L'assegno per la disabilità è in ritardo «Non c'è rispetto per chi sta male»
La storia Silvio Puccio / paviaLe medicine, non tutte passate dal servizio sanitario. Le visite a pagamento, per non aspettare i tempi d'attesa del pubblico e, nel frattempo, il contributo economico a supporto delle persone con disabilità grave è in ritardo per un inghippo politico-burocratico che si ripercuote anche sulla Lombardia: parliamo della cosiddetta "misura B2" regionale, sulla quale incombe un certo grado di incertezza sul futuro perché il nuovo Piano nazionale sulla non autosufficienza ancora non è ancora operativo. E così, persone Nunzia Prinzi e suo marito Hoervat Zdereavko (75 anni entrambi) sono in difficoltà con le spese che impone la malattia rara di lei e per una patologia neuro-degenerativa di lui. Soldi erogati con cadenza trimestrale, che la famiglia sperava di vedere a inizio di aprile: secondo quanto raccontato dalla coppia, ai due spetta un "assegno" da 200 euro a testa, che per chi vive situazioni di grave fragilità sono ossigeno. «A fine marzo ho chiesto informazioni in merito al contributo - spiega Prinzi - mi è stato detto che entro i primi di aprile sarebbe arrivato. Ma sono passate due settimane e ancora aspetto l'erogazione del contributo» aggiunge la donna, ex dipendente comunale a Pavia. «Solo questo mese ho pagato 150 euro una visita e altri 120 una radiografia, entrambi da privato per non aspettare la lista d'attesa. Sembra quasi che non ci sia considerazione per chi sta male. Io prendo nove pillole ogni mattina, e non tutte me le passa la mutua».Un caso singolo può essere letto come la ricaduta di uno stallo che origina al livello nazionale. nel limbo Le misure a sostegno della disabilità grave e gravissima (B2 e B1) sono erogate da Regione tramite enti locali - in questo caso il Consorzio sociale pavese - e finanziati con risorse che dipendono dal Piano nazionale per la non autosufficienza del governo centrale, che però non ha ancora pubblicato quello per il 2025-2027 né - finora - circola una data certa per la sua introduzione. L'effetto: i sostegni attuali sono in regime di proroga regionale, che è stata estesa fino a giugno. Rispondendo ai solleciti delle opposizioni In consiglio regionale, l'assessora alla Solidarietà sociale Elena Lucchini ha spiegato in consiglio regionale che questa fase-ponte è coperta economicamente. Eppure qualche disguido c'è. Il primo riguarda chi già percepisce il buono: la latenza nell'erogazione della rata di aprile - spiega il Consorzio sociale pavese - sarebbe dovuta anche ai controlli fatti in queste settimane, una "ricognizione di cassa" sulle risorse che si è aggiunta ai controlli sul mantenimento dei requisiti per i beneficiari(più di 250 in carico all'ente). La direttrice del Consorzio Elena Volpato spiega: «C'è stato un ritardo di qualche settimana in virtù dei controlli massivi fatti dalla Regione per proseguire con l'erogazione in proroga della misura - spiega la direttrice Elena Volpato - entro la prossima settimana il contributo dovrebbe essere liquidato». Ma le conseguenze ricadono anche sulle persone che hanno diritto alla misura B1, cioè il contributo per la disabilità gravissima: i sostegni già attivati sono coperti in proroga come la B2, ma l'accettazione delle nuove domande è sospesa in attesa del Piano nazionale. «C'è chi aspetta da mesi, mentre si aggravano le proprie condizioni di salute» spiega Fabio Pirastu, presidente di Uildm (unione lotta alla distrofia muscolare). --