Ecco come l'informatica agisce sulla politica

Un viaggio inaspettato dall'ItisCardano fino a Palazzo Chigi: è la storia di Edoardo Pregnolato al centro dell'incontro di orientamento "Come l'informatica agisce sulla politica". L'istruzione tecnica, ha spiegato, non è un ripiego, ma un percorso ricco di opportunità, capace di sviluppare competenze pratiche, utili per il mondo lavorativo. Dopo il diploma, non esiste una scelta obbligata; nessuno deve decidere tutto e subito, si può continuare a studiare, iscriversi all'università o approfondire ciò che accende la mente. O entrare nel mondo del lavoro. Non esiste un'unica strada "giusta", ogni scelta ha valore, purché sia compiuta con consapevolezza e il coraggio di ascoltare ciò che si vuole costruire. Prendiamo ingegneria: circa un terzo degli studenti decide di abbandonare dopo il primo anno. Non va letto come una sconfitta ma come una tappa naturale del nostro orientamento. Lui si è iscritto a Scienze Politiche, nel 2021, appena dopo la laurea, partecipa a un concorso pubblico, lo vince, conquista un posto nel Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Da allora lavora sui progetti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), contribuendo alla modernizzazione digitale dell'Italia. Il Dipartimento gestisce 18 miliardi in 70 mila progetti dove l'informatica è motore dell'amministrazione. La relazione dello specialista si è chiusa con un messaggio agli studenti: non abbiate paura di scegliere, ancor meno di cambiare strada. Il futuro non è una linea dritta tracciata da altri, è un mosaico di possibilità che prende forma un passo alla volta, col coraggio di mettersi in gioco e la libertà di reinventarsi. --