Disabilità, le visite solo a Pavia «Così aumentano i disagi»
Francesco Stati / paviaLa riforma della disabilità potrebbe aumentare i disagi, invece che ridurli. È il parere di Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) Pavia, che durante il suo congresso (con oltre 150 tra associati e simpatizzanti) ha fatto il punto sul ruolo dell'associazione nel territorio e, soprattutto, sulle prime ricadute locali del provvedimento. Secondo quanto emerso durante l'evento, non saranno infatti previste commissioni decentrate come avveniva in precedenza con le Asst di Pavia, Vigevano e Voghera. Tutte le visite dovranno quindi svolgersi nel capoluogo, con la sola modulazione degli orari in base alla distanza di provenienza. Per l'associazione si tratta di una risposta insufficiente, perché una riforma presentata come semplificazione rischia di tradursi, almeno in questa fase, in un aggravio per chi vive nei centri più lontani da Pavia. Il punto, per Anmic, riguarda l'equità territoriale. L'assenza di sedi operative a Vigevano e Voghera viene considerata una criticità concreta perché costringerebbe molte persone con disabilità o con patologie gravi a spostamenti più lunghi e complessi rispetto al passato. Nel dibattito sono emerse anche questioni interpretative legate all'applicazione della nuova normativa. Una delle preoccupazioni riguarda i cittadini già titolari in via definitiva di indennità di accompagnamento che presentino una richiesta per ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge 104. Secondo quanto segnalato nel congresso, in questi casi potrebbe essere avviato un riesame complessivo della posizione, con il rischio di rimettere in discussione anche il beneficio economico già riconosciuto. In precedenza, invece, la rivalutazione poteva limitarsi al nuovo diritto richiesto.I minori Un tema analogo riguarda i minori. Il timore espresso dall'associazione è che un ragazzo già titolare di indennità di frequenza o di accompagnamento, nel momento in cui debba aggiornare la certificazione per il sostegno scolastico, ad esempio nel passaggio tra cicli di studio, venga sottoposto a una nuova valutazione complessiva. Anmic ha fatto sapere di voler seguire con attenzione questa fase di applicazione della riforma, sostenendo che l'impianto normativo debba restare coerente con il suo obiettivo dichiarato: rafforzare la tutela, non renderla più incerta.Al centro del confronto anche l'intervento del direttore dell'Inps di Pavia, Francesco De Luca, in una fase delicata per il sistema di accertamento, dal momento che dal 1° marzo anche la provincia pavese è entrata nella sperimentazione del decreto legislativo 62 del 2024, la norma che attribuisce all'Inps il ruolo di accertatore unico della condizione di disabilità.Tra gli aspetti affrontati, inoltre, quello dei certificati medici introduttivi, descritti come più complessi e più costosi rispetto al passato. Su questo fronte Anmic Pavia ha spiegato di essersi organizzata mettendo a disposizione dei propri assistiti medici certificatori a tariffe calmierate, inferiori rispetto ai riferimenti ordinistici. Una misura che l'associazione presenta come supporto pratico in una fase in cui i medici disponibili sono pochi e il rischio è che le famiglie restino senza riferimenti.. --