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Oliviero Maggi / stradellaLa provincia di Pavia è prima al mondo per l'incidenza di casi di mesotelioma nelle donne. E terza al mondo per l'incidenza della malattia tra gli uomini.I dati sono stati forniti nel corso di un convegno sulla gestione dei siti inquinati, organizzato da Avani e Sportello amianto nazionale, che si è svolto venerdì sera alla Sala Brambilla di Stradella, alla presenza di amministratori locali e tecnici.i numeri della malattiaLa situazione è stata illustrata da Carolina Mensi, responsabile del Registro mesoteliomi della Lombardia. Se a livello lombardo l'incidenza della malattia è di 5,7 per 100mila abitanti (uomini) e 2,1 per 100mila abitanti (donne), in provincia di Pavia l'incidenza sale rispettivamente a 9,4 e 3,9. Ma il tasso sale vertiginosamente a Broni e Stradella: a Broni l'incidenza è di 113 su 100mila per gli uomini e 77 per 100mila sulle donne; alti i valori anche a Stradella: 45 (uomini e 37 donne).Confrontando i dati con alcuni registri tumori validati dall'Organizzazione mondiale della Sanità, però, è emerso chela provincia di Pavia si posiziona al primo posto nel mondo per l'incidenza di casi tra le donne e al terzo posto per gli uomini (al primo posto c'è Genova). L'incidenza nelle donne è dovuta al fatto che venivano a contatto con l'amianto sia lavando le tute dei mariti impiegati in fabbrica sia perchè, anche in altri luoghi di lavoro, come il tessile, è stata certificata la presenza di amianto, che, ad esempio, veniva utilizzata come insonorizzante.Venendo al caso Fibronit, invece, i lavoratori nella fabbrica hanno 22 volte in più la possibilità di ammalarsi di mesotelioma mentre i familiari degli operai hanno 18 volte in più di possibilità di ammalarsi rispetto alla popolazione lombarda. Parlando di esposizione ambientale, per chi risiede a Broni e Stradella, pur non avendo mai lavorato alla Fibronit e non essendo familiare di un operaio, il rischi di ammalarsi è di 12 e 10 volte maggiore rispetto alla popolazione lombarda. Per quanto riguarda le proiezioni future, dopo il picco raggiunto in Lombardia nel 2013 con 478 casi all'anno, nel 2024 i casi sono stati 411, mentre nel 2030 ci saranno ancora tra i 250 e i 300 casi di mesotelioma (ad oggi sono circa 40 all'anno in provincia di Pavia), quindi una diminuzione, seppur molto lenta. «Si tratta di valori davvero elevatissimi che non consentono più la possibilità di tergiversare - ha commentato Mensi -. Il problema amianto è tutt'altro che superato e, visto che la prevenzione primaria resta quella della bonifica, bisogna riuscire a velocizzare la riperimetrazione del Sito di interesse nazionale perchè arrivino fondi aggiuntivi rispetto agli sforzi economici che i sindaci hanno fatto finora».procedura in stalloMa al momento, la procedura di ampliamento del Sin (che ora comprende solo la ex Fibronit e altri siti ormai bonificati sul territorio di Broni) ai territori di Broni, Stradella e del circondario è in stallo: dopo che, nel 2019, l'allora amministrazione di Stradella si era chiamata fuori dal progetto, Broni aveva provato a portarla avanti da sola ma era stata bocciata. Ora, però, l'amministrazione stradellina, guidata dal sindaco Gianpiero Bellinzona, ha deciso di riprendere in mano il progetto: «La scelta presa dall'amministrazione precedente rischia di indebolire la capacità di avere risposte a livello nazionale - ha detto il primo cittadino nei saluti iniziali -. Noi intendiamo riaprire un confronto, ma nel frattempo è pronto a partire per il 2026 un bando per la rimozione dell'amianto dagli edifici privati». Un monito rilanciato dal sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, che ha ribadito la disponibilità «alla collaborazione con tutti gli enti preposti all'attività di bonifica». Un appello all'aggregazione tra Comuni rilanciato anche dal presidente Avani, Silvio Mingrino. Infine, Andrea Frustagli, ex imprenditore con un'esperienza di 50 anni nel settore, ha ricordato l'importanza, oltre che dei controlli alle coperture, anche ai cortili delle case, molti dei quali realizzati, tra gli anni Settanta e Ottanta, con il "polverino", ricavato dagli scarti di lavorazione dell'amianto. --