Draghi: «Il vaccino sarà obbligatorio Green Pass allargato e terza dose»

Francesco Olivo / romaUn po' di «disciplina» non guasterebbe, «ma il governo va avanti». Green Pass esteso, vaccino obbligatorio e terza dose in arrivo. Lo strappo della Lega sul certificato verde in parlamento e lo scontro durissimo nella maggioranza non ha scalfito la linea del governo. Al contrario: Mario Draghi accelera, mandando un messaggio al Paese, «ripeto, bisogna vaccinarsi», e anche al partito di Matteo Salvini, «auspico più disciplina», mettendo il chiaro l'apprezzamento per l'operato della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, nel mirino dei leghisti, aprendo però all'ipotesi di un incontro tra la ministra e Salvini. Altra stoccata viene riservata, con grande durezza, a chi in Italia e all'estero rifiuta il principio dell'accoglienza per i profughi afghani. La cabina di regiaIl premier, nella prima conferenza stampa dopo l'estate, fa di tutto per allontanare da Palazzo Chigi la litigiosità dei partiti della maggioranza, covata per mesi ed esplosa mercoledì: «Il governo - scandisce - lavora molto bene e quindi va avanti». Non è d'accordo con chi, come il segretario del Pd Enrico Letta, ha parlato di «inizio della fine» della maggioranza: «Ci sono provenienze politiche e culturali diverse, ma il governo va molto d'accordo e non vedo nessun disastro all'orizzonte». Dopo aver messo in chiaro, che sul Green Pass non si deciderà «se» allargarlo, ma «a chi e con quale velocità», alla fine qualcosa concede ai partiti che, con diversi accenti, chiedono in fondo tutti la stessa cosa: contare di più, specie in una fase così delicata come la campagna elettorale. La concessione sarebbe la "cabina di regia", formula antica della liturgia politica, derubricata però a «chiarimento tra le forze politiche», dal quale, quindi, il governo si chiama fuori. Il flop della mobilitazione dei No vax è motivo di soddisfazione, ma le minacce contro giornalisti, medici e politici sono «una violenza vigliacca e odiosa».La scuolaÈ l'unico riferimento alle proteste, perché per il premier ci «sono molte cose positive», tra le quali l'adesione massiccia dei giovani alla campagna di vaccinazione, che consentirà di iniziare l'anno scolastico con fiducia: «Quando decisi a maggio che bisognava tornare in presenza ci furono critiche ma fu un successo» e anche stavolta si può dire che «il governo non abbia passeggiato, come dice qualcuno, durante l'estate». Blindare l'esecutivo, vuol dire anche difendere il lavoro della ministra dell'Interno messa sotto accusa della Lega per la gestione dell'immigrazione e sulla quale pende la minaccia di una mozione di sfiducia di Fratelli d'Italia: «Lamorgese a mio parere lavora molto bene, ma poi non ho visto nessuno che abbia la bacchetta magica - dice Draghi, che poi apre a un incontro tra la titolare del Viminale e Salvini: «Dovrebbe essere un chiarimento necessario - taglia corto - Magari non in televisione o in streaming...». Dal Viminale si fa notare come la ministra non si sia mai negata a un confronto con il suo predecessore. L'ipotesi QuirinaleNella conferenza stampa aleggia poi lo spettro del Quirinale, quando gli viene prospettato come un piano B, se le cose al governo dovessero andare male, Draghi reagisce con fermezza, persino aspra: «Trovo offensivo questa idea di pensare al Colle come un'altra possibilità, anche nei confronti del presidente della Repubblica. In ogni caso non mi preoccupo per me stesso».Altro punto che Draghi vuole sottolineare è l'economia: «L'Italia cresce più delle aspettative. L'occupazione va bene, ci sono situazione riprovevoli, e il governo dovrà intervenire, ma le cose sono positive». Certo, l'ex presidente della Bce sa che questo «è un grande rimbalzo, che avviene anche in altri Paesi. La vera sfida quindi sarà mantenere un tasso di crescita notevolmente più elevato di quello che si aveva prima della pandemia». Le riformeAltro capitolo è quello delle riforme che Draghi elenca, a partire da quelle già in parlamento, come la Giustizia. «La priorità sarà data alle leggi delega su concorrenza e fisco, poi andrà affrontato il tema fondamentale delle politiche attive del lavoro, e la riforma degli ammortizzatori sociali».Le delocalizzazioniSul decreto delocalizzazioni Draghi sceglie la prudenza: il premier parla di «una norma complessa, che però condivideremo con il governo e le parti sociali», compresa quindi Confindustria, il cui presidente si è espresso con durezza in queste settimane. Le reazioniLa maggioranza ascolta le parole di Draghi con differenti stati d'animo. Il più soddisfatto, specie sui temi del Green Pass esteso e dell'obbligo vaccinale, sembra essere Enrico Letta, che coglie l'occasione per sottolineare ancora una volta le posizioni ondivaghe della Lega: «Nella maggioranza di governo chi è contro il Green Pass è contro la libertà e contro la sicurezza ed ecco perché noi chiediamo alla Lega un chiarimento. Non si può stare con le parole di Draghi oggi e allo stesso tempo votare contro il Green Pass in Parlamento. Le due cose sono incompatibili». Anche Matteo Renzi insiste sul voto in Commissione affari sociali: «Penso che la Lega abbia sbagliato clamorosamente. Salvini per non perdere due voti ne perde 2mila». La prospettiva di un obbligo vaccinale crea qualche imbarazzo nel M5S tanto che Giuseppe Conte preferisce non commentare, a differenza di molti esponenti di Forza Italia, che condividono la linea di Draghi. Giorgia Meloni, invece, non salva praticamente nulla delle parole del premier: «Una conferenza stampa surreale - dice la leader di Fratelli d'Italia - su trasporti e scuola il presidente del Consiglio dice che la preparazione è stata "ben fatta" peccato che nessuno se ne sia accorto». --© RIPRODUZIONE RISERVATA