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paviaIl confronto sull'energia e sulla transizione energetica è stato uno dei momenti più interessanti del summit Itir. Un "duello" che ha visto da un parte Andrea Salvini, direttore del Lena (Laboratorio energia nucleare applicata) dell'Università di Pavia, e dall'altro Nicola Armaroli, dirigente di ricerca Cnr e direttore della rivista Sapere.«Del nucleare si conosce solo l'aspetto energetico, ma è nelle nostre vite: nella sanità, nei beni culturali, nella valutazione dell'inquinamento delle calotte artiche - ha spiegato Salvini - le rinnovabili sono imprescindibili ma sono anche intermittenti e quello che viene usato per sopperirvi è energia da fonti fossili. Qual è l'alternativa? La fusione garantisce una produzione sostenibile e rifiuti gestibili, ma l'avremo nel 2050 primi, però ci sono anche privati che dichiarano di poter avvicinare quel limite temporale. Intanto c'è la fissione esiste, l'Italia importa l'energia prodotta dalla fissione. E con i reattori di terza generazione la sicurezza è intrinseca».Armaroli nell'argomentare a favore delle rinnovabili è partito da quel «reattore a fusione nucleare già accesso che è a 150 milioni di chilometri da noi: il Sole in un secondo genera tanta energia quanto l'umanità ne consumerebbe in un milio ne di anni». Solo una piccola parte arriva sulla Terra, «ma ogni giorno di energia solare consumata dalla vegetazione terrestre supera l'energia accumulata in tutte le testate nucleari mondiali che si trovano negli arsenali, una quantità mostruosa». Oggi «due terzi dell'energia la buttiamo sotto forma si calore, la sprechiamo perché bruiciamo troppo». Il caso più clamoroso è il petrolio: facciamo guerre da 80 anni per andare a prendere una cosa che per il 75% viene buttata».La soluzione è «elettrificare il più possibile perché i motori elettrici sono molto più efficienti di quelli a combustione: è delirante la discussione che c'è in questo Paese sulla trasformazione del sistema dei trasporti verso l'elettrificazione senza fossili, con la soluzione che si mette a disposizione la natura, e quella solare è la principale». I numeri indicano che è già quella la direzione: «La produzione elettrica da rinnovabili nel 2025 ha superato quella con il carbone, sole più vento fanno il doppio del nucleare nel mondo, è equivalente a 720 reattori nucleari a fissione. Sole e vento in Europa nel 2025 hanno sorpassato il nucleare». Il fotovoltaico «stravince» e sul problema dell'intermittenza Armaroli obietta: «Accanto a grossi impianti fotovoltaici ci sono sempre più grandi impianti a batteria, per spostare il picco giornaliero verso la sera. In Italia, pochi lo sanno, siamo leader europei di installazioni di batterie, anche per piccoli impianti». La dipendenza della Cina per i pannelli? Per Armaroli non è paragonabile alla dipendenza dalle fonti fossili: nel primo caso avviene solo all'inizio, per l'installazione, nel secondo è perenne. «Le rinnovabili cambiano radicalmente il concetto di dipendenza e sicurezza energetica - ha concluso Armaroli - non possiamo sprecare questa ennesima crisi energetica senza averlo capito. Non andiamo a cercare tecnologie fantasmagoriche che ancora non abbiamo. per il 90% la soluzione per la transizione energetica c'è già, resta un 10%, di ricerca e tempi lunghi. Tempi che non abbiamo». --L.Si.