Senza Titolo

La riflessioneLa politica smarrita senza narrazioneL'epoca che viviamo viene definita "epoca post-narrativa": un tempo in cui i processi storici sembrano privi di significato e l'essere umano non riesce più a riconoscere leggi o direzioni stabili. Un tempo, questa visione era garantita dalle ideologie, che conferivano un senso al mondo, offrendo sicurezza all'agire quotidiano. Oggi non è più così. Se un tempo il racconto teneva unita la comunità attorno a un significato condiviso, oggi assistiamo alla nascita di "community" composte da consumatori. I consumatori non sentono appartenenza, non coltivano relazioni durature: è sufficiente consumare e, per questo, restano, in fondo, soli. Far parte di una comunità implica, invece, attenzione verso l'altro e la capacità di intrecciare il proprio racconto di vita con quello altrui. Per questo, "cliccare o scorrere non sono gesti narrativi": non costruiscono una storia comune, ma producono scambi rapidi e immediati, destinati a dissolversi senza lasciare memoria. Il racconto, al contrario, rinvia sempre a una storia condivisa e a un tempo lungo. Raccontare significa connettersi con una storia più grande, che ci chiama tutti per nome; significa sentirsi parte di uno stesso destino, un gesto che non si esaurisce mai in un istante. Il racconto permette di coltivare una memoria profonda, legata ai processi lenti della storia: una pratica che genera condivisione. La politica è la storia dell'umanità che si fa racconto: un'azione che scrive e costruisce, in forme sempre nuove, il percorso nel quale siamo in cammino. Per questo, la vocazione della politica non si riduce a fornire risposte alle emergenze o a governare il presente, ma deve aspirare a disegnare nuove prospettive. Il racconto tiene insieme memoria e novità, "il già e il non ancora": per questo la storia è il luogo fecondo che genera speranza. Avere coscienza di ciò è un gesto profondamente umano; per questo raccontare è una pratica sempre nuova, capace di generare il "nuovo nella storia". Questo scenario chiama la politica ad assumere una visione rinnovata, capace di adottare una prospettiva ampia e di lungo respiro, rispondendo così alla propria vocazione. Operare nel tempo presente significa saper pensare in termini di durata, progettando interventi in grado di prevedere, accompagnare e anche anticipare i passaggi della storia. Per affrontare efficacemente questa sfida, la politica ha bisogno di nuovi modelli teorici: saperi e approcci multi-disciplinari, capaci di leggere le dinamiche inedite e complesse del nostro tempo. Partire da qui significa riconoscere che l'essere umano è strutturalmente un essere-in-relazione, intimamente connesso a tutto ciò che lo circonda. Alla luce di ciò, la politica è esercizio critico, costante opera di tessitura: un pensiero che problematizza e, insieme, costruisce coesione, e che sa ancora essere racconto capace di accompagnare e dare senso al cammino di libertà dell'umano nella storia.Sandro De BonisRingraziamentiAl pronto soccorsodi StradellaDesidero presentare un encomio nei confronti del Pronto Soccorso di Stradella, per avermi ricevuta la sera del 13 marzo con dedizione, competenza e gentilezza alleviando le mie sofferenze con risposte professionali e immediate. Desidero pertanto esprimere il mio più sentito ringraziamento in merito alla sensibilità umana nel gestire un pur non grave stato di assistenza sanitaria.Bianca Maria Sala