di Manolo Morandini wROMA L’economia italiana arranca e la sofferenza è evidente: la pressione sui titoli di Stato, che non accenna a diminuire, e il Pil fermo allo 0,8%. C’è un problema di registro e di misure per la crescita, necessarie per non “bruciare” gli effetti della manovra anti
di Manolo Morandini wROMA L’economia italiana arranca e la sofferenza è evidente: la pressione sui titoli di Stato, che non accenna a diminuire, e il Pil fermo allo 0,8%. C’è un problema di registro e di misure per la crescita, necessarie per non “bruciare” gli effetti della manovra anti
di Andrea Di Stefano wMILANO Non c'è nulla, o quasi, di quello che ci chiedevano Bce e Banca d'Italia. Non si intravede alcun risanamento, solo una manovra che rischia di peggiorare la nostra situazione e di spingerci se non in una seconda recessione in una stagnazione. Giacomo Vaciago,
di Andrea Di Stefano wMILANO Non c'è nulla, o quasi, di quello che ci chiedevano Bce e Banca d'Italia. Non si intravede alcun risanamento, solo una manovra che rischia di peggiorare la nostra situazione e di spingerci se non in una seconda recessione in una stagnazione. Giacomo Vaciago,
di Andrea Di Stefano wMILANO Non c'è nulla, o quasi, di quello che ci chiedevano Bce e Banca d'Italia. Non si intravede alcun risanamento, solo una manovra che rischia di peggiorare la nostra situazione e di spingerci se non in una seconda recessione in una stagnazione. Giacomo Vaciago,
VITTORIO EMILIANI A forza di non far nulla, di raccontarci che stavamo meglio degli altri, che le nostre banche erano più solide, che Tremonti aveva i conti sotto controllo e che semmai, per il debito pubblico, era tutta colpa dei passati governi, o del diavolo della speculazione planeta
VITTORIO EMILIANI A forza di non far nulla, di raccontarci che stavamo meglio degli altri, che le nostre banche erano più solide, che Tremonti aveva i conti sotto controllo e che semmai, per il debito pubblico, era tutta colpa dei passati governi, o del diavolo della speculazione planeta
VITTORIO EMILIANI A forza di non far nulla, di raccontarci che stavamo meglio degli altri, che le nostre banche erano più solide, che Tremonti aveva i conti sotto controllo e che semmai, per il debito pubblico, era tutta colpa dei passati governi, o del diavolo della speculazione planeta
Su Bankitalia no al toto-nomine. Il presidente Napolitano mette in guardia chi vorrebbe piegare le procedure per la sostituzione di Mario Draghi con forzature politiche e contrapposizioni personali. Non gioverebbero né alla serenità della decisione, che spetta ai soggetti istituzionali i
MILANO La rosa dei candidati alla poltrona di Governatore di Bankitalia è ristretta a tre nomi. Oltre allo scontato Lorenzo Bini Smaghi, costretto dai francesi alle dimissioni dal board della Bce che non prevede più di due esponenti di uno dei paesi forti, in pole position figurano da se
MILANO La rosa dei candidati alla poltrona di Governatore di Bankitalia è ristretta a tre nomi. Oltre allo scontato Lorenzo Bini Smaghi, costretto dai francesi alle dimissioni dal board della Bce che non prevede più di due esponenti di uno dei paesi forti, in pole position figurano da se
MILANO La rosa dei candidati alla poltrona di Governatore di Bankitalia è ristretta a tre nomi. Oltre allo scontato Lorenzo Bini Smaghi, costretto dai francesi alle dimissioni dal board della Bce che non prevede più di due esponenti di uno dei paesi forti, in pole position figurano da se