
Danilo Ceccarelli
La regione si spacca in due: ponte aereo da Parigi per rimpatriare gli europei
danilo ceccarelli
Resta alta la tensione in Niger dopo il colpo di Stato che la settimana scorsa ha deposto il presidente, democraticamente eletto e filo-occidentale, Mohamed Bazoum. La giunta militare di Abdourahamane Tchiani raccoglie il sostegno dei Paesi limitrofi guidati a loro volta da regimi golpisti filorussi
Destabilizzando un pilastro della democrazia in Africa occidentale, in Niger i militari hanno annunciato di aver preso il potere spodestando il primo presidente insediato democraticamente, Mohamed Bazoum, di orientamento filo-occidentale. E questo in un'area in cui i confinanti Burkina Faso e soprat
«Abbandonati nel deserto coi neonati». Una donna ha abortito dopo essere stata picchiata
matteo garavoglia
ROMA. L’incontro tra i due ministri, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, è di giovedì scorso. Si sono visti al Viminale perché c’è una urgenza che ora investe i due ministri: l’immigrazione clandestina. Dal decreto Cutro e anche dall’accordo europeo di Lussemburgo di questi giorni, discende infatti...
francesco grignetti
IvreaPer intero il suo nome fa Dabonte Hugues Sambiani, ma tutti lo chiamano Hugues. «Mi piacerebbe portare qui anche mia moglie e mia figlia, sto prendendo la terza media e la patente», tiene a far presente, con una punta di orgoglio. Questa è la storia di un 29enne arrivato in Italia tre anni fa d
Kenneth Elliott, oggi 88enne, era stato sequestrato con la moglie, con cui gestiva nel Paese africano una clinica. Lei era stata rilasciata tre settimane dopo
New YORKIl Sudan rientra in una più ampia "orbita africana" in cui la Russia vuole cristallizzare la propria presenza attraverso il gruppo Wagner. La conferma giunge dai leak del Pentagono, riferisce il Washington Post secondo cui la società di Yevgeny Prigozhin vuole creare una «confederazione» di
Libia, Sudan, Mali, Repubblica Centrafricana, Mozambico. Il report Onu e le carte Usa sui crimini commessi dalla banda Prigozhin
Jacopo iacoboni
Nella graduatoria 2022 dell’Economist c’è un caso Roma. Promosse Francia e Spagna. Male la Cina
GIACOMO GALEAZZI
Continua lo stillicidio di violenze e uccisioni dei cristiani in Africa, e in particolare di religiosi
Nel Mediterraneo centrale si è visto un incremento del 59%
il retroscenaMarco BresolinINVIATO A BRUXELLESCi sono due modi per leggere il piano preparato dalla Commissione europea per curare la dipendenza dal gas russo. Chi è solito vedere il bicchiere mezzo pieno noterà che già entro la fine di quest'anno i Paesi Ue potrebbero ridurre di due terzi l'import