Nemmeno la vice di Salvini scioglie il nodo candidato

Oliviero Dellerba / vigevanoNemmeno la visita della vicesegretaria federale della Lega Silvia Sardone a Vigevano ha prodotto l'annuncio del candidato sindaco del centrodestra.Anzi, a parte un accenno alla mancata (almeno per il momento) unità della coalizione non si è parlato della politica cittadina. «Il suo discorso è stato incentrato sulla manifestazione della Lega di sabato prossimo in piazza Duomo a Milano», ammette il consigliere regionale Andrea Sala. Sabato il Carroccio ha organizzato il raduno dei Patrioti, dove si parlerà di sicurezza ma anche di "remigrazione" e non mancheranno sicuramente i toni accesi. E la Sardone, indiscussa star televisiva forse anche più apprezzata dal popolo leghista di Matteo Salvini, era impegnata in un percorso di avvicinamento all'evento denominato "L'Europa incontra i territori": il tempo di mangiare qualcosa, dire qualche frase e poi via verso un'altra iniziativa simile in un'altra città. «La vicesegretaria non ha fatto nessuna ufficializzazione - dichiara Andrea Ceffa che da sindaco uscente vorrebbe essere candidato confermato - Però si è dispiaciuta che il centrodestra vada separato». La situazione attuale, infatti, vede Forza Italia schierata con Lab 27029 ad appoggiare Paolo Previde Massara e Lega, Fratelli d'Italia e Noi Moderati a inseguire un nome da candidare. Il tempo stringe, perché ormai la deadline del 25 aprile (quando vanno consegnate le liste) è davvero vicina. Alcune piste, soprattutto fuori città, portano a ipotizzare che gli alleati preferirebbero un leghista come Riccardo Ghia che non ha un processo complicato (come Ceffa) in corso, ma è il Carroccio, che in città non è mai stato così disunito, che a questo punto deve decidersi. Davvero il senatore Massimiliano Romeo e Salvini, dopo aver speso frasi di elogio verso il sindaco uscente, accetteranno un altro nome leghista? Mentre ci sono questi dialoghi ad alto livello, in mezzo i partiti devono decidere anche chi mettere in lista e poi correre per raccogliere firme, casellari giudiziari e dichiarazioni. Mancano infatti solo 12 giorni alla chiusura delle liste. Chi può sorridere dell'impasse altrui è Rossella Buratti che sabato in piazza Ducale ha presentato anche le otto liste (Pd, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista con il logo "Vigevano bene comune", Avs, Azione, Casa Riformista, Polo Laico e "Vigevano Sicura" che è la civica della Buratti stessa) che ne appoggeranno la candidatura a primo cittadino. Numero simile di liste in appoggio anche per Furio Suvilla, che ci riprova con Vigevano Futura ma anche l'apparentamento con Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci. Poi ci sono Massimo Lovati per Democrazia Sovrana e Popolare e Gabriele Righi con la sua civica. C'è spazio ancora per qualche sorpresa? Vigevano, a parte il 2020, ha sempre avuto liste create in poco tempo ma spesso destinate a prendere solo manciate di preferenze. Entrare in consiglio comunale è complicato: 15 seggi per la coalizione che vince e 9 per chi perde. Va da sé che schieramenti complessi con partiti importanti finiscono con monopolizzare gli eletti, lasciando agli altri movimenti ben poco spazio. Sei anni fa si presentarono sette candidati sindaco e solo Roberto Guarchi (Rifondazione) non entrò in consiglio. --