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il progettoOliviero Dellerba / vigevanoUna riserva di caccia (tecnicamente un'azienda faunistico-venatoria) con un perimetro che, a seconda della versione, si estende da alcuni ettari nei pressi della frazione Sforzesca sino ad arrivare addirittura alla Belcreda, inglobando terreni e strade. Impossibile, per il momento, avere una verità: il progetto, denominato "Dei Duca", è stato presentato in Regione, ma l'eventuale autorizzazione (spetta solo a Palazzo Lombardia, ma potranno dare pareri non vincolanti gli altri Atc, ambiti territoriali di caccia) arriverà solo nel 2027. «Ci hanno informato per conoscenza, ma la comunicazione non aveva allegati che chiarissero la reale superficie interessata - spiega il sindaco Andrea Ceffa -. Come sindaco, però, ho diverse perplessità e ne ho parlato con alcuni cacciatori. Si crea un evidente problema perché alcune di queste aree sono molto utilizzate dai vigevanesi e rischiano di essere tolte dalla disponibilità». Dal Parco del Ticino poche parole: «A oggi sul mio tavolo non c'è nulla - commenta il presidente Ismaele Rognoni -. Quando l'istruttoria sarà disponibile e potremo valutarla, potremo rispondere nel merito». Decisamente più critico è invece il candidato sindaco Gabriele Righi. «La nuova riserva di caccia - dice - impedirebbe il totale transito di persone, biciclette e auto. Rasenterebbe la strada provinciale tra la Sforzesca e la Belcreda e arriverebbe fino al confine con il centro abitato. Siamo sotto la costa della valle del Ticino e nel perimetro che abbiamo visto ci sarebbe anche la strada per Molino d'Isella. Ci sono luoghi di aggregazione come ristoranti, il parco di Villa Necchi, agriturismo, buona parte delle marcite della Sforzesca, la chiesa diroccata vicino a San Vittore, compresa un'intera azione agricola, e confinerebbe con la "scala di Leonardo". Nell'intera area nessuno potrebbe andarci: dobbiamo fermare questa ennesima follia». In teoria, però, il progetto ingloba aree che non sono ancora disponibili: due cittadini hanno scritto chiedendo una rettifica dei confini. «Da mappale allegato all'istanza sono stati incorporati terreni siti nel comune di Gambolò, frazione Belcreda, di proprietà di terzi e privi di alcuna convenzione». Insomma, la situazione sembra davvero non ancora definita. --